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DONNE - VIOLENZA : APPROVATA DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO RELAZIONE SULLA DIMENSIONE DIGITALE. 20 LE PROPOSTE AVANZATE

(2026-04-23)

La commissione femminicidio ha approvato all’unanimita’ la relazione sulla “dimensione digitale della violenza contro le donne”, proponendo una ventina di proposte di obbligo.

La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere ha approvato all’unanimità la Relazione sulla “Dimensione digitale della violenza contro le donne” (relatrici la Presidente, On.Martina Semenzato, l'On.Sara Ferrari e la Sen.Elena Leonardi).

"L’intensa attività di indagine è stata avviata dalla Commissione a partire da settembre 2025, in risposta a gravi fatti di cronaca che hanno coinvolto chat, forum e piattaforme online sessiste, dove venivano condivise e commentate foto rubate di donne, comprese attrici, influencer, politiche e giornaliste, ma anche la creazione di contenuti espliciti utilizzati a scopo di estorsione." sottolinea il giornalista Paolo Anastasio su quotidiano Key4Biz.

Il percorso della Commissione è stato immediato e operativo, in quanto sede privilegiata e competente. Con un corposo elenco di soggetti auditi (n. 42) tra cui Polizia Postale, gestori, aziende, piattaforme, professionisti e Istituzioni competenti, ma anche le donne e gli uomini implicati nelle vicende. Nelle conclusioni finali della relazione, sono 20 le proposte operative.

“Un provvedimento robusto, complesso e approfondito. La violenza virtuale è una minaccia reale, il fenomeno è in crescita, le conseguenze sono profonde e devastanti sulla vita fisica, psicologica, economica e professionale delle vittime.

Gli abusi digitali corrono nel web: molestie, stalking, minacce, revenge porn, deepfake, deepnude, sextortion e odio online. La necessità di regolamentare questo spazio virtuale ha posto al centro del dibattito la gestione dell’identità digitale, la responsabilità delle piattaforme e la trasparenza degli algoritmi. Nelle conclusioni finali, la proposta di introdurre una fattispecie di reato che punisca la diffusione di contenuti sessualmente espliciti generati con sistemi di intelligenza artificiale (deepnude).

Come ricorda il messaggio del flash mob “Non con la mia faccia” promosso dall’Associazione Giornaliste Italiane. E ancora, potenziare il trattamento sanzionatorio per la c.d. estorsione sessuale (sextortion); la prescrizione del divieto di accesso ad Internet per i sottoposti agli arresti domiciliari per reati digitali (modifica articolo 284 codice procedura penale); il potenziamento della educazione digitale, dell’uso consapevole dei media e della cultura della parità di genere; il daspo digitale; l’anonimato in rete e identificazione dell’utente legati all’identità digitale certificata; l’estensione a tutte le piattaforme dell’obbligo della registrazione del codice “hash”; maggiori poteri di “enforcement” dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) nei confronti di grandi piattaforme non stabilite in Italia e l’istituzione di un punto di contatto unico per il contrasto della violenza digitale di genere tra le diverse autorità competenti”.

“Riconoscere i segnali, rompere il silenzio, denunciare alle Autorità, comprendere la realtà del virtuale e attuare azioni concrete per la sicurezza e la tutela delle persone richiede, inequivocabilmente, anche un approccio culturale ed educativo. La consapevolezza nell’uso dei social media, la capacità di riconoscere manipolazioni digitali e i rischi della rete, devono diventare parte integrante della formazione e dell’educazione digitale dei giovani e degli adulti “, ha dettp Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

Nelle conclusioni finali della Relazione Paolo Anastasio segnala anche:

- l'Obbligo dei gestori delle piattaforme di monitoraggio, intervento tempestivo e conservazione dei dati;

- la comunicazione da parte dei gestori delle piattaforme delle policy e delle modalità di segnalazione;

- l'estensione del meccanismo di segnalazione al garante per la protezione dei dati personali;

- l'accelerazione delle procedure per il rilascio della qualifica di segnalatore attendibile;

- il potenziamento della sicurezza dei minori;

- il potenziamento delle competenze tecnico-investigative nel contrasto alla violenza digitale;

- la deindicizzazione;

- la ricognizione degli assetti normativi in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere digitale;

- l' intervento sul codice deontologico dei giornalisti per contenere il fenomeno della “superdiffusione”. (23/04/2026-ITL/ITNET)

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