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CULTURA ITALIANA NEL MONDO..non solo- SGUARDI SULL'AFRICA" PRIMA GRANDE MOSTRA CHE RAPPRESENTA LA COMPLESSITÀ DELLA PRODUZIONE ARTISTICA DEL CONTINENTE AFRICANO GRAZIE A DUE COLLEZIONI PRIVATE A PALAZZO GOTICO DI PIACENZA.

(2026-03-01)

“Ho apprezzato il dialogo tra le statue rituali della cultura dell'Africa profonda con la grande tensione espressiva dell'arte moderna e contemporanea degli artisti del Nord Africa. Da Piacenza parte un messaggio universale che è nella missione costitutiva del Piano Mattei e del Ministero della Cultura: far crescere il dialogo con i paesi del Nord Africa, dell'Africa subsahariana, del Mediterraneo allargato. Oggi Piacenza è veramente un modello di riferimento per il MiC che qui viene, studia, impara ed esporterà questo modello come esempio di luogo di cultura di caratura internazionale. Oggi Piacenza sta dando una lezione a tutta l'Europa di come si fa cultura, dialogo e diplomazia culturale”.
Lo ha detto il Ministro per la Cultura, Alessandro Giuli, nel corso del suo intervento per l'inaugurazione della mostra 'Sguardi sull'Africa' aperta dall'1 marzo al 4 maggio 2026 a Palazzo Gotico a Piacenza.

“Continuo a rivolgere i miei ringraziamenti e i miei complimenti a Paolo e Bruno Giglio per aver saputo mettere a disposizione questa collezione così importante, ma anche ai curatori, e soprattutto ai piacentini, cioè alla comunità che ha saputo rendere possibile tutto questo. Non esiste mecenatismo, non esiste generosità se non si sente un rapporto diretto, una connessione profonda con la propria città”. (01/03/2026-ITL/ITNET)

Ma veniamo alla mostra

"Il continente africano è stato la culla dell’essere umano e della civiltà, da  Lucy in poi i nostri antenati hanno mosso i primi passi per diffondersi dapprima in Europa e in seguito ovunque nel mondo, portandoci a essere l’universo interculturale e globale che siamo diventati oggi.

Un luogo ricchissimo non solo di natura, materie prime, ma anche di storia, tradizioni e di una cultura variegata tanto quante sono le popolazioni che abitano le cinquantaquattro nazioni che lo compongono: dai paesi del nord come Tunisia, Marocco, Egitto, passando attraverso Senegal, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Tanzania, Zambia, Angola, Nigeria, Sudafrica e Madagascar.

Alla produzione artistica e artigianale africana hanno guardato grandissimi artisti come Picasso, Modigliani, Giacomet-ti, ecc. per rinnovare e spingere le loro ricerche in quella modernità al di là del tempo grazie a cui hanno dato vita alle opere che arricchiscono i musei d’arte contemporanea di tutto il mondo.

Da una decina d’anni il sistema dell’arte ha scoperto gli artisti africani, con una particolare attenzione alla loro figurazione innovativa che unisce tradizione e contemporaneità, dando luogo a mostre collettive come When We See Us. A Century of Black Figuration in Painting al Kunstmuseum di Basilea nel 2024, varie partecipazioni ai padiglioni della Biennale di Venezia sia nell’edizione del 2022 che nel 2024, nei musei di tutto il mondo con personali di artisti afro legati alla diaspora come Kara Walker, Simone Leigh, Sam Gilllian, Kehinde Wiley, Willian Kentridge.

Il mondo delle aste ha sottolineato lo stesso interesse con risultati record per tanti di questi artisti, dando ancora più risalto alla loro importanza culturale.

“Sguardi Sull’Africa” è la prima grande mostra in Italia che tenta di rappresentare la complessità e varietà della produzione artistica del continente africano nell’ultimo secolo e questo è possibile grazie al dialogo tra due importanti collezioni private: Collezione Giglio di Piacenza e Collezione 54 di Rosario Bifulco.

Durante la durata della mostra saranno organizzati vari appuntamenti tra cui una serie di incontri e tavole rotonde con autorevoli ospiti, a cura di Mauro Molinaroli, come per esempio il giornalista Domenico Quirico, che Introdur-ranno e discuteranno sui temi relativi all’Africa e alla sua contemporaneità.

A questi incontri si affiancheranno approfondimenti sulla cultura generale africana con spettacoli di danza, musica e teatro per completare la rappresentazione di un continente in continuo fermento da scoprire e ri-scoprire.

Per la prima volta viene esposto a Piacenza un unicum di oggetti raccolti negli ultimi settant’anni da un emerito professore dell’Università di Sorbona a Parigi durante i suoi viaggi in nazioni come Congo, Mali, Gabon, Ghana, Nigeria.

