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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - GIORNO DELLA MEMORIA - PRES. MATTARELLA: "LA REPUBBLICA ITALIANA E LA SUA COSTITUZIONE NATE CONTRO IDEOLOGIE DISUMANE E SANGUINARIE.. PATRIOTTISMO ITALIANO E REPUBBLICANO CI RENDE CUSTODI DELLA DEMOCRAZIA"
(2026-01-27)
Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la celebrazione del "Giorno della Memoria".
La cerimonia, condotta dall'attore Stefano Santospago, è stata aperta da un filmato a cura di RaiTeche e dalla lettura del brano “Auschwitz, città tranquilla”.
Sono poi intervenuti la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e il Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
La Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau, presente insieme ad Edith Bruck e Sami Modiano, ha portato la sua testimonianza intervistata da quattro studenti.
Nel corso della cerimonia il conduttore ha dato lettura del brano “Elena” di Fabrizio Rondolino; sono stati inoltre proiettati il cortometraggio animato “Storia di Sergio” e il filmato "Storia di Nedo".
Durante la manifestazione il Maestro Francesca Leonardi, al pianoforte, e il Maestro Andrea Oliva, al flauto, hanno eseguito i brani musicali "Summertime", "Maria", "La Suite Modale" e "Schindler’s List".
La cerimonia si è conclusa con il discorso del Presidente della Repubblica.
Erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Associazioni degli ex internati e deportati, della Comunità ebraica, e autorità politiche, civili e militari.
Prima della cerimonia il Capo dello Stato ha premiato le scuole vincitrici del Concorso nazionale promosso dal Ministero dell’Istruzione "I giovani ricordano la Shoah". In occasione della premiazione sono intervenuti la Presidente dell'UCEI, Di Segni, e il Ministro Valditara.
DI SEGUITO BRANI DELL'INTERVENTO
"Cara Senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati.
Volgarità e imbecillità che non ne riducono la gravità: il loro riproporsi e diffondersi è indice di alta pericolosità e interpella un’azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea.
Abbiamo appena ascoltato le storie tragiche -particolarmente atroci - di due piccoli italiani, Sergio ed Elena. Tutte le violenze sono inaccettabili, spregevoli, ma quelle contro i bambini, in ogni parte del mondo, addolorano, scuotono le coscienze e le interpellano ancora più in profondità.
Ogni volta che ci accostiamo al tema della Giornata della Memoria, ogni volta che assistiamo alla rievocazione di quell’inferno sulla terra, ogni volta che sentiamo narrare le storie delle vittime e dei loro aguzzini, veniamo colti, nonostante i tanti decenni che ormai ci separano da quella tragica catena di mostruosità, da angoscioso sbigottimento....."
"....Mai nella storia dell’uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato, nei minimi dettagli e con sconvolgente efficienza. In tutti i rami e le categorie dello stato nazista – giuristi, medici, economisti, scienziati, giornalisti, ingegneri, burocrati, militari, semplici cittadini trasformati in delatori – vi furono chiamati a dare – e fornirono - il loro attivo contributo per realizzare i deliri omicidi di un dittatore e dei suoi perfidi complici."
Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna.
Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa.
La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi possano essere posti in dubbio, negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica.
Ma la grande menzogna della Shoah, nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti, nelle menti perverse di ideologi e di gerarchi, si diffuse e si sparse attraverso una infìda ma efficace campagna di propaganda e di manipolazione, che sfruttava l’antico pregiudizio antiebraico presente in larghi strati della popolazione europea.
Fu così che la pretesa inferiorità razziale, teorizzata, proclamata, insegnata e, infine, tradotta in legge, portò ineluttabilmente all’individuazione degli ebrei - una minoranza assai ridotta dal punto di vista numerico - come il pericolo per la sopravvivenza del popolo, della nazione....."
"....Di queste menzogne si sono nutriti i totalitarismi del Novecento. Se ne alimentano ancora oggi razzismo e antisemitismo. A queste menzogne attingono ai nostri giorni i despoti, gli aggressori."
"....Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo; e da tanti dei suoi adepti venduti ai carnefici nazisti, con la complicità della monarchia, di tanti che si ritenevano intellettuali, di parte della popolazione.
Non possiamo limitarci a questo sentimento, per quanto sincero e doveroso: sarebbe un’occasione mancata. Sarebbe un errore...."
Quest’anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia.
Come ha scritto il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste «è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica.»
La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano.
Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio.
Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso.
Questa cerimonia è l’occasione per esprimere, con orgoglio e con responsabilità,il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica, incancellabile e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia." così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. (27/01/2026- ITL/ITNET)
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