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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - FARMACEUTICA - CATTANI (PRES. FARMINDUSTRIA): LA SOSTENIBILITA' DEL SETTORE NEL MEDIO TERMINE A RISCHIO. IN EUROPA ORA PIU' MAI NECESSARIO UN APPROCCIO STRATEGICO"
(2026-04-14)
La farmaceutica italiana punta a rappresentare uno degli asset prioritari del Made in Italy, obiettivo al quale guarda come settore ad alta innovazione del mondo produttivo italiano, nonostante il difficile momento che caratterizza un presente messo alla prova in tutti i suoi fattori di produzione”. E’ quanto emerso nel corso del convegno "Innova-zioni, investimenti, competenze” organizzato a Roma da Farmindustria nell’ambito delle iniziative promosse sulla “giornata del Made in Italy”
I dati di fatto : la farmaceutica traina il made in Italy, con 69 miliardi di export nel 2025, con un incremento del 2% rispetto al 2024 con una produzione di 74 miliardi di euro ed oltre 4 miliardi di investimenti in impianti ad alta tecnologia e ricerca e sviluppo. Ed un'occupazione di 72.200 persone.
Nel 2025 l'export farmaceutico ha superato i 69 miliardi di euro e Di questi, oltre 800 milioni sono destinati alla ricerca clinica presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale. Ma il settore è, come dirà nel corso del Convegno la Vice Presidente de Centro Ricerche di Confindustria, inevitabil-mente legato dalle forniture a livello mondiale e quindi è soggetto alla stabilita' od alla instabilità dello scenario geopolitico mondiale.
Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria oltre che presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia e Malta, aprendo il Convegno sull'Innovazione, investimenti, competenze " L'industria farmaceutica come asset prioritario del Made in Italy, ha stigmatizzato come l'Italia e l'Europa siano sottoposte al terzo shock in 4 anni - dopo la guerra in Ucraina e la crisi del mar Rosso, senza dimenticare il Covid - che colpisce simultaneamente tutti gli ambiti collegati all 'industria farmaceutica dalla logistica, all'energia ai costi di tutti i fattori di produzione. Elementi decisamente incisivi dal momento in cui i costi di produzione ricadono interamente sulle imprese. "Le proiezioni sugli incrementi totali non lasciano dubbi : oltre il 20%, a cui si somma l'incremento del 30% dal 2021 a oggi, che in un sistema di prezzi amministrati ricadono interamente sulle aziende" per sintetizzare " È a rischio la sostenibilità della produzione farmaceutica".
Ma in gioco c’è anche il problema della dipendenza da Cina e India per i principi attivi più comuni (per un totale del 74%) e per altre materie prime, packaging e imballaggi. E per di più, c’è anche il balzo in avanti della Cina nell'innovazione farmaceutica." Si perchè - ha precisato il 30% degli studi clinici globali viene avviato in Cina. Per il rimanente si parla sempre più di Paesi come gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita, senza dimenticare Singapore. Paesi che hanno puntato sull'innovazione e corrono velocemente per attrarre investimenti in competenze e tecnologia. Il Presidente di Farmindustria incalza sul futuro prossimo "2.000 miliardi di dollari nel mondo in ricerca e sviluppo entro i prossimi 5 anni." E l’Europa ? Cattani è chiaro “continua a perdere terreno, spesso con provvedimenti antistorici che riducono la proprietà intellettuale e aumentano i costi per l'industria farmaceutica.” Insomma “Ora più che mai è necessario un approccio strategico”. In questa lotta alla primazia di un settore così importante sul piano produttivo, ma ben piu' sul piano sociale ed umano, c’è un elemento ancor piu’ determinante: il 74% dei principi attivi del prodotto viene dalla Cina.
Da cui la richiesta di uno sviluppo di politica industriale e produttiva che riduca i tempi decisionali e riduca nel tempo la dipendenza da altri attori", avanzata in questi mesi a più riprese dal Ministro delle imprese e del made in Italy, Urso a Bruxelles, e non ultimo nei giorni scorsi al Vice -Presidente esecutivo della Commissione Ue e Commissario per il mercato interno e i servizi Stéphane Séjourné a Roma per incontrare il Ministro ed il Mondo industriale - anche delle piccole imprese italiane - in un dialogo che renda al massimo livello plausibili le decisioni della Commissione. (vedi https://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=84887 )
Dunque, non c'è tempo da perdere per Lucia Aleotti (Vice Presidente Centro Studi Confindustria), che con grande chiarezza avverte " ci sarà 'carenza di farmaci entro l'estate (o dopo l'estate) se la guerra continuerà perchè tutte le forniture sono tra loro connesse a livello globale. il rischio è che ci possa essere una limitazione delle forniture in Europa e in Italia."
"Il nostro Governo sta facendo bene. Sia a livello UE dove da tempo è in prima linea contro scelte che affossano l'industria. Sia in Italia - spiega il presidente di Farmindustria Marcello Cattani - dove ha sviluppato un percorso per la competitività, che speriamo possa completarsi con il Testo Unico sulla legislazione farmaceutica, che rappresenta una grande opportunità.". (14/04/2026-ITL/ITNET)
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