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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - 60° IAI- AMB. VALENSISE (PRES.IAI):"GRAZIE A PASSIONE E VOLONTA' DI ALTIERO SPINELLI NACQUE LO IAI...NEGLI ANNI E' RIMASTO FEDELE AGLI IDEALI ORIGINARI MA HA ALLARGATO IL CAMPO D'AZIONE"
(2025-05-22)
"60° IAI: fu nel 1965 che grazie alla passione e alla volontà di Altiero Spinelli che nacque lo IAI, centro di ricerca indipendente impegnato a favore dell'integrazione europea e della cooperazione transatlantica" lo ha ricordato l'Ambasciatore Michele Valensise nel ringraziare il Presidente della Repubblica Mattarella per l'udienza al Quirinale della delegazione dell'Istituto Affari Internazionali nel 60° della fondazione.
"Negli anni lo IAI - ha proseguito il Presidente del Centro di Ricerca - è rimasto fedele agli ideali originari ma ha allargato il suo campo d'azione accompagnando l'emergere di nuove e incalzanti priorità. Ha approfondito i rapporti con il Mediterraneo e Medio Oriente di interesse strategico per l'Italia e per l'Europa la collaborazione con l'Africa, continente dalle sfide epocali e delle grandi potenzialità le sinergie; con l'Asia con la sua crescita impressionante e il peso sempre più considerevole negli equilibri mondiali e con l'America Latina, l'estremo Occidente a noi così vicino per le radici comuni e le tante affinità. Siamo consapevoli di dover rafforzare l'intelaiatura multilaterale della convivenza tra popoli e stati oggi messa a dura prova da egoismi e radicalismi da nazionalismi e revisionismi. La condivisione di regole fondamentali e il riconoscimento di responsabilità globali dovrebbero essere un postulato della vita internazionale servono a favorire risposte comuni a sfide comuni come la sicurezza il clima la crescita lo sviluppo sostenibile. Invece viviamo in una congiuntura confusa, pericolosa che è difficile contenere e ancor più complicato superare. Non sorprendono il disorientamento e la preoccupazione in specie dei più giovani.
L'aspirazione ad un nuovo ordine internazionale sinora indefinito è al centro delle analisi dello IAI. L'obiettivo di disegnare un multilateralismo efficace non può essere illusorio. Restiamo convinti che scambi e dialogo possano contribuire a una valutazione più ponderata degli interessi a creare maggiore capacità di ascolto nei confronti di nuovi protagonisti sulla scena internazionale.
Oltre alla competenza dei nostri ricercatori ci è di aiuto la fitta rete di connessioni che abbiamo in Europa e nel mondo. L'abbiamo costruita negli anni con istituzioni, centri di ricerca, responsabili politici economici diplomatici europei e internazionali l'analisi e la ricerca si muovono entro uno spazio circoscritto.
Tuttavia, abbiamo l'opportunità di offrire spunti di riflessione anche ai decisori politici che ci onorano della loro attenzione. Da qui l'interazione con Parlamento, Governo, forze politiche di maggioranza, di opposi- opposizione oltre che con imprese, istituzioni accademiche, organizzazioni non governative.
Ecco, in sintesi questa è la tela di fondo dell'azione dell'Istituto Affari Internazionali e delle sue iniziative non solo per gli addetti ai lavori. Se in passato in Italia ci si è spesso lamentati della scarsa attenzione per le vicende internazionali, oggi gli sviluppi mondiali hanno un peso ben più rilevante. E' una buona notizia per chi lavora su quella materia. Certamente è effetto delle tecnologie di un mondo sempre più connesso ma soprattutto è merito di una diffusa consapevolezza di quanto il nostro tempo sia segnato da interdipendenze in buona misura inevitabili perché fisiologiche nell'attuale fase dalle conquiste scientifiche alle filiere di approvvigionamento dalle esigenze di sicurezza allo sviluppo sostenibile.
Tutto dovrebbe spingere verso una concertazione trasparente tra gli Stati. Tutto dovrebbe sollecitare una governance capace di conciliare istanze diverse in un quadro complessivo scongiurando il rischio di esasperare le tensioni rinnoviamo così la fiducia nella forza del diritto, rassicurante base di civiltà troppo spesso travolta dall'inaccettabile ricorso alla legge del più forte. La sciagurata aggressione russa contro l'Ucraina è lì a ricordarcelo. Né dimentichiamo il conflitto israelo-palestinese la cui possibile soluzione ha ancora troppi nemici.
Per convinzione mobilitiamo ogni energia per portare il nostro piccolo contributo alla costruzione di ponti al contrario diffidiamo dei muri. A volte lo studio induce a qualche visione ideale confinata sul terreno teorico le relazioni internazionali e la politica estera per loro stessa natura si possono prestare a inseguire soluzioni irrealizzabili. Ne siamo coscienti ! In ogni caso non vorremmo archiviare come irrealistica un'idea semplice: quella di un'unità di intenti nello spettro politico italiano sulle linee maestre della politica estera del nostro paese e al di là della necessaria dialettica democratica una convergenza di fondo delle nostre forze politiche sulle priorità di politica estera si tradurrebbe in un'accresciuta credibilità per l'Italia e per la capacità di di irradiazione dei suoi interessi.
L'anniversario dello IAI è un'occasione per tracciare un bilancio e pensare a nuove iniziative per i prossi-mi mesi. Abbiamo previsto tra gli altri, tra i tanti altri, due eventi uno è la presentazione di una antologia di alcuni passaggi importanti nella politica estera italiana. Sono momenti che l'Istituto ha accompagnato con il contributo dei suoi responsabili. Un riepilogo di come la piccola storia dello IAI si sia intrecciata con la storia con la S maiuscola.
L'altro evento è un incontro tra giovani ricercatori che dopo un periodo all'istituto hanno proseguito con successo la carriera professionale in enti imprese università. Racconteranno loro ai più giovani, ai più giovani che si affacciano ora sul mondo del lavoro, le opportunità aperte dallo studio delle relazioni internazionali.
Il nostro pensiero - ha sottolineato il Pres. Valensise - corre spesso alle generazioni più giovani. Sono il nostro futuro, saranno loro a dover garantire pace libertà e progresso senza darli per scontati e l'Istituto Affari Internazionali è molto confortato dai suoi puntuali rigorosi moniti a favore di quei valori da coltivare con cura e da tutelare con fermezza e guardando avanti come è bene fare ai compleanni.
Infine, "Oggi ribadiamo l'impegno a ispirare il nostro operato a quel patrimonio morale così prezioso così attuale così necessario pace libertà e progresso". ha concluso l'Am. Valensise. (22/05/2025-ITL/ITNET)
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