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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - LA CREAZIONE DELLA MEMORIA - A PALAZZO VALSECCHI DI MILANO CON "DEPERO SPACE TO SPACE" IN MOSTRA L'EREDITA' DEL FUTURISMO A DISPETTO DELLA SUA FINE CONVENZIONALE NEL 1944
(2026-02-13)
"Depero Space to Space: La creazione della memoria" questo il titolo della mostra inaugurata oggi a Milano a Palazzo Bagatti Valsecchi dedicata a Fortunato Depero ( 1892- 1960) a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D'Amico.
Realizzata in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la mostra, inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, racconta un parallelismo sorprendente che lega, seppur in tempi differenti, i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero, tutti desiderosi di realizzare un sogno: abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo.
"Space to Space" - 40 opere che interagiscono con la collezione permanente- è la messa in scena di una visione in cui le sale diventano meccanismi teatrali. All’ambiente ricolmo di oggetti preziosi collezionati dai fratelli Bagatti Valsecchi si sovrappone quello della ricerca tardo futurista di Fortunato Depero, laddove ognuno corrisponde a due momenti narrativi differenti che si integrano: Ottocento e Novecento, sogno e vita.
Se il Bagatti Valsecchi è una casa museo creata verso la fine dell’Ottocento dai due fratelli che allestirono la propria dimora per vivere dentro un’abitazione tardo rinascimentale, con dipinti e manufatti d’arte applicata, anche Depero negli anni Cinquanta del secolo scorso, nel progettare la Casa d’arte futurista a Rovereto, rappresenta il medesimo slancio: modificare e integrare l’edificio destinato a diventare il suo museo, risalente al Cinquecento, per accogliere le proprie opere.
La scelta di un linguaggio rinascimentale da parte dei fratelli è connaturato al programma culturale varato dalla monarchia sabauda all’indomani dell’Unità d’Italia che proprio in quel linguaggio identifica le caratteristiche per stabilire l’identità di un’arte nazionale. Analogamente, Fortunato Depero, nel declinare della propria esistenza, trova nel suo museo, architettonicamente lontano dal proprio linguaggio, l’occasione di consacrare, in quella cornice magniloquente, la propria figura d’artista.
La mostra, con opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, propone dal 13/02/2026 al 02/08/202, un percorso inedito e sorprendente, facendo interagire la collezione permanente della Casa Museo Bagatti Valsecchi e le creazioni di Fortunato Depero, che diventano ospiti in un singolare allestimento appositamente pensato dallo studio di architettura A-Fact di Milano per esaltare la collocazione spazio temporale di opere d’arte in un contesto abitativo.arte di Depero e lo spazio neorinascimentale concepito dai fratelli Bagatti Valsecchi con uno spirito nuovo.
Il progetto espositivo vuole rendere omaggio alla versatilità dell’artista trentino, che è anche progettista, arredatore, scenografo, interessato sin dagli anni Venti all’allestimento degli spazi, occupandosi delle mostre di arti applicate a Monza nel 1923 e nel 1927 e dell’Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes a Parigi nel 1925.
Una mostra di Fortunato Depero al Museo Bagatti Valsecchi significa anche raccontare il rapporto cruciale dell’artista con Milano, sua città d’elezione, dove nel 1946 presenta una personale alla Galleria Il Camino, sostenuto dall’amico collezionista Gianni Mattioli. La sua rivalutazione critica post mortem nel 1962 è ancora a Milano, con una retrospettiva curata da Guido Ballo, seguita dall’esposizione alla Villa Reale, nel 1989. Oggi Depero torna a Milano al Bagatti Valsecchi per proseguire il suo sogno eclettico, dinamico e futuribile.
Lo spiega bene la curatrice Nicoletta Boschiero: “Depero Space to Space è una mostra che pone una riflessione sull’eredità del futurismo a dispetto della sua fine convenzionale fissata nel 1944 con la morte di Marinetti. I pensieri futuristi come il dinamismo, la fiducia nel progresso, la tabula rasa con la tradizione si sono trasformati attraverso l’opera di Depero che negli anni Quaranta guarda al passato e alla conservazione della memoria. Cambia la prospettiva e l’artista trasforma lo spazio del suo museo da mero contenitore in un contesto storico attivo dove luce, architettura e allestimento danno vita a un'esperienza totale, dove l’ambiente non è solo sfondo ma cambia profondamente attraverso l’opera. L’idea è quella di sovrapporre la sperimentazione di Depero con quella dei Baroni Bagatti Valsecchi per creare un corto circuito estetico e intellettuale”.
Depero Space to Space. La creazione della memoria vuol essere una sorprendente esperienza da vivere all’interno delle sale del Museo, dove alcuni ambienti sono sonorizzati da Gaetano Cappa, dell’Istituto Barlumen, amplificando così per il visitatore il senso di meraviglia. Gaetano Cappa descrive così il suo intervento “Il suono è una costante nell’arte di Depero: dalle tavole parolibere in cui le onomatopee verbali e grafiche si fanno ascoltare con gli occhi alle sue liriche radiofoniche scritte per essere declamate e trasmesse. Per la mostra ho creato quattro ambienti sonori molto diversi tra loro ma ognuno legato al pensiero e all’opera di Depero e al futurismo musicale, con elementi timbrici come l’intonarumori o il pianoforte meccanico, le voci della radio d’epoca e quella dell’attore Massimiliano Speziani, che dà vita all’opera Il Maggiordomo e accoglie i visitatori all’ingresso della mostra. Ma anche i miagolii di un gatto sintetizzato, una suite per fisarmonica eseguita da Nadio Marenco e il Balletto Meccanico che fa da colonna sonora alla mia opera Dinamopoly, plastico di una New York deperianamente ciclopica metrocubica meccanopoli”.
Depero Space to Space. La creazione della memoria vuol essere anche un’esperienza immersiva da vivere all’interno delle sale del Museo, dove alcuni ambienti sono sonorizzati da Gaetano Cappa, dell’Istituto Barlumen, amplificando così per il visitatore il senso di meraviglia che si sentirà catapultato in un mondo di festa, dinamico e singolare. (13/02/2026-ITL/ITNET)
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