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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ITALIA/EGITTO - ARCHEOLOGIA: "I TESORI DEI FARAONI" A ROMA PER UN VIAGGIO STRAORDINARIO NEL CUORE DELL'ANTICA CIVILTA' EGIZIA ATTRAVERSO 130 CAPOLAVORI PROVENIENTI DAI PIU' IMPORTANTI MUSEI D'EGITTO.
(2025-10-23)
I “Tesori dei Faraoni” a Roma per un viaggio straordinario nel cuore dell’antica civiltà egizia attraverso una selezione eccezionale di reperti provenienti dai musei più importanti d’Egitto. La mostra, presentata oggi al Presidente della Repubblica, offrirà dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026 alle Scuderie del Quirinale, un’opportunità unica per immergersi nelle meraviglie e nei misteri dell’epoca dei Faraoni.
La mostra è il risultato di un’importante iniziativa di diplomazia culturale tra Italia ed Egitto, realizzata dal Consiglio Supremo delle Antichità Egizie con il supporto dell’Ambasciata Italiana al Cairo. Questa collaborazione ha reso possibile il prestito straordinario di capolavori provenienti da alcuni tra i più importanti musei egiziani, tra cui il Museo Egizio del Cairo e il Museo di Luxor. Anche il Museo Egizio di Torino ha accettato con entusiasmo di sostenere questa iniziativa espositiva, arricchendone il percorso col prestito di un eccezionale manufatto proveniente dalle proprie collezioni.
"Si tratta di un evento di portata storica: è infatti solo la seconda volta che l’Egitto autorizza la presentazione di una mostra di tale rilievo in Italia, dopo l’indimenticabile esposizione a Palazzo Grassi di Venezia nel 2002-2003 che contava 80 pezzi provenienti dall’Egitto. La mostra di Roma con 130 capolavori in prestito dai musei egiziani offre una panoramica eccezionale prendendo spunto dalle origini della civiltà faraonica fino allo splendore dei grandi sovrani del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, includendo anche le scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni.
Tra i punti salienti della mostra, vi sono numerosi reperti che arrivano in Italia per la prima volta, offrendo ai visitatori un'esperienza imperdibile e unica. Tra questi la Triade di Micerino - faraone vissuto oltre 4.500 anni fa che si fece erigere una delle tre grandi piramidi di Giza -, capolavoro scultoreo monumentale dell'Antico Regno, che raffigura il sovrano affiancato dalla dea Hathor e dalla divinità protettrice della regione tebana, una potente rappresentazione della connessione dei sovrani egizi col divino.
Il sarcofago d'oro della regina Ahhotep, un magnifico esempio di arte funeraria del Nuovo Regno, si distingue per la sua straordinaria raffinatezza esecutiva. Completamente ricoperto d'oro, riflette il rango della regina e la sua connes-sione con il mondo divino.
Appartenente alla regina vi è poi la leggendaria Collana delle Mosche d'Oro della regina Ahhotep, attributo onorifico militare riservato ai più grandi guerrieri d'Egitto. Questo simbolo di eroismo e coraggio testimonia il ruolo cruciale della sovrana nel preservare la stabilità del regno durante un'epoca decisiva della storia egizia.
Un altro capolavoro è la maschera funeraria d'oro di Amenemope, straordinaria realizzazione dell'oreficeria egizia che incarna il concetto di immortalità regale attraverso la sua raffinata realizzazione e l'uso dell'oro, metallo sacro alla divinità solare.
Ugualmente straordinario è il sarcofago d'oro di Thuya, nonna del grande faraone Akhenaton, le cui decorazioni intricate e le iscrizioni geroglifiche accompagnano il suo viaggio nell'aldilà.
Un altro straordinario reperto esposto è la copertura funeraria d'oro del faraone Psusennes I, una delle reliquie più affascinanti del Terzo Periodo Intermedio, finemente decorata con simboli sacri destinati a garantire protezione al sovrano nell'aldilà.
Attraverso sei sezioni tematiche, la mostra esplora la complessità della società egizia, l’autorità divina dei faraoni, la vita quotidiana, le credenze religiose, le pratiche funerarie e le più recenti scoperte archeologiche. Dalle spettacolari statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III ai raffinati gioielli reali, dagli oggetti di uso quotidiano finemente lavorati ai sarcofagi decorati con simboli sacri, l’esposizione svela l’eccezionale sofisticazione artistica e la profonda spiritualità che hanno reso l’antico Egitto una delle civiltà più affascinanti della storia.
