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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - SPAZIO - L'APPROFONDIMENTO DELL'ITALIA GIOCHERA' UN RUOLO DA PROTAGONISTA NELL'ESPLORAZIONE SPAZIALE CON TANTA TECNOLOGIA MADE IN ITALY E MESSA A PUNTO SISTEMI COMUNICAZIONE E NAVIGAZONE"

(2026-04-23)

Asi e Mimit lanciano il progetto “Abitare lo Spazio. La via italiana”. Tanta tecnologia italiana per la base spaziale, il lander e i sistemi di comunicazioni. I nostri astronauti nel viaggio che inizierà nel 2033.

Competenza e qualità made in Italy per il prossimo viaggio verso la Luna

L’Italia giocherà un ruolo da protagonista nel ritorno sulla Luna. Ci sarà tanta tecnologia ‘made in Italy’ nella costruzione dei moduli abitatiti sulla superficie lunare, nella costruzione del lander e per la messa a punto dei sistemi per la comunicazione e la navigazione.

Non solo, il Presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Teodoro Valente, ha informato che potrebbero essere due gli astronauti italiani a mettere piede sulla Luna. Queste le prime rilevanti novità annunciate in occasione della conferenza “Abitare lo Spazio. Il caso Luna”, che si è svolta al Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, promossa dall’Asi in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del made in Italy (Mmit), curata da Marco Panella e prodotta dalla factory culturale ArtiX.

Ad aprire i lavori sono stati il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, il presidente Asi Valente e il presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, Federico Mollicone, che hanno evidenziato il ruolo strategico dell’Italia nello sviluppo delle future infrastrutture spaziali.

Si passa quindi dalla pura e quasi pioneristica esplorazione spaziale dei decenni passati ad una economia spaziale, dove le nazioni e le imprese guardano allo Spazio come una miniera da cui estrarre materie critiche, dove realizzare e sviluppare infrastrutture digitali orbitanti e appunto lunari, un giorno anche su altri pianeti (oltre Marte?).

“Il progetto ‘Space Habitat. La via italiana’, promosso da Asi e Mimit, si inserisce in questo scenario con l’obiettivo di accompagnare e sostenere questa trasformazione, integrando competenze scientifiche, industriali, economiche e umanistiche. Iniziativa che trova un ulteriore e concreto sviluppo nello Statement firmato a Washington con l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, per la realizzazione – nel perimetro del programma spaziale Artemis – del primo modulo abitativo della futura stazione spaziale permanente sulla Luna, destinato a garantire agli astronauti condizioni operative di piena sicurezza”, ha dichiarato Urso.

Un umanesimo spaziale a forte trazione tecnologica. Le tecnologie di frontiera qui giocheranno un ruolo chiave per il nuovo viaggio dell’umanità nello Spazio, ha detto nel suo intervento Valente, con il made in Italy al centro di questa grande opportunità economica: “Il design e l’ingegno italiano permettono agli astronauti di vivere, in maniera confortevole, fuori del nostro pianeta da decenni sulla Stazione Spaziale Internazionale. E sarà sempre il made in Italy al centro del futuro campo base lunare che ho ospiterà le donne e gli uomini che andranno sulla Luna”.

Dall’Italia due astronauti, tanta tecnologia per la base spaziale, il lander e i sistemi di comunicazioni. Il viaggio inizierà nel 2033

Valente ha svelato che nell’incontro del mese scorso a Washington con i vertici della Nasa è stato deciso che due astronauti italiani andranno sulla Luna. Non si conoscono i nomi, si legge sull’Ansa, ma saranno comunque selezionati nel corpo astronauti e fra le riserve dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Tanta la tecnologia italiana che sarà inviata sulla Luna, grazie alla competenza accumulata nella costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, con il 50% dei moduli pressurizzati realizzati a Torino dalla Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%).
Lo prevede l’accordo con la Nasa per la costruzione, affidata alla stessa azienda, del modulo destinato a diventare la casa degli astronauti sul suolo lunare. Si chiama Mph (Multi-Purpose Habitat) ed è una struttura pesante circa 14 tonnellate, al cui interno potranno essere ospitati due astronauti per almeno sette giorni.

“Un gioiello tecnologico che sarà pronto nel 2032 per poi essere lanciato nel 2033 e con una vita operativa di almeno 2 anni”, ha osservato Valente.

La tecnologia italiana sarà determinante anche per Argonaut, il primo lander lunare europeo progettato per l’Esa con il compito di trasportare carichi verso e dalla superficie lunare, con Leonardo che a Nerviano (Milano) realizzerà alcuni sistemi robotici nell’ambito del programma Prospect.

“Dovremo immaginare sulla Luna, fra circa 10 anni, avamposti in cui saranno presenti in pianta stabile circa 15 persone impegnate a realizzare la nostra prima colonia fuori dalla Terra”, ha spiegato Massimo Comparini, managing director della Divisione spazio di Leonardo.

Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%), sarà inoltre capofila di Moonlight, il sistema per le telecomunicazioni e la navigazione sulla Luna. (23/04/2026-ITL/ITNET)

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