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LAVORO - EUROPA: "RIGHT TO STAY – YOUR REGION, YOUR FUTURE" OVVERO PROSSIMA INIZIATIVA DELLA COMMISSIONE SUL DIRITTO DI RESTARE NEI PROPRI TERRITORI

(2026-07-22)

La comunicazione odierna della Commissione europea sul Pilastro europeo dei diritti sociali, fra le iniziative in divenire ha citato "RIGHT TO STAY",  LA STRATEGIA UE PER LA GIOVENTÙ POST-2027,il SOSTEGNO ALLE PMI PER L'ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA SULLA TRASPARENZA SALARIALE

Nel corso dell'anno, la COMMISSIONE PRESENTERÀ UN'INIZIATIVA PER IL LAVORO DI QUALITÀ, in linea con la tabella di marcia per il lavoro di qualità . Rifletterà inoltre su nuovi indicatori per misurare la qualità del lavoro in tutta l'UE, a complemento degli obiettivi UE esistenti per il 2030 in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà.

Ma, veniamo alla  RIGHT TO STAY – YOUR REGION, YOUR FUTURE
Nel mese di giugno si è chiusa la consultazione pubblica che la Commissione europea aveva avviato  nell’ambito dell’iniziativa “Right to Stay – Your Region, Your Future”, FINALIZZATA ALLA DEFINIZIONE DI UNA STRATEGIA EUROPEA DEDICATA ALLE AREE CHE AFFRONTANO SFIDE DEMOGRAFICHE, SPOPOLAMENTO, FUGA DI GIOVANI TALENTI E RIDUZIONE DELLE OPPORTUNITÀ ECONOMICHE E SOCIALI.

L’iniziativa mira a individuare azioni e strumenti utili a rafforzare l’attrattività delle regioni europee e a creare condizioni che consentano alle persone di scegliere di vivere, studiare e lavorare nei propri territori. Non un vincolo alla mobilità ma il suo complemento. Una scelta non dettata dall'assenza di alternative. 

La futura strategia europea punta in particolare a:

- rafforzare l’attrattività e la competitività delle regioni;
- migliorare l’accesso a servizi essenziali, infrastrutture e opportunità occupazionali;
- sostenere la crescita economica locale e l’innovazione;
- contrastare gli squilibri territoriali e demografici;
- valorizzare il ruolo delle comunità locali e delle autorità regionali;
- favorire opportunità concrete per i giovani nelle aree più vulnerabili o periferiche.

La consultazione è stata rivolta a cittadini, enti territoriali, autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, università, imprese, parti sociali e altri stakeholder interessati a contribuire alla definizione della strategia.

I contributi raccolti saranno ora utilizzati dalla Commissione europea per elaborare le prossime iniziative politiche e gli strumenti di supporto collegati alla politica di coesione.
Il "diritto a restare", in questa impostazione, non è un vincolo alla mobilità ma il suo complemento: l’opportunità concreta per cittadini e comunità di scegliere dove vivere e lavorare, senza che quella scelta sia dettata dall’assenza di alternative.

La Strategia Nazionale per le Aree Interne affronta dal 2014 problemi molto simili a quelli che Right to Stay vuole ora affrontare su scala europea - sanità, scuola, mobilità, capacità di trattenere popolazione e competenze - pur restando un percorso distinto, con strumenti e livelli istituzionali propri. Ciò che la prospettiva europea prova a introdurre è una svolta culturale:non limitarsi a contenere gli effetti dello spopolamento ma costruire le condizioni che rendono un territorio attrattivo per chi vuole restarci, e per chi sceglie di andare a viverci.

Tuttavia si evidenza una discrasia: la strategia europea nasce mentre la proposta di bilancio pluriennale post-2027 della Commissione taglia in modo significativo i fondi destinati alla coesione, accorpandone diverse linee in un fondo nazionale unico che gli Stati potrebbero dirottare verso altre priorità.

Un travaso già iniziato: secondo la revisione intermedia presentata dallo stesso Fitto, gli Stati membri hanno spostato oltre 34 miliardi di euro dalla coesione 2021-2027, circa il 10% del totale. Motivo per cui : la proposta avanzata dal Presidente UNCEM, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, Marco Bussone, che  ha chiesto un investimento europeo complessivo di almeno 100 miliardi di euro in sette anni per finanziare la strategia, di cui una quota stimata in circa 8 miliardi potrebbe spettare all’Italia nella programmazione 2028-2034.(22/07/2026-ITL/ITNET)

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