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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - MANIFATTURIERO - UNIONCAMERE PIEMONTE: NEL 2022 CRESCITA PRODUZIONE MANIFATTURIERO +3,4% MA SOLO 3 IMPRESE SU 10 HANNO EFFETTUATO INVESTIMENTI

(2023-03-07)

 
Il 2022 si chiude con un aumento medio annuo del 3,4%. Scongiurato il rischio recessione, ma resta elevato il grado di incertezza sul futuro di breve-medio periodo. Lo afferma il monitoraggio sulla  congiuntura economica piemontese di  Unioncamere Piemonte che diffonde oggi i dati della 205ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali.

Il 2022, nonostante le difficoltà indotte dalla guerra e dal “caro energia”, ha registrato ancora una crescita economica decisa, sebbene inferiore a quella del 2021, sia a livello nazionale che regionale. A trascinare lo sviluppo è stata soprattutto la domanda nazionale al netto delle scorte, mentre la domanda estera e la variazione delle scorte hanno fornito contributi negativi.

In questo contesto complessivo il comparto manifatturiero regionale ha confermato la propria solidità evidenziando dinamiche positive della produzione industriale in tutti i principali settori, in tutte le realtà provinciali e nelle diverse classi dimensionali d’impresa.

Analizzando le performance trimestrali emerge come, dopo la variazione positiva del 5,2% registrata nel periodo gennaio-marzo 2022, l’incremento medio trimestrale si sia attestato al +3,8% nel II trimestre dell’anno, dato ancor più incoraggiante se si pensa che il confronto viene fatto con il periodo aprile-giugno 2021, trimestre in cui la crescita risultava pari al +25,1%. Il III trimestre 2022 ha evidenziato un rallentamento del ritmo espansivo (+1,7%), mentre negli ultimi tre mesi del 2022 il tessuto manifatturiero regionale ha nuovamente accelerato (+2,7% la variazione produttiva tendenziale).

La crescita media della produzione manifatturiera per l’intero 2022 è stata pari al 3,4%, confermando che, nonostante le difficoltà provenienti dal conflitto bellico e indotte dal “caro energia”, il tessuto industriale manifatturiero piemontese ha mantenuto un trend espansivo, seppur di intensità minore rispetto a quanto evidenziato nel 2021 (+10,3%).

Il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, commenta: “Siamo orgogliosi del nostro Piemonte: i dati del IV trimestre 2022 ci mostrano una regione che continua a mettere a segno risultati positivi, che reagisce alle varie crisi energetiche e geopolitiche con forza e determinazione. Una crescita diffusa per territori, specializzazioni e classi dimensionali vuol dire che nessuno viene lasciato indietro. Le istituzioni, tra cui le Camere di commercio, come sempre sono a fianco delle aziende: l’economia va sostenuta con piani di digitalizzazione, sburocratizzazione e accesso al credito. In un’ottica green. Azioni pienamente individuate all’interno del Pnrr e dei bandi regionali Fesr 21-27”.

Secondo Paola Garibotti, regional manager Nord Ovest di UniCredit: “Le indicazioni per il 2023 sono per una crescita del PIL italiano in decelerazione (0,4%) rispetto al periodo 2021-2022. Dopo un biennio di intensa crescita, nel 2023 ci si attende infatti una crescita della domanda interna dello 0,4%. Il rallentamento del commercio mondiale contribuisce a spiegare il ritmo di espansione più contenuto del commercio estero nel 2023, che comunque prevede un export in crescita del 2,0%.

In aumento anche le importazioni anche se ad una velocità (1,4%) non così sostenuta rispetto all’eccezionale biennio post-Covid. Rimane un territorio fortemente innovativo come testimonia ad esempio la crescita delle start up impiantate nel Nord Ovest che con oltre mille unità sono arrivate a superare il 9% di tutte le start up nazionali.

