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LAVORO - EUROPA - COMM.MINZATU (V.PRES.ESEC.): "MOBILITA' LAVORATIVA EQUA PER 20 MILIONI DI EUROPEI CHE VIVONO IN UN ALTRO PAESE UE, FRONTALIERI, IN TRASFERTA O DISTACCO
(2026-09-23)
Quasi 20 milioni di europei vivono in un altro paese dell'UE, attraversano un confine per lavoro o vengono inviati temporaneamente all'estero dal proprio datore di lavoro. Nel corso degli anni, abbiamo elaborato norme dettagliate per tutelare i loro diritti, tra cui l'accesso all'assistenza sanitaria, alle pensioni e alla sicurezza sociale. Ma solo pochi mesi fa, dopo dieci anni di negoziati, abbiamo raggiunto uno storico accordo per aggiornare le nostre norme in materia di sicurezza sociale. Ma le persone incontrano ancora ostacoli nell'ottenere la protezione di cui hanno bisogno e le aziende continuano a faticare con procedure complesse." ha ammesso la vice Presidente Esecutiva Roxana Mînzatu, per i diritti sociali e le competenze, il lavoro di qualità e la formazione, spiegando i passi concreti per semplificare davvero il nostro mercato interno e rendere più equa la mobilità del lavoro per i lavoratori attraverso il Pacchetto per la Mobilità equa del Lavoro composto da sei proposte legislative:
Regolamento sull'ESSPASS; Regolamentazione sull'ELA; Regolamento sulla portabilità delle competenze; Direttiva sulle qualifiche professionali+; Direttiva delegata sui fisioterapisti; Direttiva sulle qualifiche nazionali di paesi terzi.
Ed ha esplicitato: "riassumo il contenuto del pacchetto in 5 messaggi.
- Il mio primo messaggio: passiamo da UNA MOBILITÀ DEL LAVORO BASATA SU DOCUMENTI CARTACEI AD UNA DIGITALIZZATA. Ogni azienda e ogni lavoratore in Europa conosce le lunghe procedure necessarie per ottenere il famoso Documento Portatile A1 per la spedizione postale, procedure che comportano costi e tempo. Con ESSPASS digitalizziamo completamente il processo di richiesta e ricezione dei documenti previdenziali, a partire dal PDA1, per poi passare a: assistenza sanitaria, pensioni, disoccupazione, indennità di malattia. La vera rivoluzione: da un'infinità di scartoffie a un'unica app per smartphone, standardizzata e verificabile in tempo reale, che consente a lavoratori, aziende e autorità di risparmiare tempo e denaro.
Secondo messaggio: UNA MIGLIORE APPLICAZIONE DELLE NORME ATTRAVERSO UN'AUTORITÀ EUROPEA DEL LAVORO PIÙ FORTE. Affinché le nostre aziende possano operare con successo e i nostri lavoratori siano tutelati, dobbiamo assicurarci che le regole siano chiare e rispettate. Ciò significa: Innanzitutto, ispezioni più rigorose: ELA dovrebbe disporre di una maggiore capacità di analisi dei dati ed essere chiaramente supportata dagli ispettorati nazionali. In secondo luogo, è fondamentale definire con chiarezza le competenze relative ai cittadini di paesi terzi. La migrazione è una realtà. Quando l'ELA effettua i suoi controlli, deve essere in grado di verificare le condizioni di lavoro dei lavoratori migranti. Si tratta di combattere lo sfruttamento del lavoro e il dumping sociale. In terzo luogo, fornire informazioni e consulenza personalizzate: ELA potrà finanziare organizzazioni che offrono consulenza a lavoratori e datori di lavoro sui loro diritti e obblighi, ispirandosi al modello di Fair Mobilitat.
