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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - OICE/REPORT 2026 MERCATO GLOBALE COSTRUZIONI E INFRASTRUTTURE: ASSOCIATI ITALIANI OICE ALL'ESTERO DAL 2014 AL 2026 + 141% VALORE. INCREMENTO STIMATO PER IL 2026 +2%

(2026-10-20)

Il Report dell'OICE (vedi:https://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=86545 ) sullo scenario globale nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture ha presentato un quadro di settore reduce da un 2025 in fase di moderata espansione e trasformazione strutturale, rilevando nel seguito un'interessante apertura "dopo anni di volatilità, causata dall'inflazione, dalle interruzioni nelle catene di approvvigionamento e da condizioni di finanziamento restrittive, dei fondamentali di mercato che si stanno gradualmente stabilizzando con un tasso di crescita che dai 16,86 trilioni di dollari del 2025 porterebbe a superare i 19,86 trilioni di dollari entro il 2028, trainato da un incremento degli investimenti pubblici e privati ​​in trasporti, energia, infrastrutture digitali e riqualificazione urbana

Per essere chiari: "Il report cita  la Business Research Company (2025): "il mercato globale delle costruzioni è stato valutato 15,97 trilioni di dollari nel 2024, in crescita rispetto ai 15,19 trilioni del 2023, e si prevedeva il raggiungimento dei 16,86 trilioni di dollari nel 2025, con un tasso di crescita annuo di circa il 5,1%. La stima era
nel medio termine che il valore avrebbe superato i 19,86 trilioni di dollari entro il 2028"

Nonostante le evidenti difficolta' i Governi e gli investitori privati ​​hanno dato e stanno dando priorità crescente alla resilienza, all'edilizia accessibile e alla transizione a basse emissioni di carbonio, ponendo le infrastrutture al centro delle strategie di crescita a lungo termine. L'ultimo "RICS Global Construction Monitor" (secondo trimestre 2026) indica un moderato rafforzamento dell'attività sui mercati globali: l'indice dell'attività nel settore delle costruzioni è salito a +13, rispetto al +8 registrato nel primo trimestre".

E VENIAMO ALL'ITALIA: l'indagine OICE sulle attività dei propri associati all'estero ha messo in luce l'importanza della presenza sui mercati esteri.
Sulla base del campione OICE, il fatturato previsto all'estero nel 2026 SI ATTESTERÀ POCO AL DI SOTTO DEI 1.200 MILIONI DI EURO. TALE valore, già significativo, che assume una rilevanza ancora maggiore se osservato in una prospettiva di lungo periodo.
Il report  illustra l'andamento del fatturato realizzato all'estero dal 2014 al 2026 ed il dato relativo al 2026 rappre-senta il picco raggiunto nell'arco degli ultimi 12 anni. Tra il 2014 e il 2026, il valore della produzione all'estero ha registrato un incremento del 141%.

La crescita osservata nell'ultimo decennio presenta caratteristiche di particolare interesse. Analizzando l'evoluzione del fatturato, si possono individuare tre fasi:
1) un incremento graduale e costante dal 2014 fino al periodo pre-pandemico;
2) una fase di difficoltà nel biennio 2020-2021, riconducibile al rallentamento globale causato dal Covid-19;
3) una crescita rapida e solida nel periodo 2022-2025.

  Ed il ritmo di crescita registrato negli ultimi cinque anni risulta più sostenuto rispetto a quello osservato nel periodo 2014-2019. Questa analisi di lungo periodo del fatturato testimonia non solo la crescente attività inter-nazionale degli associati OICE, ma anche la solidità delle loro performance e il forte impegno verso la crescita, che passa anche attraverso la capacità di competere sui mercati internazionali.

In parallelo è cresciuto il LIVELLO DEL PERSONALE UTILIZZATO:
Nel 2025, il 60,8% del personale possedeva una laurea o un titolo di studio superiore.  Tale percentuale è salita al 61,4% nel 2026. Parallelamente, la quota di laureati è passata dal 17,6% nel 2025 al 18,1% nel 2026.

