Sponsor
|
IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - EUROPA/MERCOSUR: ALLA CCIAA DI TRIESTE FOCUS SULL'ACCORDO- OPPORTUNITA' E MAGGIORI TUTELE CONTRO L'ITALIAN SOUNDING DEDICATO A IMPRESE E PROFESSIONISTI
(2026-07-22)
"Gli accordi internazionali vanno a vantaggio delle imprese solo se si conosce esattamente quali sono le opportunità offerte. In particolare, poi, è necessaria una crescente tutela del Made in Italy sempre più messo a dura prova dalla concorrenza, anche sleale fatta di frodi e falsi. Con questi obiettivi – ha affermato Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia - abbiamo intrapreso la via dei Focus perché considerati efficaci ed efficienti in termini di tempo e informazioni per le imprese” aprendo i lavori del primo appuntamento indirizzato ad imprese e professionisti
“Le Camere di commercio – ha ricordato Paoletti - tutelano il Made in Italy garantendo la sicurezza del mercato, verificando la corretta etichettatura e l'origine dei prodotti. A livello internazionale, tramite la rete di Assocame-restero promuovono le eccellenze produttive e combattono la contraffazione. La Camera di commercio della Venezia Giulia, in particolare, svolge un ruolo centrale di orientamento e supporto operativo per il deposito di marchi, brevetti, disegni e modelli nazionali nelle sedi di Trieste e Gorizia, gestendo l'assistenza all'utenza, il controllo formale e l'inoltro all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi per la registrazione. Il nostro obiettivo è affiancare da vicino le aziende, gli inventori e i cittadini del territorio, aiutandoli a valorizzare la loro creatività e a tradurla in opportunità concrete di sviluppo”.
Proteggere un marchio, un'invenzione o un design significa accrescere il valore del proprio lavoro e dei propri prodotti, trasformando le idee in veri e propri asset patrimoniali che rafforzano l'impresa sul mercato e consen-tono di accedere a bandi di finanziamento dedicati e nuove opportunità di crescita." ha spiegato il Presidente. "Dal punto di vista pratico, la registrazione del marchio garantisce l'uso esclusivo del brand, rafforzandone la riconoscibilità e proteggendolo da tentativi di imitazione anche online; il brevetto tutela l'innovazione tecnologica da sfruttamenti non autorizzati; il deposito di disegni e modelli difende l'estetica del prodotto.
Si tratta di tutele essenziali per consentire alle eccellenze locali di competere in sicurezza e far crescere l'econo-mia del territorio. Nel 2025 i nuovi marchi depositati in Friuli Venezia Giulia sono stati 676, mentre in Italia si arriva a 68.793.
L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini nel suo intervento di apertura ha inteso ricordare che “l’accordo con i Paesi del Mercosur, un mercato che conta oltre 280 milioni di consumatori, può e deve essere un’opportunità per le imprese della Regione, il cui PIL dipende al 48,5% dall’export. Perché ciò accada, è fondamentale informare le imprese su potenzialità e rischi ed è per questo che ha rivolto un plauso alla Camera di commercio Venezia Giulia e all’Ansa (main partner) per aver voluto questo incontro proprio in Friuli Venezia Giulia, che vanta eccellenze agroalimentari riconosciute in tutto il mondo, a partire dalla filiera del caffè così centrale per Trieste”.
“L’accordo – ha proseguito Bini - va nella direzione di liberare le energie di chi produce, eliminando barriere e liberalizzando il mercato. Comparti quali l'automotive, la farmaceutica e la meccanica strumentale, tutti settori in cui il nostro tessuto produttivo regionale eccelle, beneficeranno dell'abbattimento di dazi, oggi pari fino al 35%. Tuttavia, sono legittime le preoccupazioni che giungono dal mondo agroalimentare, che teme una concorrenza impari. In questo senso, oltre al riconoscimento e alla tutela dei marchi italiani ed europei già previsti dall’accordo, sarà fondamentale per le nostre imprese investire in innovazione e qualità del prodotto per vincere la competizione”.
Paolo Garzotti della Commissione europea-Dg Trade ha sottolineato come con le tutele delle indicazioni geografiche in Italia “nomi come il prosciutto di San Daniele, non potranno più essere utilizzati dai produttori locali per produrre i prodotti e venderli con questo nome, ma potranno essere utilizzati solo dagli esportatori italiani del Friuli Venezia Giulia. Lo stesso vale per il Prosecco e le altre denominazione. 56 – ha ricordato Garzotti – le indicazioni italiane protette”. Molto importante, infine, le tariffe: parliamo di Paesi che sono stati protetti da sempre da tariffe doganali elevate, ad esempio per i formaggi attorno al 30%. “Tariffe che verranno annullate, quindi anche a livello di prezzo – facendo si che i prodotti arrivino sul mercato a un prezzo molto più competitivo"
"Il trattato Ue-Mercosur porterà opportunità graduali e per certi dazi si prevedono anche 14 anni di tempo prima di un completo assorbimento." Ad affermarlo Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto, che vede più opportunità che minacce anche se l’accordo “non riguarda tutte le imprese ma soprattutto quelle che hanno un utilizzo di materie prime realizzate in Europa. Tuttavia per il pieno sfruttamento di questa opportunità occorrerà un periodo abbastanza lungo”. (22/07/2026-ITL/ITNET)
|
Altri prodotti editoriali
Contatti

|