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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - IL FASCINO DEGLI AUTOGRAFI ALLA PINACOTECA AMBROSIANA DI MILANO DOVE SONO ESPOSTI VERI E PROPRI “PEZZI DI STORIA"
(2026-02-19)
San Tommaso d’Aquino, Lucrezia Borgia e Pietro Bembo, Ludovico Ariosto, Michelangelo, Galileo Galilei, Ugo Foscolo, Napoleone Bonaparte, Alessandro Manzoni, Gabriele d’Annunzio, Giuseppe Verdi…: sono i nomi di personaggi illustri che si incontrano a scuola, nelle ore di storia, di letteratura e di filosofia, ma che rimangono sempre assai lontani, praticamente irraggiungibili, circondati forse da un’aura di importanza immortale (almeno così ci dicono), ma più spesso confinati nei ricordi un po’ impolverati dei giorni passati sui banchi di scuola, fino a scolorare in immagini sfuocate e irrilevanti per la vita. Ma forse non è necessario che sia sempre e solo così! Dietro i nomi si trovano volti, vite, percorsi umani intensi e a volte drammatici, itinerari di conoscenza e di creatività geniale, abilità artistiche e guerresche, sottili ragionamenti e irrefrenabili passioni, tragedie personali e familiari ed eventi storici che segnano le epoche e cambiano il pensiero…
La mostra "Il fascino degli autografi”, promossa da 26 febbraio al 5 maggio 2026, alla Pinacoteca Ambrosiana, vuole provare a offrire l’incontro diretto – mediante la scrittura – con questi personaggi attraverso documenti eccezionali, che consentono di visualizzare i pensieri vergati con la penna d’oca o il calamo o il pennino, e trasferiti poi su perga-mena e carta, corredati di sigilli e firme autografe.
Mons. Francesco Braschi, vice prefetto e dottore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, curatore della mostra, così ne racchiude il significato: «Attraverso questi fogli, che spaziano nell’arco di quasi ottocento anni, ci si svelano non solo parole e concetti, bensì persone concrete, dal momento che la scrittura a mano è davvero una sorta di “specchio dell’anima”: qualcosa di personale, di intimo, che costringe l’autore a rivelare qualcosa di sé attraverso il tratto della sua grafia: ora contratto e quasi involuto, come a custodire un pensiero assorto e in continuo divenire; ora svolazzante ed esuberante, quasi incapace di trattenere la passione artistica e creatrice; ora solenne e ufficiale, anche se il nome scritto accanto alle ceralacche non manca di offrire uno sguardo diretto sull’uomo, superando la carica rivestita; ora dimesso o imbarazzato, nella necessità di piegarsi a incombenze, richieste, esigenze che affaticano chi vive di pensieri più alti…
La mostra che proponiamo vorrebbe proprio favorire un’accostamento personale ai personaggi storici, la possibilità di fare esperienza di una umanità non così dissimile dalla nostra, per farci apprezzare – in un’epoca apparentemente concentrata sul virtuale – tutta la forza dei “realia”, delle “cose concrete” che testimoniano la storia dell’umanità».
Saranno esposti veri e propri “pezzi di storia”: la lettera con cui Galileo Galilei regala a Federico Borromeo una copia del suo “Saggiatore”; una missiva scambiata tra Lucrezia Borgia e l’amico umanista Pietro Bembo; l’autografo di un canto dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto; un decreto di grazia di Napoleone, che salvò la vita di un soldato condannato a morte per insubordinazione; un biglietto di raccomandazione scritto da Giuseppe Verdi, e molto altro. L’esposizione mette inoltre in mostra documenti particolarmente legati alla storia della Biblioteca Ambrosiana: due lettere di San Carlo Borromeo e le aggiunte alle Costituzioni della Biblioteca Ambrosiana e del Collegio dei Dottori, personalmente e singolarmente confermate da Federico Borromeo con l’apposizione della propria firma.
Un’occasione unica per toccare con mano la ricchezza quasi inesauribile della collezione della Biblioteca Ambrosiana, vero “scrigno” della storia universale.(19/02/2026-ITL/ITNET)
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