Le aziende con oltre 500 dipendenti registrano la percentuale più elevata di laureati (71,4%), mentre quelle con un organico compreso tra 26 e 50 unità presentano la quota minore (25,7%). Le imprese che contano tra 251 e 500 dipendenti registrano la percentuale più alta di laureati (49,3%).

La percentuale di PERSONALE FEMMINILE in base alle dimensioni aziendali. Le aziende con un organico compreso tra 51 e 100 dipendenti presentano la quota più elevata di donne impiegate sia nel 2025 (35,6%) che nel 2026 (7,0%).
Le imprese di maggiori dimensioni (con oltre 500 dipendenti) registrano la percentuale più bassa di personale femminile nel 2025 (28,2%), mentre per le aziende con un organico tra 251 e 500 unità tale valore si attesta al 26,3% nel 2026.
Complessivamente, la percentuale di personale femminile è risultata pari al 29,4% nel 2025, per poi salire al 30,1% nel 2026. Tra il 2025 e il 2026, il numero di donne impiegate ha registrato un incremento del 6,9%.

Le imprese con un numero di dipendenti compreso tra 251 e 500 presentano la QUOTA PIÙ ELEVATA DI PRODUZIONE ALL'ESTERO (pari al 57,8% del valore totale della loro produzione nel 2025), seguite dalle aziende con un organico di 26-50 unità (52,8% della produzione totale).
Per contro, le imprese con meno di 10 dipendenti registrano la percentuale più bassa, con l'export che corri-sponde al 17,0% del loro fatturato, seguite da quelle con un organico compreso tra 11 e 25 unità (27,5%).

Tuttavia, approfondendo: la produzione all'estero nel 2025 rispetto al 2024 per il 16,1% delle imprese OICE e per  l'1,8% di esse, la produzione all'estero è calata in misura significativa.
Mentre,  per il 33,9% del campione, la produzione all'estero è rimasta invariata (35,6% l'anno precedente), e per il 50,0% delle aziende è aumentata nel 2025 (50,8% l'anno precedente). In buona sostanza, il 2025 ha confer-mato le tendenze osservate nel 2024.

Per quanto riguarda LE AREE DI ATTIVITÀ , nel 2025 al primo posto si conferma l'Asia (29,1%; nello specifico: 20,5% Medio Oriente, 1,6% Asia centrale, 2,2% ASEAN e 4,8% Asia meridionale e orientale), seguita dall'Africa subsahariana (18,5%) e dal Nord America (11,4%).
L'Unione europea rappresenta il 10,9%, i paesi europei esterni all'UE il 9,8%, mentre l'Australia e l'Oceania coprono l'8,6%. L'America centrale e l'America del Sud rappresentano rispettivamente lo 0,9% e il 4,8%.

IN TERMINI DI VALORE, L'IMPORTO principale il settore principale dell'attività all'estero è quello dei Trasporti (31,9%). Seguono Energia e Risorse con il 29,7%, le Costruzioni con il 13,8% e i comparti Manifatturiero e Petrolifero con il 9,2%. I primi due settori occupavano le stesse posizioni anche nel 2024. Il restante 15,4% del valore della produzione all'estero riguarda i settori Acqua e Ambiente, oltre ad altri comparti.

CLIENTI: la ripartizione percentuale della produzione all'estero per tipologia di cliente. I clienti del settore privato rappresentano il 49,4% (43,9% nel 2024), seguiti dalle imprese pubbliche con il 18,0% (22,1% nel 2024), dal settore pubblico con il 17,1% (20,1% nel 2024) e dal comparto delle costruzioni/general contractor con il 7,8% (5,1% nel 2024).

