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DONNE - EUROPA/PARITA' DI GENERE - CESE : "BENE MAGGIORE ATTENZIONE ALLA SALUTE NELLA NUOVA STRATEGIA MA NECESSARIA MAGGIORE RAPPRESENTANZA DONNE ALLA VITA POLITICA
(2026-07-29)
La parità di genere non può attendere: il CESE chiede azioni più incisive per trasformare gli impegni in risultati. 29/07/2026 diritti sociali Parità di genere 607 Sessione plenaria La parità di genere non è solo un valore fondamentale dell'UE, ma anche un motore di crescita economica, competitività e resilienza democratica, afferma il Comitato economico e sociale europeo (CESE) nel suo parere sulla strategia per la parità di genere 2026-2030 , adottato durante la sessione plenaria di luglio.
Il parere sulla strategia per la parità di genere 2026-2030 accoglie con favore il rinnovato impegno della Commissione europea a promuovere la parità nell'Unione europea in un momento di crescente opposizione alle politiche di parità e ai diritti fondamentali. Tuttavia, il Comitato avverte che la sola ambizione non basta: il successo della nuova strategia dipenderà dall'attuazione, dal monitoraggio e dal raggiungimento di risultati misurabili in tutti gli Stati membri.
Come spiega la relatrice Juliane Marie Neiiendam : "L'Europa ha già assunto impegni importanti per la parità di genere. La sfida ora è trasformare questi impegni in azioni concrete. La parità di genere non è solo un valore fondamentale, ma anche una delle maggiori opportunità per l'Europa. Ne beneficiano tutti. Quando ognuno ha la possibilità di contribuire secondo i propri talenti e potenzialità, l'Europa diventa più competitiva, più resiliente e più democratica".
Dagli impegni all'attuazione Il CESE sottolinea che la principale debolezza della precedente strategia per la parità di genere non risiedeva nella mancanza di ambizione, bensì nell'attuazione disomogenea e inadeguata da parte degli Stati membri. Pertanto, chiede parametri di riferimento più chiari, un monitoraggio più rigoroso e un migliore collegamento tra gli obiettivi di parità e gli strumenti politici dell'UE, tra cui il semestre europeo, i programmi di finanziamento dell'UE e il monitoraggio dello Stato di diritto.
Il Comitato sostiene il quadro di valutazione e rendicontazione delle prestazioni proposto dall'UE nell'ambito del quadro finanziario pluriennale , che integra la parità di genere come principio orizzontale in tutti i programmi di finanziamento dell'UE. Allo stesso tempo, insiste sul fatto che gli obblighi di rendicontazione debbano rimanere proporzionati ed evitare oneri amministrativi non necessari, in particolare per le PMI.
Inclusione nel mercato del lavoro e indipendenza economica Per il CESE, l'indipendenza economica delle donne è un pilastro fondamentale della parità di genere. Le persistenti disparità in termini di occupazione, retribuzione, progressione di carriera e pensioni continuano a riflettere disuguaglianze strutturali, tra cui la distribuzione ineguale delle responsabilità di cura. Il Comitato chiede pertanto un'azione più incisiva a sostegno della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, per migliorare l'accesso a posti di lavoro di qualità e per contrastare la segregazione orizzontale e verticale.
Il parere evidenzia il potenziale della direttiva sulla trasparenza salariale nel contribuire a colmare il divario retributivo di genere, rafforzando il principio di parità di retribuzione per lavoro di pari valore. Il CESE si rammarica che solo un numero limitato di Stati membri abbia recepito la direttiva entro i termini previsti e invita la Commissione a garantirne la piena ed efficace attuazione.
Cura, lavoro e dialogo sociale Il CESE sottolinea inoltre l'importanza dell'attuazione della strategia europea per l'assistenza e accoglie con favore l'annuncio della Commissione di un accordo europeo sull'assistenza , che dovrebbe essere elaborato in consultazione con la società civile e le parti sociali. Un migliore accesso a servizi di assistenza di alta qualità e a prezzi accessibili, una più equa ripartizione delle responsabilità di cura e migliori condizioni di lavoro nel settore dell'assistenza sono essenziali per evitare che il fabbisogno di assistenza ricada in modo sproporzionato sulle donne.
Il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono fondamentali per raggiungere la parità sul luogo di lavoro. Il Comitato chiede strumenti pratici, orientamenti e iniziative di rafforzamento delle capacità per sostenere le parti sociali nella promozione di luoghi di lavoro inclusivi e condizioni di lavoro eque, nel rispetto della diversità dei sistemi nazionali di relazioni industriali.
L'uguaglianza nell'era digitale La digitalizzazione e l'intelligenza artificiale offrono opportunità, ma comportano anche rischi per la parità di genere. Il CESE avverte che i pregiudizi algoritmici e i set di dati non rappresentativi possono rafforzare la discriminazione in ambiti quali il reclutamento, l'assistenza sanitaria, la retribuzione e l'accesso ai servizi. Pertanto, auspica un approccio alle politiche digitali e sull'IA che tenga conto delle questioni di genere e dei diritti umani, con garanzie contro pregiudizi, discriminazioni, violenza online, deepfake e disinformazione.
L'istruzione ha inoltre un ruolo cruciale nella promozione dell'uguaglianza, della resilienza democratica e dell'alfabetizzazione mediatica. Il CESE incoraggia il sostegno agli insegnanti e ai sistemi educativi nella lotta contro la discriminazione, l'odio online, la disinformazione e gli stereotipi di genere, nonché contro la segregazione di genere nell'istruzione e nel mondo del lavoro.
Tutela dei diritti, della salute e dello spazio civico Il Comitato chiede un'azione più incisiva contro la violenza di genere, compresi lo sfruttamento, le molestie e la violenza online, attraverso l'effettiva attuazione della legislazione dell'UE e la cooperazione con la società civile. Avverte inoltre che le reazioni negative contro la parità di genere e la salute e i diritti sessuali e riproduttivi sono spesso legate a pressioni più ampie sullo spazio civico, sulla partecipazione democratica e sui diritti fondamentali.
Il CESE ha accolto con favore la maggiore attenzione riservata alla salute delle donne nella nuova strategia, pur sottolineando che l'accesso all'assistenza sanitaria, compresi i servizi di salute mentale e i diritti e la salute sessuale e riproduttiva, rimane disomogeneo tra gli Stati membri. Il CESE auspica un approccio globale e sensibile alle questioni di genere in materia di prevenzione, diagnosi, trattamento, alfabetizzazione sanitaria e pratiche mediche rispettose e basate sul consenso.
La piena partecipazione delle donne alla vita politica, economica e pubblica è essenziale per la legittimità democratica, la governance inclusiva e le prestazioni economiche. Il CESE chiede una maggiore rappresentanza delle donne nei processi decisionali, compresi quelli di consolidamento della pace, prevenzione dei conflitti e sicurezza.
In sintesi, il Comitato sostiene che il tempo di riaffermare gli impegni è ormai passato. L'uguaglianza di genere deve ora tradursi in azioni concrete, risultati tangibili e misurabili; non solo perché è un diritto fondamentale, ma perché è essenziale per la democrazia, la competitività e la resilienza dell'Europa. "(29/07/2026-ITL/ITNET)
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