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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - VENEZUELA - ISPI H24: "GLI STATI UNITI GUIDERANNO IL VENEZUELA FINO A QUANDO NON SARA' INAUGURATO UN "GOVERNO DI TRANSIZIONE" STABILE E SICURO NEL PAESE"

(2026-01-03)

  “Gli Stati Uniti guideranno il Venezuela fino a quando non sarà instaurato un governo di transizione stabile e sicuro nel paese”. Donald Trump lo ha annunciato al termine di una giornata convulsa, iniziata con una serie di raid militari su Caracas e i tre stati di Miranda, Aragua e La Guaira e culminata con l’arresto e l’esfiltrazione del presidente venezuelano Nicolás Maduro, e della moglie Cilia Flores.
La coppia presidenziale, trasferita negli Stati Uniti, è stata incriminata nel Distretto Meridionale di New York per associazione a delinquere finalizzata al narcoterrorismo, e possesso di armi da guerra e dispositivi distruttivi da utilizzare contro gli Stati Uniti.

Trump lo ha confermato nel corso di una conferenza stampa a Mar-a-Lago, precisando che l’azione che ha condotto alla cattura e deposizione di Maduro è stata “una delle più grandi dimostrazioni di forza degli Stati Uniti mai viste, paragonabile agli attacchi contro Soleimani, Al-Baghdadi o ai siti nucleari iraniani” e che gli Stati Uniti vogliono “la libertà per il popolo venezuelano”. "così la ricostruzione degli avvenimenti nel Daily dell'ISPI, l'Istituto i studi politici Internazionali.

“Non possiamo prenderci rischi, lasciare il Paese in mano a chi non vuole bene al popolo venezuelano”, ha aggiunto poi il presidente, sottolineando che “ci saranno aziende petrolifere statunitensi presenti, che entreranno, spenderan-no milioni di dollari per riparare le infrastrutture petrolifere, creando ricchezza anche per il Paese”.

Poco prima dell’incontro con i giornalisti Trump aveva pubblicato su Truth Social una foto del presidente venezuelano a bordo della USS Iwo Jima, ammanettato e con una maschera sugli occhi.

"La drammatica evoluzione degli eventi delle ultime ore è il culmine di una campagna di pressione durata mesi e iniziata a metà settembre con attacchi militari contro imbarcazioni di presunti trafficanti di droga nel Mar dei Caraibi." spiega l'ISP, che fa presente:

"A seguire, il massiccio dispiegamento di navi da guerra americane al largo delle coste venezuelane – il più consistente nella regione da decenni – aveva già indicato un cambio di passo da parte di Washington. Ufficialmente, l’operazione rientrava nella strategia di contrasto al narcotraffico, ridefinito dall’amministrazione Trump come “minaccia terroristica”.
"In questo quadro - spiega l'ISPI - si inseriscono la direttiva firmata ad agosto, che autorizzava l’uso della forza contro i cartelli della droga, e le operazioni militari nei Caraibi contro imbarcazioni sospette. Attacchi che avevano sollevato non pochi interrogativi giuridici e critiche, anche tra i repubblicani, per l’assenza di un esplicito mandato del Congresso. Con l’arresto di Maduro, però, la sequenza degli eventi appare più chiara: le accuse di narcoterrorismo sembrano aver fornito la cornice formale dell’operazione, ma l’arresto e il trasferimento di Maduro negli Stati Uniti indicano che l’obiettivo principale era politico: forzare un cambio di regime a Caracas."

Ma, chiarisce ISPI, "Le ragioni dell’intervento americano in Venezuela vanno lette su più livelli. Sul piano politico, il governo di Caracas rappresentava da tempo un obiettivo dichiarato dell’amministrazione Trump, che ha sempre inquadrato il chavismo come un avversario strategico e ideologico. Sul piano geopolitico, il Venezuela è diventato un nodo della competi-zione globale: ridurne l’autonomia significa limitare l’influenza di Cina e Russia in America Latina e riaffermare il ruolo degli Stati Uniti nella regione.

A questo si aggiunge la dimensione economica. Le riserve petrolifere venezuelane –le più grandi al mondo – costitui-scono un fattore centrale, sia in termini di sicurezza energetica sia di equilibri di mercato. Non a caso, in un’intervista a Fox News, Trump ha confermato che gli Stati Uniti saranno “fortemente coinvolti” nell’industria petrolifera venezue-lana: “Non possiamo correre il rischio di lasciare che qualcun altro lo gestisca e prenda il controllo di ciò che ha lasciato”, ha detto Trump, che non ha chiarito se in futuro gli Stati Uniti sosterranno la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, che ha ricevuto il premio Nobel per la pace lo scorso anno e lo ha dedicato a Trump."

Colpo al cuore del diritto?
"L’operazione contro il Venezuela apre una frattura senza precedenti nell’ordine internazionale" risponde l'ISPI, che puntualizza: "I raid Usa hanno portato a uno cambio di regime manu militari come non se ne vedevano da decenni nell’emisfero occidentale. Si tratta del primo intervento diretto di Washington per deporre un leader latinoamericano dall’invasione di Panama del 1989, e avviene senza un mandato internazionale né una dichiarazione di guerra.

Di qui "Le reazioni critiche di Cina e Russia erano prevedibili, così come le prese di distanza di alcuni Paesi latinoamericani, primi fra tutti Colombia e Brasile. Alla luce di una giornata convulsa per le sorti del Venezuela e dell’intero continente americano dall’Ue emerge una linea all’insegna della cautela, che segnala le difficoltà dell’Unione Europea nel difendere il principio di legalità internazionale quando entra in collisione con la volontà di Washington.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è limitata ad affermare di stare seguendo da vicino la situazione, aggiungendo che “Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite”, mentre Kaja Kallas, capo della diplomazia europea, ha scritto in un post social: “L’UE ha ripetuta-mente affermato che Maduro è privo di legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati. Chiediamo moderazione”.

Antonella Mori, Head programma America Latina ISPI, ha commentato:

“Trump ha detto che Maduro e sua moglie saranno processati negli Stati Uniti per narcoterrorismo e per aver inondato gli USA di droghe. I prossimi giorni saranno cruciali per sapere se l’uscita violenta di Maduro sarà seguita da una transizione relativamente pacifica con un nuovo governo oppure da una situazione di scontro tra sostenitori e oppositori di Maduro. Il nuovo governo potrebbe essere a guida di Edmundo Gonzales Urrutia, che vinse le elezioni presidenziali di luglio 2024 in base ai dati raccolti dall’opposizione, oppure di transizione verso nuove elezioni presidenziali”. conclude l'ISPI.  (03/01/2026-ITL/ITNET)




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