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ITALIANI NEL MONDO - PRES. PATRONATO INCA PAGLIARO: "GLI ITALIANI ALL'ESTERO ORMAI "CLASSE DIRIGENTE" PAESI DOVE RISIEDONO. TERMINALE CHE OGGI PIU' CHE MAI DOVREBBE ESSERE VALORIZZATO, NON PENALIZZATO". RIFORMA PATRONATI E REFERENDUM
(2025-05-30)
Quale percezione da parte degli italiani all'estero in America Latina circa le difficoltà che il nostro Paese sta affrontando in un periodo storico così complesso come quello che stiamo attraversando ? Lo abbiamo chiesto al Presidente del Patronato INCA CGIL, Michele Pagliaro, di rientro da una serie di incontri in America Latina con le Associazioni di Patronato INCA all'estero ed i connazionali in Cile, Perù, Colombia e Venezuela in cui le comunità italiane e di origine italiana sono diffusamente molto presenti.
PRES.. PAGLIARO: "Gli incontri tenuti in occasione della nostra visita in Cile, Peru', Colombia e Venezuela ci hanno dato la possibilità di percepire una situazione di forte disagio per le ultime scelte del Governo, soprattuto da parte di quelle più lontane, avendo messo in discussione sotto diversi aspetti il legame con il Paese di origine, lasciando un senso di amarezza nelle comunità italiane. Mi riferisco, ad esempio, all'indennità di rimpatrio che, a partire dal 1975, ha rappresentato una sorta di "ristoro" per gli italiani in età lavorativa che decidevano di rientrare in Italia, od ancora tutta la vicenda delle pensioni con i mancati adeguamenti delle pensioni superiori al minimo nei confronti dei non residenti che non avranno così il riconoscimento della perequazione. Ed ancora, per restare sull'attualità, il fatto che gli italiani che decidono di rientrare non hanno nemmeno accesso alle politiche attive. Mi riferisco all'ADI, considerato che il provvedimento prevede una residenza di due anni in Italia negli ultimi cinque anni.
Per non parlare, poi, del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza, convertita in legge n. 74 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23-05-2025), che ha rivisto e rimodulato la legge sulla cittadinanza. Tutte misure che lasciano l'amaro in bocca in una comunità che in molti Paesi è ormai diventata 'classe dirigente' del Paese in cui risiede, ma che rappresenta l'italianità nel mondo. Un terminale che oggi più di ieri dovrebbe essere maggiormente valorizzato e non penalizzato, come sta avvenendo.
Sicuramente l'acquisizione della cittadinanza aveva delle criticità che andavano affrontate, ma così si è passati da un eccesso all'altro perdendo di vista il valore di questa comunità.
Io ho avuto modo di girare questi Paesi - come dicevo poc'anzi - e ho potuto recepire la sensazione che i nostri connazionali hanno nei confronti dell'Italia: quella di essere considerati addirittura come un pericolo, una minaccia per la sicurezza nazionale. Credo che sia un 'eccesso', figlio del tempo che stiamo vivendo, e che mi auguro possa essere in un modo o nell'altro 'rimediato", poiché il valore della italianità non è rappresentato solo dal valore della cittadinanza, ma è anche un valore economico, di promozione della nostra cultura, della nostra sensibilità, della nostra storia e, devo aggiungere, anche delle nostre produzioni, dei nostri usi e costumi. Per tutti questi motivi ritengo che si dovrebbe provare a valutare l'impatto di questa scelta e che si possa tornare in qualche modo indietro, dando valore al sentimento di italianità di persone che hanno non solo nel sangue ma anche nel cervello e nella loro quotidianità".
D.-Sul piano eminentemente burocratico, quali difficoltà ha potuto riscontrare ?
