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CULTURA ITALIANA NEL MONDO -ARTE CONTEMPORANEA - I TRATTI ESSENZIALI DELLA REALTA' RIVELATI DAL "VAPORE SUL VETRO" MOSTRA DELLE OPERE DI DANIELE RADINI TEDESCHI ALLA GALLERIA "IL BASSO" A ROMA

(2026-03-19)

  "Vapore sul vetro" è il titolo della mostra di Daniele Radini Tedeschi che si terrà presso Il Basso, spazio di ricerca e avanguardia artistica, a Roma, dal 26 marzo al 26 giugno a cura di Anselm Jappe.

Il titolo richiama la prospettiva di visione che accompa-gnerà lo spettatore in un viaggio a luci soffuse o piuttosto dietro a un finestrino umido, appannato dalla condensa.  Il vapore disvela la realtà nei suoi tratti essenziali, ridotta all’osso. Figure, personaggi, scene che rinunciano all’esistenza: cemento, periferie, vite marginali di vagabondi, rom, alcolisti e punk, notturni urbani, piscine svuotate d’inverno, ritratti della depressione e del lutto. In questi paesaggi desolati, che sembrano non concedere scampo, affiora tuttavia un barlume di felicità: un abbraccio, un primo bacio, piccoli miracoli che si accendono come prodigi dentro un mondo in frantumi.

“Forse — afferma Radini Tedeschi — non conosciamo la nostra vera vocazione, che è la gioia, e nel frattempo portiamo avanti esistenze al di sotto della felicità totale, compromissorie e false. Ma in questi teatri della catastrofe c’è ancora un piccolo spazio per la libertà di amare… l’ultimo scandalo che ci è rimasto”. Lo sguardo dell’artista si posa sulle periferie romane, sui grandi palazzoni di Corviale, su vite ai margini, su un campo di battaglia di una vita interiore che tende a nascondersi oggi nella socialità.

Il curatore della mostra Anselm Jappe, docente di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Roma, afferma a proposito: «Questo insieme di opere, eseguite con visibile maestria tecnica, si inserisce in una ripresa della pittura espressio-nista che Radini Tedeschi porta avanti in vari modi. Si tratta di una pittura che ha qualcosa da dire, che non teme di anteporre paure, detestazioni, ma neanche i suoi intenerimenti e le sue speranze».

Stefania Pieralice, curatrice alla 61.Biennale di Venezia Arte, spiega la doppia ambivalenza del messaggio portato: «Anche la depressione- qui incarnata persino dall’aria – è «la vita che bussa alla porta piangendo …è la resistenza nei sotterranei», un segno di luce dove tutto sembrerebbe irrimediabilmente perso. L’umanità asciutta, essenziale, nuda, senza sovrastrutture, spogliata di «tutto» forse si prepara a rinascere».
E’ possibile quindi che nel pensiero dell’artista arrendersi significhi darsi tempo per incontrare le cose e i sentimenti dove la resa diventa una forma altissima di amore. L’arte torna a ferire con la verità esposta: malattia, marginalità, morte, fragilità, dipendenza affettiva. Se l’innovazione di Fontana coincideva con il taglio sulla tela, qui la ferita cambia natura e diventa etica, struggente, evocativa.

Lo spettatore non può più guardare da fuori l’opera, viene coinvolto emotivamente, perché la forma ha smesso di proteggere e l’emozione è diventata un atto politico. È un realismo esistenziale, come ha notato la critica: Periferie e Ecomostri, hanno a soggetto grandi scheletri urbani che disumanizzano il paesaggio e diventano relitti dell’ideologia. Il ciclo successivo dei Binari morti, luoghi della memoria interiorizzata, vedono nel vagone immobile un simbolo di capitolazione. Questi lavori, insieme ai cosiddetti Spaesaggi, raccontano lo spaesamento dell’umanità contempo-ranea. La ricerca poetica intrapresa configura una nuova avanguardia artistica che non è nello stile – tipicamente figurativo – ma nel linguaggio, reso permeabile alla vita. Un linguaggio che parla di una nuova età dell’evoluzione o piuttosto della regressione umana: l’età del nulla che c’è adesso.

