Direttore responsabile Maria Ferrante − mercoledì 18 marzo 2026 o consulta la mappa del sito
italialavorotv.it

Sponsor

CULTURA ITALIANA NEL MONDO - PROGETTO PLISSE' SEMPER PLISSE': VESTIRE IL CINEM ADELLA SARDEGNA NEL NUOVO MILLENNIO. A CAGLIARI IL 19 MARZO STREAMING SU FACEBOOK

(2026-03-17)

Giovedì 19 marzo ore 17:00 vi aspettiamo presso la Sala Ferruccio Barreca all’Ex Regio Museo in Piazza Indipendenza a Cagliari per l’incontro “Vestire il cinema della Sardegna del nuovo millennio”.  Parteciperanno Stefania Grilli, Costumista e Storica del costume, e Antioco Floris, Professore Ordinario di Cinema e immagine presso l’Università degli Studi di Cagliari, terranno l’incontro nell’ambito della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e di Francesco Muscolino.

Il Progetto Plissé Semper Plissé, con il sorprendente percorso espositivo nei Musei Nazionali di Cagliari e nel Museo della Collezione Cocco dell’ISRE nella Cittadella dei Musei, oltre a mettere in dialettica in un continuum creazioni tessili destinate al cinema, al teatro, a serie televisive, all’alta moda con le collezioni archeologiche e storico artistiche dei Musei, ha sottolineato la straordinaria importanza di figure di sistema per la realizzazione di un racconto performativo e visivo.

Tra queste figure indispensabili, Plissé ha evidenziato quella del costumista. Uno storico del costume senza il quale sarebbe difficile immaginare un film o una serie. Il racconto cinematografico, a differenza di quello letterario che stimola l’immaginazione attraverso le parole, costruisce il processo comunicativo unendo le parole e il sonoro con le immagini in quella che viene chiamata audiovisione in cui i costumi sono la mediazione più efficace.
Se è vero che i film si ascoltano e, per quanto in piccola parte, si leggono, principalmente si vedono perché la peculiarità del cinema è proprio l’immagine che domina il processo di significazione. Le immagini del cinema, ossia le inquadrature, comunicano in relazione al modo in cui sono costruite, ma anche grazie agli elementi che le compongono e che Pier Paolo Pasolini chiamava cinèmi: le unità interne che ripropongono segni già presenti nel mondo che ci circonda e sono per questo riconoscibili.

Ciò non significa, chiaramente, che il cinema mostri solo il conosciuto in modo schematico e monolitico, in quanto attua sempre un processo creativo e di rielaborazione in cui gli elementi che compongono le inquadrature rivestono una grande importanza, anche se nella visione distratta dei film a cui siamo abituati non sempre viene riconosciuta.

Oggetti, paesaggi, volti, animali, persone, edifici riempiono l’inquadratura dando un senso preciso al racconto e permettono alla storia di vivere in maniera visibile. In questo contesto, quanto è importante l’abbigliamento che gli attori indossano per permettere a un personaggio di esistere? e quale contributo dà l’abbigliamento perché la storia possa svilupparsi e comunicare un determinato significato? E, ancora, quanto determinate scelte nell’abbigliamento condizionano la credibilità della storia narrata? Il cinema in Sardegna negli ultimi trent’anni si è notevolmente sviluppato raggiungendo un suo carattere e presentando elementi propri di una realtà culturale specifica e questo è stato possibile grazie anche al modo in cui i costumi (nel senso cinematografico del termine) sono stati elaborati e usati.

L’incontro si terrà alle ore 17:00 presso l'Ex Regio Museo oppure potrà essere seguito da remoto in diretta streaming su Facebook e YouTube . (17/03/2026- ITL/ITNET)

Altri prodotti editoriali

Contatti

Contatti

Borsa italiana
Borsa italiana

© copyright 1996-2007 Italian Network
Edizioni Gesim SRL − Registrazione Tribunale di Roma n.87/96 − ItaliaLavoroTv iscrizione Tribunale di Roma n.147/07