PRES. PAGLIARO: "Andando in giro per il mondo abbiamo l'opportunità di renderci conto che le rappresen-tanze diplomatiche, in particolare i Consolati, vivono situazioni di disagio con il personale ridotto al lumicino. Questo, indubbiamente, alimenta i disservizi che inevitabilmente si ripercuotono sulla vita delle comunità italiane. Personalmente credo, però, che occorrerebbe analizzare sino in fondo i problemi e trovare le giuste soluzioni sapendo che la PA vive delle difficoltà. Noi lo diciamo, da un lato, pensando a questa nostra dimensione che ci vede presenti e protagonisti nel mondo. Dall'altro lato, se considero la condizione delle funzioni pubbliche nel nostro Paese, mi rendo conto che la situazione è messa male. Oggi il perimetro pubblico si riduce sempre di più, in ambiti anche importanti, come, ad esempio, la sanità ridotta al lumicino. Pertanto, occorrerebbe guardare alla realtà e cercare, situazione per situazione, una giusta misura e condizione."
D. Sul fronte dell'immigrazione regolare, invece, sembra vi sia una maggiore apertura per quanto riguarda i cosiddetti talenti provenienti da Paesi stranieri...
PRES PAGLIARO - " Al di là della situazione nel suo complesso gestita male, penso che occorrerebbe fare un'ampia riflessione alla luce della condizione demografica dell'Italia. Mi riferisco al cosiddetto "inverno demografico", al fatto che molti italiani non sono più disponibili a svolgere molti lavori. E' una verità' che fa male, me ne rendo conto, ma dovremmo cominciare a considerarla. Penso, per esempio, ai lavori di cura, ai lavori faticosi come quello dei trasporti o del mondo dell'agricoltura. L'idea dei "centri di acco-glienza" in Albania di certo non sta funzionando, oltre a rappresentare un costo ed un dispendio di energie rispetto ad una soluzione che sicuramente e necessariamente dovrà essere diversa. Dovrà essere ripresa in considerazione l'idea dei canali di immigrazione legali e si dovrà anche sviluppare una capacita' di integrazione - e faccio riferimento sia alle politiche italiane che alle politiche europee.
Oggi - prosegue il Presidente dell'INCA -non possiamo immaginare un'Europa chiusa, con i dazi ed i muri, perchè saremmo fuori dal mondo e dalla realtà. E su questo punto, mi riferisco ad uno dei 5 referendum che riguarda i cittadini stranieri che vivono regolarmente in Italia, che regolarmente lavorano, pagano le tasse... Ebbene, credo che una buona integrazione possa passare attraverso la riduzione dei tempi di accesso alla cittadinanza da 10 a 5 anni, votando si a questo referendum per un Paese che sia all'insegna dell'accoglienza e dell'integrazione, condizione essenziale del vivere civile in una comunità veramente di tutti."
D.-Come Presidente pro tempore del C.E.P. A. ( raggruppamento patronati : ACLI; INAS CIDL; INCA CGIL e ITAL UIL) in una precedente intervista aveva preannunciato una possibile, futura, collaborazione fra i Patronati del CEPA e la governance delle Amministrazioni regionali e dei Comuni. A che punto sono queste due iniziative ?
PRES: PAGLIARO: "Come C.E.PA stiamo provando a ragionare con le rappresentanze di queste due entità amministrative su un'idea molto approfondita alla luce dell'impegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di rivedere e aggiornare la normativa che regolamenta i patronati. Per cui come rete dei Patronati del C.E.PA ci stiamo confrontando con Comuni e Regioni.
A questo proposito, vorrei però porre all'attenzione alcuni dati riguardanti la 'rete' dei Patronati. Recen-temente, l'INPS ha diffuso una serie di dati che hanno a che fare con la rete di tutti gli intermediari. Noi del C.E.PA, nei quasi 8.000 comuni italiani, siamo presenti con oltre 9.200 sedi, ovvero sedi censite dal Ministero, senza contare le appartenenze. Sulle pratiche dell'INPS, che in un anno assommano a circa 19 milioni, il 54,1% di queste pratiche viene patrocinato da tutti e 24 Patronati. Il raggruppamento del CEPA - ACLI, INAS CISL, INCA CGIL e ITAL UIL rappresenta il 50% dell'attività patrocinata in Italia.
