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SICUREZZA SOCIALE -CONVENZIONE ITALIA/MAROCCO: RIGUARDA 12.000 LAVORATORI ITALIANI IN MAROCCO ED OLTRE 4O0.000 LAVORATORI MAROCCHINI CHE VERSANO CONTRIBUTI IN ITALIA. CCME "RATIFICA CONVENZIONE RAFFORZA LEGAMI DI AMICIZIA"
(2026-02-09)
Si calcola siano all'incirca 5 milioni i lavoratori marocchini all'estero. In Italia si stima siano intorno ai 480.000. Per la maggioranza si tratta di lavoratori da tempo integrati nel tessuto lavorativo e sociale, con le loro famiglie. Numerose le associazioni nazionali di una comunità ormai radicata nel nostro Paese, nell'agricoltura come nell'industria, nel commercio e nei servizi, con una netta prevalenza dell'apporto lavorativo maschile rispetto ad altre comunità immi-grate, laddove anche le donne rispondono ad un modello meno tradizionale. Prioritaria, dunque, la ratifica della Convenzione di Sicurezza Sociale bilaterale per il riconoscimento dei diritti previdenziali, come evidenziato nel corso della Conferenza di Rabat alla quale hanno preso parte, insieme al Consiglio dei Marocchini all'Estero, la rappresentanze dei sindacati marocchini ed italiani ed esponenti del mondo istituzionale dei due Paesi.
"Prioritaria per la maggioranza di quanti sono residenti in Italia è, senza dubbio, la ratifica della convenzione bilaterale di sicurezza sociale in materia previdenziale, ha fatto presente Ezio Cigna, responsabile delle politiche previdenziali della CGIL, che a margine del Convegno ha dichiarato “La previdenza è un diritto sociale pieno, parte integrante dei diritti del lavoro e del patto di cittadinanza su cui si fonda ogni sistema democratico. Non è un beneficio eventuale, non è una forma di risparmio individuale, non può essere considerata una concessione. La previdenza è il riconoscimento collettivo del valore del lavoro svolto nel corso della vita ed è l’espressione della responsabilità pubblica di garantire sicurezza e dignità." Esemplifica Sara Palazzoli, del collegio di presidenza di INCA CGIL: “Ogni giorno nei nostri sportelli incontriamo tantissime cittadine e cittadini del Marocco che vivono nell’incertezza. Li aiutiamo a ricostruire i periodi contributivi, somme che sono state versate, che fanno grande il nostro Paese. A oggi però, senza una Convenzione bilaterale, non possiamo cumulare i contributi versati nei due Paesi. Per cui, per queste persone, la pensione è un diritto negato.”
Estremamente sintetica Samira Raysse dell'UMT ( Union Marocaine du Travail ), ma efficace "I diritti non si annunciano ma si applicano. I nostri lavoratori in Italia vivono una condizione di precarietà, una disparità" fa presente "pur trattandosi di immigrazione regolare." da cui l'appello " chiediamo che la politica i impegni seriamente nel riprendere il percorso della ratifica della convenzione interrotta nel 1994" Sottolinea Yunes Finachene (CGT): " I lavoratori marocchini in Italia, come i 12mila lavoratori italiani in Marocco contribuiscono alla ricchezza dei due Paesi, ed è per questo che bisogna accelerare il processo di ratifica della convenzione bilaterale" e prosegue "Oggi il Marocco è anche Paese di migrazione da parte di lavoratori provenienti dall'Africa sub sahariana, e anche per loro il nostro sindacato lotta, per garantire parità di diritti e dignità.
Mustapha Makhroum (UGTM) fa presente:" La migrazione dei lavoratori marocchini in Italia è una realtà consolidata che contribuisce al benessere economico e sociale, compresa la previdenza. L' assenza di una convenzione effettiva crea una mancanza di fiducia e un incertezza dei diritti, perché i contributi versati da questi lavoratori rischiano di essere persi.... Si tratta di un atto di giustizia sociale e un segnale forte nel rispetto della cooperazione trai i due Paesi. "
Drissi El Yazmì presidente del CCME - Consiglio Marocchini all'Estero) cita l' ART. 16 della Costituzione che parla della visione strategia del Regno del Marocco che " lavora per i diritti e gli interessi legittimi dei marocchini all'estero nel rispetto del diritto internazionale e delle leggi dei Paesi di destinazione. La difesa di questi interessi serve a mantenere ed a rafforzare i legami di cooperazione e amicizia."
Mentre per la parlamentare italo/marocchina Ouidad Bakkali (PD): "La mancata ratifica della convenzione è una grandissima fragilità non presa in carico dalle Istituzioni. Oggi parliamo di immigrazione in un contesto politico di grande difficoltà perché siamo tornati ad un linguaggio politico suprematista, e quindi è un contesto contemporaneo difficile."in cui torna a prevalere la percezione di una presenza temporanea, nonostante, nonostante la nascita di nuove generazioni, seconde e terze in Italia".
Afferma Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione d'inchiesta sulla condizioni di Lavoro della Camera dei Deputati, presente alla Conferenza di Rabat. "La convenzione rappresenta un elemento di giustizia imprescindibile bisogna restituire quello che questi lavoratori hanno versato". Gribaudo è convinta della necessità di "un nuovo patto tra i popoli perché le diseguaglianze sono in crescita in diverse parti del mondo." Per cui preannuncia "chiederemo che venga denuclearizzata in Commissione lavoro la risoluzione per ratificare la convenzione, visto che anche UE ribadisce l'importanza della cooperazione con il Marocco. D'altra parte, "Si parla tanto di legalità e la ratifica di questa convenzione va assolutamente in questa direzione."
Infine, Maria Grazia Grabrielli (CGIL) fa presente "Siamo impegnati per la dignità di tutti i lavoratori, il giusto salario e per la salute e la sicurezza, ma siamo ancora nella condizione di dover superare lo sfruttamento lavorativo, che nega in qualsiasi età e nazionalità la dignità, e nega la possibilità di fare progetti di vita. E questo è un concetto legato alla mobilità alla libertà di poter decidere di lasciare il proprio Paese per diverse motivazioni. Ma la questione principale è scegliere come costruire il progetto di vita dove la centralità sta nel lavoro. Per questo il diritto alla mobilità dev'essere riconosciuto senza incontrare i paletti e le resistenze che oggi ci sono. In Italia - fa presente la sindacalista - sono ben 4 provvedimenti che regolano l'immigrazione ma tutti con lo stesso taglio: il binomio immi-grazione e sicurezza. Oggi ci assumiamo l'impegno non facile di proseguire il percorso della convenzione: occorre, però, costruire un' alleanza forte per richiamare l'impegno che deve certamente riprendere il governo Italiano ma occorre anche l'alleanza con il governo del Marocco per arrivare presto alla ratifica della convenzione" ha fatto presente agli esponenti dei maocchini all'estero" concludendo "Serve ai lavoratori e al rafforzamento della coope-razione tra i due Paesi" (09/02/2026-ITL/ITNET)
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