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ITALIANI ALL'ESTERO - ATTENTATO A BERNARDO LEIGHTON - ON.PORTA (PD-ESTERO /SUD AMERICA): 50 ANNI FA L'ITALIA IN PRIMA LINEA NELLA SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE CNTRO LA FEROCE DITTATURA DI PINOCHET IN CILE

(2025-10-03)

"Cinquanta anni fa l’Italia fu in prima linea nella solidarietà internazionale alla resistenza democratica contro la feroce dittatura di Pinochet in Cile, iniziata due anni prima con il cruento golpe dell’11 settembre del 1973 che costò la vita al Presidente Allende." Lo afferma l'on. Fabio Porta in un editoriale per la rivista in lingua bilingue (italiano e portoghese)  Comunità Italiana (ottobre 2025), edita in Brasile.

L'articolo accompagna le iniziative promosse in occasione del 50° anniversario dell’attentato a Bernardo Leighton e a sua moglie Anita Fresno, e introduce il convegno che si terrà: Lunedì 6 ottobre 2025 alla
Camera dei Deputati al quale interverranno, tra gli altri l'ambasciatore del Cile in Italia Ennio Vivaldi e l'ex Ministro degli Esteri dell'Uruguay Mario Lubetktin 

"Una solidarietà che oggi definiremmo trasversale perché mobilitò organizzazioni e partiti politici sia della maggioranza di governo che dell’opposizione; socialisti, comunisti e la stessa Democrazia Cristiana, perno di tutti i governi italiani del dopoguerra." afferma l'on. Porta, eletto al Parlamento Italiano dagli italiani della Circoscrizione Estero in Sud America.

"Un tragico episodio prosegue Porta -  contribuì in maniera particolare a rendere esplicito questo comune sentire di forze politiche diverse, che in nome dei comuni valori antifascisti alla base della lotta partigiana e della nostra Costituzione si ritrovarono uniti anche nelle piazze a difesa della democrazia cilena.

Il 6 ottobre del 1975 a Roma, presso la sua abitazione in Via Aurelia, alcune pallottole di grosso calibro vennero sparate da due sicari contro l’esponente della Democrazia Cristiana del Cile Bernardo Leighton; i proiettili attraversarono il corpo di Leighton, che rimase ferito gravemente, e si conficcarono su quello della moglie Anita Fresno che non morì ma rimase anch’essa gravemente ferita."

"Il politico cileno - narra Porta - era uno degli esponenti del partito della Democrazia Cristiana che, dopo il colpo di Stato avevano condannato duramente la dittatura di Pinochet; nel 1973, pochi mesi dopo il golpe, venne in Italia su invito del deputato Gilberto Bonalumi. Tenne alcune conferenze denunciando i crimini del regime del suo Paese, che gli costarono il divieto di tornare in patria. Esiliato dal 1974 a Roma, Leighton si aggiunse così ai tanti esuli cileni che si rifugiarono all’estero per continuare la loro lotta per la democrazia e la libertà.

All’indomani dell’attentato fu organizzata a Roma una grande manifestazione unitaria che esprimeva in maniera plateale la vicinanza morale ai due feriti e lo sdegno per gli orrori commessi dalla dittatura di Pinochet; la colonna sonora di quella e di tante altre manifestazioni fu la musica degli “Inti Illimani”, che divennero un simbolo ed una bandiera per tutti coloro che scendevano in piazza per protestare non solo contro il regime di Pinochet ma contro tutte le dittature che in quegli anni terrorizzarono il continente latino-americano."

"La matrice di quell’attentato, ricorda il parlamentare - come fu dimostrato negli anni a venire dai processi e soprattutto dal grande e coraggioso lavoro del magistrato Giovanni Salvi, era chiaramente riconducibile alla destra eversiva fascista; a tenere i rapporti con la DINA (la polizia segreta cilena) era Stefano delle Chiaie mentre a sparare fu Luigi Concutelli, entrambi militanti nelle organizzazioni paramilitari dell’estrema destra italiana.

"Un “filo-nero” che, come dimostrarono diverse inchieste dell’epoca nonché alcuni studi e pubblicazioni più recenti, non si è purtroppo mai spezzato." fa presente il parlamentare.... Ricordare oggi quello che accadde mezzo secolo fa, quindi, non è soltanto un esercizio di memoria ma di democrazia."  (03/10/2025- ITL/ITNET)

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