Questa 'rete' vuol mettersi a disposizione della collettività e, quindi, pensiamo che ci possa essere una relazione forte con i Comuni e con le Regioni. Per cui abbiamo avuto alcuni incontri con l'ANCI e con la Conferenza delle Regioni per una possibile collaborazione, anche in via sperimentale. Tutto ciò va fatto di pari passo, naturalmente, con il processo di riforma e di riorganizzazione dei Patronati, e se il Ministero del Lavoro ha l'idea di concorrere a questo progetto di respiro profondo e di un esteso raggio d'azione."
D.-Una domanda semplice ma al tempo stesso corposa per le numerose tematiche che potrebbe porre al centro dell'attenzione: "cosa c'è, cosa intravede dietro l'angolo, nel futuro dei patronati ?"
"Noi siamo impegnati quotidianamente in un lavoro di supporto e di tutela che ci offre l'opportunità di conoscere quali sono le difficoltà del nostro Paese e delle persone che lo abitano. A questo proposito recentemente abbiamo chiuso le statistiche del 2024 e l'INCA si conferma ancora una volta, dopo 80 anni, il primo Patronato del Paese e abbiamo delle performance importanti sia nei confronti dell'INPS che dell'INAIL. Ad esempio il 19, 44% dell'attività INPS è prodotta e patrocinata dall'INCA e del 25,10% nei confronti dell'INAIL.
Lei mi dirà, allora va tutto bene ? Le rispondo: Non è così ! Noi pensiamo sia indispensabile la riforma dei Patronati, preannunciata da questo Governo sin dal I° giorno, ma, a distanza ormai di qualche anno, facciamo fatica a vederne la realizzazione. Ci sono stati dei dibattiti in merito, c'è in lavorazione un decreto, sempre rinviato, che dovrebbe intervenire, poi però registriamo anche tanta disattenzione soprattutto discapito dei cittadini.
D.- Presidente, questi sono gli ultimi giorni per la partecipazione dei cittadini italiani all'estero ai Referendum ed il lavoro e oggetto di piu' quesiti referendari...
PRES. PAGLIARO: " Il voto dei cittadini all'estero deve arrivare entro il 5 giugno ed approfitto di questa circostanza per ribadire l'importanza e la necessità, intanto della partecipazione , e poi invito a votare per il si ai quesiti referendari Ne spiego le motivazioni: I quesiti provano ad invertire una tendenza sul mondo del lavoro partendo da un assunto : il lavoro negli ultimi decenni è stato mercificato venendo meno diritti e tutele a danno del lavoratori e della loro dignità. Ecco perchè interveniamo con i quesiti referendari su aspetti significativi: penso alla responsabilità' del committente negli appalti quando c'è un infortunio sul lavoro. Lo dico perchè gli infortuni rappresentano un elemento molto critico nel nostro paese. Ogni giorno tre persone muoiono di lavoro ed estendere la responsabilità in caso di infortunio anche alle impresa committente - in un Paese dove gli appalti a cascata sono diventati una prassi - credo che sia un elemento importante. Così come di fronte a licenziamenti illegittimi non ci sono indennizzi che possano ripagare il lavoro perduto ed il licenziamento subito. Quindi cancelliamo queste modalità sia delle aziende con più di 15 dipendenti, sia delle imprese che hanno meno di 15 dipendenti. E poi proviamo a chiedere l'intervento e la definizione delle causali nei contratti a termine. Quindi, la nostra è una battaglia di dignità del lavoratore. Una battaglia che vuol restituire centralità al lavoro: un lavoro piu' sicuro, più stabile e che deve diventare ad essere quello che si aspettano le persone in una società basata su una Costituzione in cui il lavoro è elemento centrale nella vita del Paese. L'8 ed il 9 giugno, andiamo a votare ! ." e' l'invito del Presidente del Patronato INCA CGIL MICHELE PAGLIARO. (30/05/2025- ITL/ITNET)
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