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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - EUROPA - L'INTERROGATIVO DELLA GIOVENTU' FEDERALISTA EUROPEA:A MONACO SI PARLA DI AUTONOMIA DELL’EUROPA. MA È CHIARA LA VIA PER RAGGIUNGERLA?

(2026-02-15)

Conferenza di Monaco : Ila edizione: "Dopo che alla Conferenza sulla sicurezza dello scorso anno il falco Vance ha fatto cadere la maschera sull’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione europea, ufficializzato dalla National Security Strategy dello scorso novembre, quest’anno a Monaco la colomba Rubio prova ad indossare nuovamente quella maschera, mandando messaggi rassicuranti all’Europa, dopo mesi di escalation.

"La fine dell’era transatlantica non è un obiettivo statunitense, ha detto il Segretario di Stato USA, dal momento che i destini di USA ed Europa restano profondamente intrecciati e se gli USA assumono un atteggiamento duro nei confronti degli “amici” europei è semplicemente perché non vogliono che l’Europa sia debole, ma desiderano un’Europa più forte e più capace di difendere se stessa.

Nonostante il tentativo di de-escalation compiuto da Rubio, da cui von der Leyen si è detta rassicurata, la realtà è un’altra – lo stesso discorso di Rubio chiarisce che l’amicizia rimarrà valida se l’Europa seguirà fedelmente gli USA – e sembra ormai esservi consapevolezza tra i leader europei che questi non sono più un alleato affidabile come in passato. Lo ha detto chiaramente Merz, dichiarando che la migliore risposta a questa frattura e in generale alla scomparsa dell’ordine mondiale del secondo dopoguerra è un’Europa sovrana, che si liberi dalla dipendenza autoinflitta nei confronti degli Stati Uniti: il compito prioritario è unire e rafforzare l’Europa per diventare un vero attore globale con una propria strategia sulla politica della sicurezza.

Molto importanti sono anche le interviste rilasciate proprio in questi giorni da Kubilius e Weber. Il Commissario alla Difesa sostiene che per rafforzare la capacità europea di difesa, occorre che questa non sia più una prerogativa nazionale e avanza due proposte: una “europeizzazione” di una quota delle spese nazionali nel settore della difesa e la costituzione di una forza multinazionale di 100mila uomini, posta sotto comando europeo. Anche Weber ritiene che il mutamento delle relazioni transatlantiche imponga all’Europa di costruire strutture di difesa europee autonome, uscendo da una prospettiva ristrettamente nazionale, di declinare in maniera più vincolante l’articolo dei Trattati sulla mutua difesa tra Paesi membri – proposta lanciata anche da von der Leyen – e di superare ciò che rende debole l’Unione, come il voto all’unanimità in politica estera

È necessario che queste parole si traducano in un’azione politica quotidiana, senza illudersi che quanto fatto finora possa essere considerato adeguato per il raggiungimento degli obiettivi fissati. Per acquisire una maggiore autonomia dagli Stati Uniti, infatti occorre che gli investimenti siano comuni e in progetti congiunti, è necessaria una rapida riduzione della frammentazione delle industrie della difesa, fino a ora strutturate su base nazionale, e occorre anche comprendere che tali iniziative possano essere prese da un gruppo di Paesi, se ciò non è possibile a 27. Invece, investimenti principalmente a livello nazionale, come previsto da Readiness 2030 e come sostenuto da alcuni Paesi, non consentiranno mai all’Europa di liberarsi dalla dipendenza autoinflitta nei confronti degli Stati Uniti e non creeranno nemmeno una maggiore capacità di deterrenza nei confronti delle minacce esterne, come quella russa.

Rubio dice che gli USA vogliono un’Europa più forte? Merz o Macron vogliono un’Europa sovrana? Un’Europa più forte e sovrana può essere solo un’Europa federale, con una politica estera unica, non più decisa all’unanimità, e un sistema di difesa comune e autonomo: i Paesi europei scelgano la strada giusta e compiano quei passi in avanti nell’integrazione necessari per raggiungere l’unità federale." concludono i giovani federalisti europei. (15/02/2026-ITL/ITNET)

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