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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - MEDITERRANEA AL MAXXI DI ROMA: VISIONI DI UN MARE ANTICO E COMPLESSO. UN VIAGGIO NELLA MEMORIA DEI POPOLI

(2025-05-19)

  E' " Mediterranea" la mostra di ampio respiro aperta sabato scorso al MAXXI, a Roma fino al 31 agosto 2025 .  Visioni di un mare antico e complesso, una mostra realizzata da Fondazione MAXXI e Med-Or Italian Foundation, in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana, Telespazio, e-GEOS, Agenzia Spaziale Europea.
Il progetto, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura,  è un viaggio nella memoria dei popoli del Grande Mare, dei suoi miti e del suo presente, a cura di Viviana Panaccia.

Immaginata anche per dare voce alle ombre, ai contrasti e alle sfide che oggi lo attraversano, la mostra intende rappresentare il “mare che sta tra le terre” in tutta la sua complessità, attraverso la narrazione della sua storia con immagini satellitari inedite, straordinarie fotografie, video e installazioni immersive, in dialogo con importanti prestiti provenienti dal Museo delle Civiltà, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dal Museo Nazionale Romano, dalla Società Geografica Italiana, dalla Regione Siciliana – Soprintendenza del Mare e una selezione di opere della Collezione MAXXI.

Il  racconto di un longevo crocevia di commerci, ma anche di fertili contaminazioni culturali, di coste ricche di colture, di isole da sempre mete turistiche ma in passato talvolta luoghi di esilio e oggi approdo di migranti. 

Per Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI: «Questa mostra rappresenta una significativa espressione della missione del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, che riconosce nell’arte un veicolo essenziale per la comprensione reciproca tra mondi e culture differenti. Il Mediterraneo, nella sua intrinseca pluralità, si configura come spazio di riflessione e confronto, in cui l’arte può contribuire in modo concreto a generare nuove prospettive di dialogo. Le prestigiose collaborazioni che hanno dato vita a questo progetto testimoniano il valore strategico delle sinergie tra istituzioni culturali, scientifiche e diplomatiche nel dar voce alla complessità del nostro tempo».

Marco Minniti, Presidente Med-Or Italian Foundation ha ricordato come  «Il Mediterraneo sia sempre stato crocevia di scambi e relazioni, un ponte tra civiltà, culture e lingue differenti. Questo mare, che unisce Europa, Africa e Asia, rappresenta oggi una delle aree più rilevanti per comprendere le dinamiche politiche globali.

In un’epoca segnata da profondi mutamenti, il Mediterraneo si conferma come uno spazio fondamentale per il dialogo tra il Nord e il Sud del mondo, luogo in cui si intrecciano sfide ambientali, movimenti migratori, tensioni economiche e opportunità di cooperazione.

La mostra Mediterranea. Visioni di un mare antico e complesso esplora questa realtà, offrendo un percorso che racconta la storia millenaria del Mediterraneo attraverso quattro aree tematiche, dalle antiche civiltà fino alle sfide attuali, con un impegno per la valorizzazione del Mediterraneo come simbolo di dialogo e cooperazione, che rappresenta anche il fulcro delle attività di Med- Or».

Ha spiegato Viviana Panaccia, curatrice della mostra: «La mostra intende raccontare il Mar Mediterraneo nella sua complessità e attuale problematicità, che affondano le radici nella sua antichissima storia di popoli, culture, religioni e lingue diverse. È un percorso innovativo e unico che mette in dialogo immagini satellitari di straordinaria bellezza con reperti archeologici, opere d’arte e mappe antiche in una felice sintesi di cultura, arte, scienza e tecnologia tra passato e presente. Gli occhi dei satelliti ci restituiscono immagini bellissime  del Mediterraneo ma testimoniano anche la vulnerabilità di questo mare profondamente segnato dal cambiamento climatico, migrazioni e conflitti».

Il percorso espositivo di Mediterranea. Visioni di un mare antico e complesso si articola in quattro aree tematiche e parte da un viaggio nel tempo che ripercorre le grandi civiltà e i principali momenti storici, dalle colonizzazioni fenicie e greche al dominio romano, dall’espansione araba fino all’età moderna.

Mappe antiche come la carta nautica del Mediterraneo di Francesco Oliva e quella di Giovanni Battista Cavallini, entrambe del XVII secolo, si alternano nell’area “Storia di terre e acque” ad inedite immagini satellitari e a un rostro di nave romana, appartenente alla flotta che nel 241 a.C. sconfisse i cartaginesi, proveniente dalla Regione Siciliana – Soprintendenza del Mare.

L’area dedicata ai “Popoli e culture” del Mediterraneo racconta le vie del commercio e le rotte delle grandi migrazioni attraverso la lingua e la scrittura, strumenti primari di incontro, di scambio, di relazione. Qui esposte la testa di Ulisse (prima età imperiale), proveniente dal sepolcreto degli Statili di Roma e oggi al Museo Nazionale Romano, rimanda all’eroe viaggiatore per antonomasia; la copia moderna delle tre lamine in oro (VI secolo a.C.), scoperte nel 1964 a Pyrgi sulla costa dell’Etruria e conservate al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e l’anfora a spirali da Capena (VII secolo a.C.), oggi al Museo delle Civiltà, ricordano la nascita dell’alfabeto sonoro in Siria e da qui trasmesso agli altri popoli del Mediterraneo. E ancora, un’installazione sonora site-specific permette al visitatore di ascoltare la straordinaria varietà di lingue, dialetti e voci delle genti del Mediterraneo.

Attraverso strumenti multimediali e interattivi e installazioni immersive, la terza area di mostra consente di immergersi nella ricchezza delle “Vegetazioni e profumi” tipici dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, una delle aree del pianeta più ricche di biodiversità.

La mostra si conclude con uno sguardo sul “Mediterraneo oggi” e sulle attuali emergenze causate dalla pressione antropica, documentate da immagini satellitari che rivelano in modo inequivocabile i segni del cambiamento. L’arte contemporanea, invece, con le opere Mare Vostrum di Nicolò Degiorgis (2017), Artificial Symmetry di Camilla Gurgone (2019) e Radici mobili di Luca Trevisani (2021), offre nuovi spunti di riflessione sulle sfide che il nostro tempo ci impone.

Originariamente ideata in occasione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, la mostra ha poi avviato la sua circolazione estera promossa dal MAECI e vede il suo viaggio concludersi in Italia, al MAXXI. (19/05/2025-ITL/ITNET)

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