Una passione nata quasi per caso e durata una vita che l’ha portato a raccogliere oltre 150 tra maschere, statue e complementi di arredo, che testimoniano nella diversità delle loro forme la multiculturalità di un Paese abitato da una pluralità di popolazioni, ciascuna con una propria identità culturale, e di simbologie, le cui vicinanze e differenze possono essere ben comprese vedendole esposte l’una accanto all’altra.

PITTURA DAL MAROCCO (Collezione Giglio)
Il Marocco è ormai un punto di riferimento riconosciuto per l’artigianato e il design, un centro nevralgico per la produzione di diversi marchi europei. Da qualche anno però anche la sua scena artistica sta venendo rivalutata sia grazie a mostre in importanti istituzioni museali che al mercato con ottimi risultati in case d’asta newyorkesi, francesi o nazionali.

Particolare attenzione viene data ad autori attivi dagli anni ’50 a oggi tra Rabat, Marrakech e Casablanca, che hanno saputo sviluppare dei linguaggi artistici personali, in alcuni casi da autodidatti, come per esempio le pittrici Fatima Hassan El Farouj o Chaibia Talal con le loro figure naif a testimonianza di usi e costumi locali, o come nel caso di Jilali Gharbaoui, che nelle sue opere astratte ha saputo fare propri gli insegnamenti ricevuti all’Accademia d’arte a Parigi per superarli dando forma alla luce, alla matericità e alla forza della sua terra.

Anche Hassan El Glaoui ha vissuto all’estero, in particolare tra Parigi e New York, ma nei suoi quadri ha sempre rappresentato solamente momenti di vita tradizionale marocchina, fantasie piene di uomini a cavallo come simbolo di libertà.

Alla tradizione è legata in qualche modo anche la produzione artistica di Farid Belkahia, che partendo dalla lavorazione tradizionale marocchina di pelli e metalli realizza bassorilievi astratti in cui forme naturali si mixano e compenetrano.
Chi seppe legare tradizione e modernismo in modo unico fu Mohamed Melehi, uno dei fondatori del movimento della Scuola di Casablanca, che nelle sue opere raffigura spesso onde che dipanandosi nella tela si trasformano. Raffigurazioni ispirate all’artista dall’osservazione di prodotti tribali come i tappeti Glaoui della tradizione amazigh.

Negli ultimi dieci anni la Collezione Giglio ha raccolto le opere di questi e altri artisti del Marocco e la mostra a Piacenza rappresenta la prima occasione per poterle vedere e apprezzarne le qualità sia pittoriche che di contenuto.

ARTE CONTEMPORANEA AFRICANA (Collezione 54)
Collezione 54 di Milano da oltre trent’anni raccoglie opere d’arte di artisti africani o legati alla diaspora, divenendo una testimonianza unica per la varietà di autori e tipologia di opere presenti: pittura, scultura, installazioni, fotografia, video arte.

A Piacenza ha deciso di presentare una selezione di altissima qualità con autori di fama internazionale e svariate partecipazioni a Biennali d’Arte e mostre in musei.
Tra gli autori presentati il camerunense Barthelemy Toguo, il congolese Cheri Samba, l’angolese Edson Chagas o i sudafricani Pieter Hugo e Zanele Muholi.

GIOVANI VOCI D’AFRICA
La mostra vuole dare voce a giovani artisti che si stanno affermando in campo nazionale e internazionale. Tra loro il togolese Ako Atikossie, il camerunense Victor Fotso-Nye, il maliano Ibrahim Ballo o il sudafricano Sthenjwa Luthuli.
Alcuni di loro hanno sviluppato  progetti site-specific per poter interagire al meglio con gli spazi di Palazzo Gotico

Le opere sono presentate in un esclusivo allestimento sviluppato dallo studio di architettura Fosbury Architecture di Milano.

PROGETTO DIDATTICO A CURA DI ARTI E PENSIERI
Particolare attenzione si è voluta dare alla didattica grazie alla collaborazione con la Cooperativa sociale Arti e Pensieri che ha sviluppato degli appositi laboratori creativi rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, a famiglie e adulti, a cui sarà possibile registrarsi tramite l’email: didattica@sguardisullafrica.i

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Prima dell'inaugurazione, il Ministro Giuli ha visitato l''Ecce Homo' piacentino di Antonello da Messina, custodito al Collegio Alberoni, e ha annunciato che: “Ci sarà il ricongiungimento familiare” tra l’Antonello da Messina custodito in città e quello appena acquistato dal Ministero della Cultura. “Questo è l'anno de L'Aquila Capitale della Cultura e quindi è logico che l'opera sia assegnata a L'Aquila. È una tavola che ha una residenza ma non un domicilio, e quindi girerà per l'Italia e sicuramente verrà qui a Piacenza, dopo la sosta nella città de L'Aquila come Capitale della Cultura e sarà di buono auspicio per la candidatura a Capitale Europea della Cultura di Piacenza”, ha concluso Giuli. (01/03/2026-ITL/ITNET

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