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IMMIGRAZIONE... E NON SOLO - LAVORO- DAL CNEL DDL SU "CONDIZIONI ABITATIVE DIGNITOSE LAVORATORI AGRICOLI E SU SFRUTTAMENTO LAVORATIVO. CONS.RISSO "LEGGE DI CIVILTA' CON 4 GRANDI DIRETTRICI"
(2026-07-23)
Una proposta legislativa del CNEL per la promozione dell’abitare agricolo dignitoso e la prevenzione dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo. L'iniziativa, che ha avuto oggi il via libera dell’Assemblea, nasce dalla consapevolezza che le condizioni abitative dei lavoratori agricoli rappresentano uno dei principali fattori di vulnerabilità rispetto ai fenomeni di sfruttamento, intermediazione illecita di manodopera e caporalato. In numerosi contesti territoriali permangono insediamenti informali, ghetti rurali e strutture abitative prive dei requisiti minimi di sicurezza, igiene e dignità, che favoriscono condizioni di dipendenza economica e sociale dei lavoratori.
Il tema dell'abitare costituisce, quindi, un elemento strutturale delle politiche di prevenzione e non può più essere affrontato esclusivamente in via emergenziale. L’assenza di una disciplina organica in materia determina frammentazione degli interventi pubblici e una significativa disomogeneità territoriale. Il disegno di legge del CNEL intende colmare questa lacuna, mediante una disciplina unitaria – incentrata sulle sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità previste dalla Legge 199/2016 – che individua strumenti di programmazione, coordinamento e monitoraggio.
Di particolare rilievo l'introduzione di standard abitativi minimi nazionali e la certificazione degli alloggi destinati ai lavoratori agricoli. Il provvedimento non è orientato alla costruzione di un nuovo patrimonio abitativo, bensì alla valorizzazione e al recupero degli immobili esistenti, compresi i beni confiscati alla criminalità organizzata.
Accanto agli interventi di carattere abitativo, il ddl è volto a creare un sistema integrato di servizi destinati ai lavoratori agricoli, dal trasporto alla sanità, dall’incontro tra domanda e offerta di lavoro alla mediazione linguistica e culturale. Il provvedimento attribuisce un ruolo centrale alla collaborazione tra Stato, Regioni, enti locali, sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità e soggetti del Terzo settore, promuovendo forme di coordinamento territoriale e di integrazione tra politiche abitative, servizi pubblici e interventi di inclusione sociale.
“Questo disegno di legge – ha dichiarato Claudio Risso, relatore del provvedimento – trae ispirazione ideale dalla storica legge Zanibelli del 1960, che aveva intuito come la casa fosse parte integrante della dignità del lavoro agricolo. Oggi quell’intuizione va aggiornata alle esigenze del nostro tempo. E un dovere che abbiamo tutti noi perché i ghetti continuano a esistere.
È una legge di civiltà, che contiene quattro grandi direttrici:
- La prima riguarda il recupero del patrimonio esistente. Quindi non parliamo di nuovo consumo di suolo. - La seconda introduce standard abitativi minimi validi su tutto il territorio nazionale e un sistema di certificazione degli alloggi affinché dignità, sicurezza e salubrità siano garantiti a tutti. - La terza amplia il concetto stesso di abitare, cercando di fare sistema sul piano dei servizi. Sappiamo bene che la ricerca dell’alloggio è una delle prerogative del caporale e quindi fa sì che questa figura possa proliferare. - Infine, il disegno di legge costituisce una vera governance territoriale, fondata sulla collaborazione tra Stato, Regioni, enti locali, Terzo settore, cooperative sociali, enti ecclesiastici, tutti gli attori istituzionali che possono concorrere al superamento dei ghetti”. (23/07/2026-ITL/ITNET)
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