In questo quadro come UniCredit siamo sempre stati vicini alle esigenze delle comunità: siamo già intervenuti in anticipo e proattivamente con gli aiuti per contribuire a mitigare gli impatti negativi che derivano dalla pericolosa spinta inflattiva. Abbiamo lanciato ‘UniCredit per l'Italia’, un piano di azione del valore complessivo di 8 miliardi con l’obiettivo di sostenere il reddito disponibile delle famiglie e la liquidità del sistema produttivo. Sosteniamo i nostri clienti con azioni concrete e flessibili in grado di dare un contributo per una gestione più elastica dei conti familiari e aziendali, permettendo di affrontare meglio le diverse priorità quotidiane e consentendo una maggiore protezione a fronte dell'aumento dei costi dell'energia e dell'inflazione (ritornata a galoppare al ritmo del 7,6% nel 2022).

Andrea Perusin, Direttore Regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo: “Siamo convinti che il territorio abbia le carte in regola per continuare a esprimere competitività e crescere sul mercato sia interno che estero, nonostante il rallentamento in corso e un contesto certamente più complesso del 2022.
Il tessuto imprenditoriale piemontese vanta una propensione all’export ai primi posti in ambito italiano (40,6% per il Piemonte vs 37% del Nord-Ovest e 32,6% dell’Italia); e sostiene l’intensità di R&S sul PIL più elevata tra le regioni italiane (2,3% vs 1,49% della media italiana).

L’obiettivo della transizione verso un’economia governata dai criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance va inseguito con risorse importanti, la sfida più articolata sarà far entrare le buone pratiche nei processi aziendali e nelle dinamiche di relazione tra i diversi settori, così come occorrerà insistere sulla digitalizzazione, fattore imprescindibile per aumentare e migliorare la produttività.
Intesa Sanpaolo continuerà ad accompagnare le imprese del territorio nei loro percorsi di crescita e di sviluppo sostenibile, con un’attenzione ancora più marcata alla tenuta delle filiere, cruciali per preservare la catena del valore e facilitare l’accesso al credito anche delle realtà minori: nella regione abbiamo siglato 83 contratti di filiera, che coinvolgono 3.700 fornitori per un giro d’affari di 9,9 miliardi di euro.

Nell’anno appena concluso in Piemonte abbiamo sostenuto con quasi 540 milioni di euro gli investimenti finalizzati al raggiungimento di obiettivi ESG e in circular economy, e nelle due Direzioni Regionali del nord ovest, anche grazie alla piattaforma Incent Now, abbiamo accompagnato 350 imprese ad aggiudicarsi i bandi del PNRR. A novembre abbiamo inaugurato il Laboratorio ESG di Cuneo, un punto d’incontro fisico e virtuale aperto a tutti gli imprenditori piemontesi, che abbiamo voluto per stimolare la consapevolezza delle aziende sulla transizione ambientale, sociale, digitale e di governance e per offrire consulenza, informazione, assessment e identificazione delle azioni da intraprendere: il palinsesto dei prossimi mesi è ricco di incontri su varie tematiche, c’è molto interesse verso soluzioni che impattano sull’autonomia e la diversificazione degli approvvigionamenti energetici. Un obiettivo importante, che darà spinta al rinnovamento della manifattura, e che noi sosteniamo con finanziamenti fino a vent’anni con Garanzia SACE Green”.

Concentrando l’attenzione sull’ultimo trimestre del 2022 si rileva come la crescita della produzione industriale (+2,7%) sia stata accompagnata da un andamento positivo sia degli ordinativi interni (+2,6%) che degli ordinativi provenienti dal mercato estero (+1,6%). Il fatturato totale ha segnato un +5,0% e la componente estera ha mostrato un incremento del 5,2%. Il grado di utilizzo degli impianti è sceso dal 71,6% del IV trimestre 2021 al 68,4% del periodo ottobre-dicembre 2022.