Terzo messaggio: ovunque vi trasferiate in Europa, LE VOSTRE COMPETENZE VI SEGUIRANNO. Questa sarà una rivoluzione: un vero e proprio mercato unico delle competenze. Con lo Skills Portability Act digitalizzeremo tutte le qualifiche, dalla scuola secondaria al dottorato di ricerca, a vantaggio di tutti i cittadini europei. Anche in questo caso, tutto sarà standardizzato, protetto e verificabile in tempo reale tramite un'app digitale sui nostri telefoni cellulari. Le persone non avranno più bisogno di: produrre e inviare copie scansionate delle loro qualifiche, pagare per la certificazione della loro autenticità, oppure ottenere la prova del loro livello di qualifica.
Quarto messaggio: un RICONOSCIMENTO PIÙ RAPIDO DELLE QUALIFICHE NELL'UE.
La digitalizzazione delle qualifiche è un primo passo. Il secondo è semplificare l'accesso alle 5700 professioni regolamentate: in questo modo, sarà più facile per le aziende assumere talenti di cui hanno un disperato bisogno, come ingegneri, elettricisti ed esperti informatici. Oggi, per legge, un ingegnere italiano che desidera lavorare in Germania deve attendere almeno 4 mesi per il riconoscimento del proprio titolo. Un'infermiera spagnola che desidera lavorare in Belgio ne impiega almeno 3. Ma molto spesso l'attesa è significativamente più lunga, con conseguenze negative sia per i professionisti che per l'economia. Con la revisione della direttiva sulle qualifiche professionali, acceleriamo la mobilità interna per i cittadini dell'UE: Riduciamo la durata delle procedure di riconoscimento. Creiamo un'unica interfaccia, disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE, che ogni cittadino può utilizzare per richiedere il riconoscimento in ciascuno Stato membro. Grazie all'intelligenza artificiale, consentiremo inoltre ai cittadini di caricare i propri documenti in qualsiasi lingua dell'UE e la traduzione verrà fornita automaticamente. Proponiamo quindi di estendere il riconoscimento automatico delle qualifiche a un'ottava professione: quella del fisioterapista. Infine, ABBIAMO INDIVIDUATO 10 NUOVE PROFESSIONI, COME INGEGNERI CIVILI, TECNICI DI LABORATORIO BIOMEDICO O ELETTRICISTI, PER LE QUALI COLLABOREREMO CON GLI STATI MEMBRI AFFINCHÉ SIANO COPERTE DAL RICONOSCIMENTO AUTOMATICO.
Quinto messaggio: ATTRARRE I MIGLIORI TALENTI AL DI FUORI DELL'UE.
Abbiamo due tipi di problemi.
Oggi, se si desidera venire dagli Stati Uniti per lavorare nell'UE, ci vogliono circa 14 mesi, ad esempio, per un ingegnere, affinché le proprie qualifiche vengano riconosciute. Allo stesso tempo, nel 2023, il 40% dei cittadini di paesi terzi altamente qualificati già residenti nell'UE lavorava al di sotto del proprio livello di qualifica. Si tratta del doppio rispetto allo stesso indicatore per i cittadini dell'UE.
Con la proposta di direttiva sulle qualifiche dei cittadini di paesi terzi: Creeremo norme comuni in tutta l'UE per garantire il riconoscimento dei loro titoli: tempistiche uniformi in tutti gli Stati membri, diritto di ricorso, misure di adattamento e requisiti documentali uniformi. La proposta prevede un sistema di certificazione UE che si applicherà alle università estere, attestando la loro conformità agli standard europei. Se tali università soddisfano i nostri standard, i loro laureati potranno lavorare nell'UE nelle rispettive professioni.
Il messaggio che vogliamo trasmettere con questo Pacchetto per una mobilità del lavoro equa è il seguente: OVUNQUE VI TRASFERIATE NELL'UE, I VOSTRI DIRITTI SOCIALI SONO TUTELATI E IL VOSTRO TALENTO RICONOSCIUTO. E, DI CONSEGUENZA, LE PMI E LE IMPRESE EUROPEE VENGONO SOSTENUTE.
Sono pronta a iniziare subito a lavorare con quest'Assemblea e conto sul vostro sostegno per portare avanti queste proposte, in modo che producano risultati concreti per i nostri cittadini e la nostra economia." ha concluso la V.Presidente esecutiva Minzatu. (23/09/2026-ITL/ITNET)
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