Vapore sul vetro: dal 26 marzo al  26 giugno 2026.  Vernissage 26 marzo, ore 18
ingresso libero; Lun./Ven. 15-19
Il Basso, via Giuseppe Balzaretto 210, Roma
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Daniele Radini Tedeschi è storico dell’arte, critico e scrittore, è esperto di pittura rinascimentale e barocca, autore di approfondite monografie su Sodoma e Caravaggio.

Nato a Roma nel 1986 dai conti Radini Tedeschi di origine Svizzera poi stabilitasi a Piacenza. A seguito di diversi matrimoni imparentati con i Baldini, i Visconti, i Gonzaga, i Caracciolo, i Casati, gli Anguissola, i Gradenigo, i Landi, i Cigala Fulgosi, i Pucci, gli Appiani d'Aragona. Per il ramo austriaco sono congiunti alla famiglia ebraica di banchieri Von Todesco. Nei diversi rami del casato si sono distinte illustri personalità.

Si è laureato presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” discutendo la tesi ‘L’estetica del simile e del peggiore’ dedicata ai pittori secenteschi detti “Bamboccianti”.

La sua visione critica e intellettuale si può sintetizzare nella ricerca di una cultura attenta ai valori umani sempre in rapporto con la storia; approccio questo difeso da una netta ritrosia verso il progresso alienante foriero di nuove ma insignificanti tendenze. Le sue aree di ricerca sono il Socialismo e il Superuomo, declinate attraverso specifiche branche quali le prime comunità socialiste e mistiche, la questione fiumana, la Repubblica di Salò, la D.D.R. tedesca.

A proposito del Superuomo, ne ha delineato la fisionomia con il personaggio di Guido Utimbergher, all’interno del romanzo Come passeri sui cavi, scritto assieme a Stefania Pieralice; libro poi candidato al Premio Strega nel 2022.

Per quanto riguarda il lavoro sul Manierismo, suo il merito di aver fatto apprezzare in Italia e all’estero il pittore vercellese Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, analizzato tramite tre dettagliati volumi, l’ultimo di essi pubblicato con The Metropolitan Museum of Art di New York. Per i Cinquecento anni degli affreschi di Sodoma alla Farnesina, Radini Tedeschi ha curato la conferenza presso l’Accademia Nazionale dei Lincei nel 2012.

Numerosi inoltre i contributi sull’arte moderna, tra i quali si ricordano gli scritti pubblicati sull’Atlante dell’Arte Contemporanea, De Agostini poi Giunti, dedicati a Carol Rama, Francesco Tabusso, Piero Guccione e molti altri.

Per la Biennale di Venezia ha ricoperto il ruolo di commissario del Padiglione Nazionale Guatemala (arte) nel 2015 e quello di curatore per le edizioni del 2017 (arte) e del 2018 (architettura); mentre per il 2019, 2021 e 2023 (arte) è stato nominato curatore del Padiglione Nazionale Grenada.

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ANSELM JAPPE (il curatore): cresciuto in Germania, si è laureato a Roma in filosofia con Mario Perniola e ha conseguito il dottorato di ricerca all’Ecole des Hautes études en sciences sociales a Parigi.
Ha insegnato estetica e storia dell’arte contemporanea nelle Accademie di Belle Arti di Frosinone, Palermo e di Sassari. Ha impartito lezioni e conferenze in numerose università, accademie di belle arti e istituzioni culturali di vari paesi europei, latinoamericani e nordamericani.
È autore di “Le Avventure della merce. Per una critica del valore” (Mimesis 2022); “Uscire dall’economia. Un dialogo fra decrescita e critica del valore: letture della crisi e percorsi di liberazione” (con Serge Latouche) (Mimesis 2014); “Contro il denaro” (Mimesis 2013); “Guy Debord” (1993, ultima edizione italiana Manifestolibri 2013); “Il cemento armato. Arma di costruzione massiccia” (Eleuthera 2022). In francese: “La Société autophage. Capitalisme, démesure et autodestruction” (La Découverte 2017); “Crédit à mort” (Lignes, Parigi 2011); “L’Avant-garde inacceptable. Réflexions sur Guy Debord” (Lignes, Parigi 2004). Si occupa soprattutto della storia delle avanguardie artistiche (con una particolare attenzione al movimento situazionista) e dei legami tra l’estetica e le scienze sociali, nonché degli sviluppi del capitalismo contemporaneo. (19/03/2026-ITL/ITNET)

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