Tutti i principali settori della manifattura regionale hanno mostrato nel IV trimestre 2022 una crescita della produzione industriale. La performance migliore è stata quella della filiera dei mezzi di trasporto (+8,0%), frutto di dinamiche differenziate all’interno del comparto: a doppia cifra la crescita della produzione di auto (+14,1%); sostenuto l’incremento segnato dalla componentistica autoveicolare (+7,7%); in lieve contrazione, invece, il settore aerospaziale (-1,4%).

Al secondo posto per intensità espansiva si collocano le aziende dell’elettricità ed elettronica (+5,9%), seguite dalle realtà del legno e del mobile (+5,3%). Mostra un risultato migliore rispetto a quello medio regionale anche la filiera del tessile e abbigliamento (+4,1%). Un dato di poco inferiore a quello piemontese complessivo appartiene al comparto della meccanica (+2,4%) e a quello dei metalli (+2,3%). L’industria alimentare e delle bevande segna un incremento dell’1,2% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, mentre il comparto della chimica/plastica manifesta una sostanziale stabilità (+0,3%).

Analizzando il campione delle imprese manifatturiere intervistate sotto il profilo dimensionale emerge un trend crescente diffuso a tutte le classi dei livelli produttivi. Le micro dimensioni (0-9 addetti) registrano una crescita del 1,5% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le piccole imprese (10-49 addetti) e le medie aziende (50-249 addetti) mostrano un aumento, rispettivamente pari a 1,9 e 2,6 punti percentuali. Le imprese di grandi dimensioni (oltre 250 addetti), infine, registrano una crescita tendenziale della produzione del 5,7%.

Nel IV trimestre 2022 il segno “più” accompagna i risultati di tutte le realtà provinciali anche se l’intensità del dato positivo assume entità differenti a seconda dei territori.

Torino segna la crescita più elevata (+4,6%), grazie all’incremento della produzione evidenziata dai mezzi di trasporto e dalle aziende dell’elettricità e dell’elettronica. Nel Biellese il rilancio produttivo si attesta al +4,0%, sostenuto dalla filiera tessile, in particolare dalle realtà della tessitura e del finissaggio.

Asti segna un risultato in linea con quello medio regionale (+2,7%). Segue Verbania con un incremento tendenziale della produzione manifatturiera del 2,2%, dovuto in particolar modo alla crescita a doppia cifra del tessile e della rubinetteria e del valvolame. Il comparto chimico penalizza la provincia di Vercelli che chiude il quarto trimestre con una crescita più modesta (+0,8%). L’industria manifatturiera cuneese chiude gli ultimi tre mesi dell’anno con una crescita dello 0,6%, sintesi dell’andamento negativo evidenziato in questo territorio dall’industria tessile e della crescita realizzata dalle imprese della meccanica. Debolmente positivo anche il risultato di Novara +0,5% e sostanzialmente stabile quello di Alessandria + 0,1%.

A fronte di un consuntivo 2022 ancora positivo si confermano però i timori per il breve periodo che appare ancora incerto e condizionato da incognite difficilmente prevedibili. Gli imprenditori piemontesi restano cauti esprimendo un clima di fiducia ormai lontano dai periodi bui del covid, ma ancora con una prevalenza di pessimisti.

Il 17% non ha investito a causa delle problematiche indotte dal “caro energia”, mentre un’impresa su due non lo avrebbe fatto comunque. La propensione a investire risulta maggiore nelle industrie chimiche e delle materie plastiche e appare più ridotta tra le aziende della filiera tessile. La vera discriminante risulta ancora una volta la dimensione aziendale: le imprese di grandi dimensioni hanno effettuato investimenti nella quasi totalità dei casi (99,3%), mentre quelle micro lo hanno fatto solo nel 27% delle situazioni.
Il 38% delle imprese ha introdotto nel 2022 innovazioni per lo più di processo, organizzative e di prodotto.(07/03/2023-ITL/ITNET)

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