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LAVORO - EUROPA/NUOVI DAZI USA - SINDACATI EUROPEI CHIEDONO ALLA COMMISSIONE UE DI ASSICURARE IL PROPRIO IMPEGNO PERCHE' L'AUMENTO DEI DAZI NON COMPORTI PERDITA POSTI DI LAVORO E SIA RAFFORZATA L'AUTONOMIA STRATEGICA

(2026-02-25)

La Confederazione dei Sindacati Europei ha  chiesto alla Commissione europea di far sì che il recente annuncio sull'incremento dei dazi Usa non comporti perdite di posti di lavoro nei settori interessati.

I dazi - affermano - "aumentano ulteriormente la pressione sui lavoratori di settori già esposti a costi energetici elevati, catene di approvvigionamento fragili e incertezza geopolitica. I nuovi dazi statunitensi o l'aumento di quei dazi avrebbero un impatto diretto sui principali settori europei, minacciando posti di lavoro, investimenti e resilienza industriale in tutta l'UE."

"L'UE deve rispondere in modo fermo, proporzionato e unito. Ove necessario, deve essere pronta a utilizzare l'intera gamma di strumenti di difesa commerciale, incluso lo Strumento Anticoercizione, per proteggere i lavoratori e le industrie europee da misure commerciali ingiuste o politicamente motivate.

Allo stesso tempo, questo episodio sottolinea l'urgente necessità di ridurre le dipendenze strategiche e rafforzare l'autonomia strategica aperta dell'Europa. Un approccio "Made in Europe" che crei posti di lavoro di qualità, sostenuto da una politica industriale ambiziosa, investimenti sostanziali e solide condizionalità sociali, è essenziale per garantire il futuro economico dell'Europa. È necessario introdurre con urgenza strumenti di gestione delle crisi per proteggere i posti di lavoro e la produzione nei settori a rischio, sul modello dello strumento SURE. Ciò è particolarmente importante per affrontare le perturbazioni commerciali.

Nella definizione della politica monetaria, la BCE dovrebbe tenere presente il sostanziale apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro (circa il 14% dall'inizio del 2025) e valutare la possibilità di abbassare i tassi per evitare un ulteriore apprezzamento e sostenere la domanda in generale.

Invece di entrare in una nuova spirale di conflitti commerciali, l'UE dovrebbe difendere i propri interessi, accelerando al contempo gli investimenti nell'industria pulita nazionale, in catene di approvvigionamento resilienti e nei diritti dei lavoratori. La risposta dell'Europa deve tutelare i posti di lavoro, rafforzare i settori strategici e garantire che le transizioni verde e digitale siano vantaggiose per i lavoratori.

La segretaria generale della CES, Esther Lynch, ha dichiarato:  "L'Europa deve rispondere in modo fermo, proporzionato e unito. La frammentazione non farebbe altro che indebolire la nostra posizione ed esporre lavoratori e industrie a una maggiore instabilità. L'UE dispone degli strumenti per difendersi, compresi i suoi strumenti di difesa commerciale, e non dovrebbe esitare a utilizzarli ove necessario.

Il vicesegretario generale della CES, Claes-Mikael Stahl, ha affermato a tal proposito. È necessario introdurre con urgenza gli strumenti di gestione delle crisi SURE 2.0 per proteggere i posti di lavoro e la produzione nei settori a rischio. Difendere il libero scambio non significa accettare misure ingiuste. Significa difendere i posti di lavoro europei, i settori strategici e un commercio affidabile".

Il vicesegretario generale della CES, Claes-Mikael Stahl, ha, a sua volta,  affermato: "L'UE ha già sostituito una dipendenza energetica con un'altra; ora deve raddoppiare gli sforzi per una transizione giusta e ridurre le importazioni di energia. L'UE non deve esitare a utilizzare tutti gli strumenti commerciali a sua disposizione, compreso il bazooka commerciale.

"Il Parlamento europeo ha fatto bene a sospendere l'approvazione del trattamento tariffario preferenziale per i beni statunitensi concordato nell'accordo UE-USA in estate, finché gli Stati Uniti non rispetteranno la loro parte dell'accor-do e non inizieranno a comportarsi come un partner commerciale affidabile." (25/02/2026-ITL/ITNET)

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