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ITALIANI ALL'ESTERO - 10° ANNIVERSARIO GIULIO REGENI - A LONDRA E CAMBRIDGE LA COMUNITA' ITALIANA E ATTIVISTI, STUDENTI, ACCADEMICI RIUNITI PER RICORDARE GIULIO REGENI E CHIEDERE VERITA' E GIUSTIZIA
(2026-01-26)
"Nel Regno Unito due iniziative per il decimo anniversario della scomparsa di Giulio Regeni" informa una nota del Manifesto di Londra
Nel decimo anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, la comunità italiana nel Regno Unito si è raccolta per rinnovare la richiesta di verità e giustizia per il ricercatore italiano rapito, torturato e assassinato dai servizi segreti egiziani.
- A Londra, una marcia commemorativa pacifica organizzata da un gruppo di cittadini e accademici, e da alcune realtà dell’associazionismo della comunità italiana nel Regno Unito, si è conclusa con un minuto di silenzio alle 18:41 davanti all’Ambasciata d’Italia, in difesa della libertà accademica e dei diritti umani.
- A Cambridge, città in cui Giulio Regeni studiava, un gruppo di cittadini, attivisti, accademici e studenti dell’un-iversità si è radunato in uno dei luoghi simbolo della città per ricordare Giulio e continuare a chiedere verità e giustizia.
Domenica 25 gennaio 2026, a dieci anni esatti dalla scomparsa di Giulio Regeni, la comunità italiana si è ritrovata a Londra, marciando silenziosamente per le vie della capitale britannica, e a Cambridge, dove un gruppo di cittadini, attivisti, accademici e studenti dell’università si è ritrovato davanti alla chiesa di Great St Mary’s e alla University Senate House, dove è stato esposto lo striscione giallo ‘Truth for Giulio Regeni’.
A Londra, una settantina di cittadini hanno risposto all’appello degli organizzatori, ritrovandosi alle 18 a pochi metri dall’ambasciata egiziana, accanto a Hyde Park. Un corteo silenzioso si è poi snodato per le vie di Mayfair. Il corteo è passato davanti all’ambasciata egiziana esibendo in silenzio e in modo composto i cartelli gialli “Truth for Giulio Regeni” e ha continuato il suo percorso fino a fermarsi davanti alla sede dell’Ambasciata d’Italia a Grosvenor Square. Qui, alle 18:41 ora britannica (19:41 in Italia) – l’orario dell’ultimo messaggio inviato da Giulio Regeni – i partecipanti hanno composto la scritta Verità per Giulio Regeni con cartelloni gialli osservando un minuto di silenzio carico di emozione, in perfetta sincronia con le commemorazioni che si sono svolte a Fiumicello, nel paese natale di Giulio.
Al termine del minuto di silenzio, un lungo applauso per ricordare un ragazzo che era anche un italiano in Inghilterra, un ricercatore e un attivista per un mondo più giusto.
Nello stesso momento, a Cambridge, una cinquantina di persone ha sfidato le basse temperature per radunarsi attorno allo striscione giallo ‘Truth for Giulio Regeni’, tenere in mano una candela o mostrare i cartelli gialli distribuiti dagli organizzatori, e per ascoltare dei brani tratti dal libro Giulio fa cose, letti sia in italiano sia in inglese. Svoltosi in collaborazione con l’Italian Society e con il gruppo Amnesty International dell’Università di Cambridge, l’evento ha visto la commossa partecipazione anche di studenti, prevalentemente non italiani, che non erano ancora venuti a conoscenza della storia di Giulio.
Attraverso le letture, le parole di Paola Deffendi e Claudio Regeni hanno accompagnato l’evento fino alle 18.41 ora britannica, quando anche qui è stato osservato un minuto di silenzio. La lettura del ringraziamento dei genitori di Giulio a tutti coloro che fanno parte del ‘popolo giallo’ ha concluso l’evento.
Martedì 3 febbraio, a cura dell’ItalianSociety, un mazzo di fiori verrà lasciato sotto la targa che commemora Giulio Regeni all’interno del Girton, il college in cui studiava il ricercatore italiano.
Giulio Regeni, dottorando all’Università di Cambridge, scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016 mentre stava conducendo la sua ricerca. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio successivo lungo la strada per Alessandria, con evidenti segni di tortura. Da allora, una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria, segnata da ostacoli nelle indagini, ricostruzioni contraddittorie e da una persistente mancanza di piena collaborazione da parte delle autorità egiziane. La marcia londinese e il momento di raccoglimento nella città da cui Giulio partiva, hanno ribadito con forza la volontà di vedere concluso il processo aperto a Roma volto ad accertare le responsabilità dei servizi segreti egiziani.
L’obiettivo di queste iniziative è stato anche quello di mantenere viva l’attenzione su una vicenda che non riguarda soltanto una famiglia in cerca di risposte, ma solleva questioni fondamentali legate al diritto alla verità, alla libertà accademica, alla protezione dei ricercatori e, più in generale, alla difesa dei diritti umani, sotto attacco in tante parti del mondo. Anche per questo, la richiesta di giustizia per Giulio Regeni è una richiesta di giustizia per tutti gli attacchi alla libera ricerca, ovunque.
Attraverso questo momento di memoria e impegno civile, gli organizzatori intendono ribadire che chiedere verità per Giulio Regeni significa affermare che nessuno – studente, lavoratore o attivista – dovrebbe essere lasciato senza protezione quando opera in contesti difficili. L’iniziativa intende anche ricordare al governo italiano che i cittadini non si sono ancora stancati di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, neanche nel Regno Unito. (26/01/2026-ITL/ITNET)
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