Un focus speciale è dedicato alla “Città d’Oro”, uno degli scavi più importanti degli ultimi decenni, che ha riportato alla luce un grande insediamento urbano risalente al regno di Amenhotep III e Akhenaton. I reperti rinvenuti raccontano la vita quotidiana degli artigiani a servizio dei regnanti e delle loro famiglie, rivelando dettagli senza precedenti sulle loro vite e usanze. Questa scoperta straordinaria offre una nuova e più intima prospettiva sulla società egizia, mettendo in luce l’ingegno e l’abilità di chi ha contribuito alla costruzione dei grandi monumenti dell’antichità.
La mostra, curata da Tarek El Awady, è accompagnata da un catalogo curato da Zahi Hawass e pubblicato da Allemandi Editore. È previsto un ricco programma di eventi, tra cui conferenze, visite guidate e laboratori didattici per adulti e bambini, pensati per approfondire la conoscenza della cultura egizia e offrire al pubblico un’esperienza conoscitiva coinvol-gente e accessibile.
I Tesori dei Faraoni” rappresenta un’occasione imperdibile per esplorare l’eredità straordinaria di una civiltà che continua ad esercitare un fascino potente sul mondo contemporaneo, ma anche “un’opportunità straordinaria per consolidare il dialogo tra Italia e Egitto. Un dialogo fondato sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sulla ricerca scientifica”, come affermato dal Ministro italiano della Cultura, Alessandro Giuli, nel messaggio inviato in occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra, tenuta il 29 maggio a Il CAIRO
Una conferma in tal senso dall'Amb. d'Italia in Egitto Michele Quaroni, per il quale “la diplomazia culturale” ci permette di parlare un linguaggio universale che supera i confini e mette in contatto le persone. Questa mostra è una potente espressione di questa idea. Riunisce istituzioni, studiosi e cittadini di entrambi i Paesi, ricordandoci che la cultura non riguarda solo il passato, ma guarda soprattutto al futuro. I legami culturali di lunga data tra l'Italia e l'Egitto, radicati in millenni di scambi mediterranei, continuano a fiorire attraverso iniziative come questa, approfondendo l'apprezzamento reciproco e la collaborazione”.
Per il Consiglio Supremo delle Antichità il segretario generale Mohamed Ismail Khaled non ha mancato di sottolineare che “le mostre archeologiche temporanee all’estero rappresentano un ponte culturale fondamentale: permettono al pubblico internazionale di esplorare la ricchezza della civiltà dell’antico Egitto, mettendo in luce l’ingegno degli antichi Egizi nei campi della scienza, dell’ingegneria e delle arti. Queste esposizioni”, ha aggiunto, “svolgono un ruolo chiave nel promuovere il dialogo interculturale e nel favorire l’avvicinamento tra i popoli attraverso l’apprezzamento condiviso del patrimonio umano”.
Per Tarek El Awady “curare la mostra “Tesori dei Faraoni” è stata l’esperienza più impegnativa ed entusiasmante della mia carriera professionale. È difficile descrivere cosa significhi realizzare una mostra che porta l’anima dell’antico Egitto nel cuore di Roma, non solo attraverso oggetti splendenti d’oro e pietra, ma attraverso storie”, ha spiegato. “Storie di scoperta, di resilienza, di ingegno umano. E storie che non erano mai state raccontate oltre i confini dell’Egitto, fino ad ora”.
Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, che ha prestato alla mostra “un oggetto particolarmente significativo: il primo pezzo della nostra collezione, la celebre Mensa Isiaca”, uno splendido manufatto — una tavola in bronzo intarsiata con oro, argento, rame, zinco e niello — realizzato a Roma nel I secolo in imitazione delle opere d’arte dell’antico Egitto e giunto a Torino quasi 400 anni fa. Un testimone del profondo legame storico tra l’Egitto e Roma; un simbolo di come i nostri due Paesi siano in dialogo e in contatto da millenni”. ha dichiarato il Direttore del Museo Egizio a Torino illustrando la mostra al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. (23/10/2025-ITL/ITNET)
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