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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - GIOIELLI DI FAMIGLIA - L' "ECCE HOMO" CORONATO DI SPINE DI ANTONELLO DA MESSINA TORNA DAGLI STATI UNITI IN ITALIA GRAZIE ALL'IMPEGNO DEL MIC. DAL 27/03 AL 7/04 AL POI AL MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO (L'AQUILA)

(2026-03-26)

  "È un momento storico. Il ritorno in Italia di questo dipinto è un’operazione culturale senza precedenti." cosi' il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel primo incontro con l'Ecce Homo" con la corona di spine ed il doppio dipinto nel retro facciata

È una grande soddisfazione per il Ministero della Cultura e per tutti gli italiani che possono tornare a godere di tanta bellezza, e possono farlo anche perché il Governo e il MiC si sono impegnati fortemente per rafforzare il patrimonio culturale a disposizione dei cittadini. Il quadro è eccezionale, ha un altissimo valore devozionale e al tempo stesso artistico, è un’acquisizione straordinaria”.

Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che si è recato nei giorni scorsi  nella sede di Sotheby’s a New York, dove ha potuto visionare per la prima volta l’opera “Ecce Homo” e “San Girolamo Penitente” di Antonello da Messina, un pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato un intenso "Ecce Homo", con Cristo coronato di spine, dall’altro un “San Girolamo penitente” in un aspro paesaggio roccioso.

L’opera, acquistata poche settimane fa dalla Direzione generale Musei, è tornata in Italia ed è ora ospitata alla Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” di Palazzo della Minerva.  La cerimonia di inaugurazione dell’esposizione dell’opera è stata inaugurata alla presenza del Presidente del Senato, Ignazio La Russa e del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

"Ritornare a guardare l’opera di Antonello da Messina è un'operazione non solo culturale, ma anche sociale. Perché non è vero che la cultura non produce ricchezza: gli investimenti in cultura, se spesi per cose che meritano, producono sì ricchezza dello spirito, ma anche una ricchezza materiale", ha dichiarato il Presidente Ignazio La Russa.

“Oggi presentiamo un’opera di straordinario valore, frutto di un lavoro corale che ha coinvolto le istituzioni e tutti coloro che, con competenza e dedizione, hanno reso possibile questo eccezionale allestimento. Vogliamo che questo quadro manifesti la missione del Ministero della Cultura: ampliare il più possibile l’accesso alla bellezza per tutti i cittadini. L’opera restituirà valore alla collettività e rafforzerà il patrimonio della Nazione. Per questo viaggerà per essere conosciuta e incontrata da pubblici diversi”, ha dichiarato il Ministro Alessandro Giuli.

Il dipinto è stato acquistato dal Ministero della Cultura lo scorso febbraio e sarà assegnato al Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila, Capitale della Cultura 2026.

All’inaugurazione hanno preso parte il Segretario Generale del Senato, Federico Silvio Toniato; il Capo di Gabinetto del MiC, Valentina Gemignani; il Comandante Carabinieri tutela Patrimonio Culturale, Gen. B. Antonio Petti; il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna e Federica Zalabra, curatrice e Direttore del Museo Nazionale d’Abruzzo.

L’opera sarà esposta al pubblico, con ingresso libero senza prenotazione, dal 27 marzo al 7 aprile, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 20, con aperture straordinarie sabato 28 e domenica 29 marzo e nei giorni 4, 5 e 6 aprile dalle ore 10 alle ore 18.

L’opera – destinata probabilmente a un uso devozionale privato – rappresenta un caso particolarmente significativo nella produzione di Antonello da Messina. Le leggere abrasioni presenti sulla superficie pittorica sono verosimilmente riconducibili alla pratica del bacio dell’immagine e devono essere valutate alla luce della tipologia dell’oggetto, delle sue dimensioni ridotte e della funzione originaria cui era destinato.

Il dipinto, dal punto di vista storico-artistico, assume un rilievo particolare anche nello sviluppo dell’iconografia del Volto di Cristo come “Uomo dei dolori”, come suggerito dalla presenza dell’iscrizione INRI.

L’opera si inserisce infine in una serie di varianti del medesimo tema realizzate da Antonello da Messina (alias di Antonio di Giovanni de Antonio 1435) nel corso della sua attività, tra cui quelle conservate al Metropolitan Museum di New York, a Palazzo Spinola a Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza, a testimonianza della rilevanza del soggetto nella produzione del maestro e della sua evoluzione formale nel tempo.

“I soldi dei cittadini vanno sempre ben spesi, vale a dire impegnati per il patrimonio comune di tutti i cittadini italiani. Sono investimenti che vanno ad arricchire la nostra enorme ricchezza culturale. Questo quadro non potrà che valere sempre di più in un patrimonio come quello italiano che esprime già un valore incommensurabile”, ha concluso Giuli.(26/03/2026-ITL/ITNET)

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