PREVISIONI PER IL 2026 :

Indicazioni chiave relative all'anno in corso, alla luce dei dati rilevati  alla fine di maggio 2026:
Innanzitutto, si segnala che le imprese prevedono, per il 2026, un incremento del VALORE DELLA PRODUZIONE ALL'ESTERO DI CIRCA IL 2% RISPETTO AL 2025.
IN MERITO ALLA PRODUZIONE ALL'ESTERO NEL 2026 RISPETTO AL 2025. PER L'8,9% DELLE IMPRESE (CONTRO IL 12,0% DELL'ANNO PRECEDENTE), IL VALORE DELLA PRODUZIONE ESTERA SUBIRÀ UNA FLESSIONE; TUTTAVIA, NESSUNA AZIENDA PREVEDE UNA DIMINUZIONE SIGNIFICATIVA (A FRONTE DEL 3,4% REGISTRATO L'ANNO PRECEDENTE). PER IL 51,8% DELLE IMPRESE, LA PRODUZIONE ALL'ESTERO AUMENTERÀ NEL 2026 (RISPETTO AL 56,9% DELL'ANNO PRECEDENTE), MENTRE PER IL 39,3% TALE VALORE RIMARRÀ STABILE (CONTRO IL 31,0% DELL'ANNO PRECEDENTE).

Per quanto riguarda le AREE DI ATTIVITÀ, nel 2026 le aziende hanno continuato a concentrarsi su mercati geogra-ficamente più vicini, in particolare il Medio Oriente, i paesi europei e l'Africa subsahariana.
Più nel dettaglio, la prima macroarea è rappresentata dall'Asia (34,2%; di cui 24,2% Medio Oriente, 1,7% Asia centrale, 2,9% ASEAN, 5,4% Asia meridionale e orientale), seguita dai paesi europei (21,3%; 11,4% UE, 9,9% altri paesi europei), dall'Africa subsahariana (15,0%) e dal Nord America (12,6%).
Il Sud America, l'America centrale e l'Oceania rappresentano rispettivamente il 5,5%, lo 0,4% e il 7,9%.

Il SETTORE principale in termini di valore dell'attività estera nel 2026 è Energia-Risorse (36,5%). I trasporti rappresentano il 29,8%, le costruzioni l'11,4% e l'industria manifatturiera-petrolifera l'11,1%. Il restante 11,1% del valore stimato della produzione estera nel 2026 comprende Acqua e ambiente e altri settori

I CLIENTI: la ripartizione percentuale della produzione all'estero per tipologia di cliente, stimata per il 2026, vede i clienti del settore privato rappresentare il 49,0%, seguiti dal settore pubblico (21,3%), dalle imprese pubbliche (9,8%) e dalle imprese di costruzione e general contractor (9,4%).
Le istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, le società di ingegneria e i concessionari di servizi pubblici costituiscono, nel complesso, il 10,5%.

Società estere, filiali e partnership con le quali aziende OICE lavorano:
suddivise per area geografica nel 2025: su 259 società estere, 114 hanno sede nell'UE (44,0%), 8 in paesi europei extra-UE (3,1% – di cui 5 nei Balcani), 39 in Asia (15,1%) e 48 nelle Americhe (18,5%).
Per quanto riguarda le filiali, su un totale di 166, 29 si trovano nell'UE (17,5%), 14 in altri paesi europei (8,4% – di cui 11 nei Balcani), 51 in Asia (30,7%), 36 nelle Americhe (21,7%) e 20 nell'Africa mediterranea (12,0%). Infine, per quanto concerne le joint venture, 3 su 6 sono situate nell'Africa subsahariana, 2 nell'UE e 1 nell'Africa mediterranea.

In ESTREMA SINTESI: I paesi europei e l'Asia – in particolare il Medio Oriente – rivestono un ruolo di primaria importanza per le attività all'estero in termini di valore della produzione.
I settori di attività trainanti sono i trasporti, l'energia e le costruzioni, con una clientela composta principalmente da soggetti pubblici e privati, incluse imprese.
Sul fronte della produzione, nel 2025 le società hanno raggiunto un nuovo massimo storico; i dati disponibili per il primo semestre del 2026 delineano uno scenario piuttosto positivo. Ciononostante, le proiezioni indicano un rallentamento nella crescita della produzione, con un incremento stimato intorno al 2% per il 2026 tra le società associate all'OICE. (20/10/2026-ITL/ITNET)

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