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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - "L'EUROPA ED IL NUOVO ORDINE GLOBALE EMERGENTE" - ON.PORTA (ESTERO):"LA CAPACITA' DI FARE SISTEMA VERA RISPOSTA EUROPEA ALLA FRAMMENTAZIONE POLITICA GLOBALE"
(2025-05-21)
"Un libro denso di contenuti " così l'on. Fabio Porta ha definito "l'Europa ed il nuovo ordine globale emergente" realizzato dal Diplomatic Council, presentando l'iniziativa editoriale che giunge in un momento di grande cambiamento della geopolitica globale, in cui l'Europa stenta, talvolta, a fronteggiare le mire - pur sempre - espansionistiche, tanto quanto drammatiche e crudeli, delle grandi potenze mondiale. Un'Europa che ha vissuto nella certezza di un'era di pace e di democrazia garantita, obbligata a cambiare in corsa le regole del gioco per non essere soffocata. A soccorrerla, indicando le vie possibili, la voce di 21 fra imprenditori, politici, esponenti del mondo sociale ai massimi livelli, che avanzano nel volume proposte ricche di contenuti per affrontare le sfide che pesano "in un mondo sempre più multipolare segnato da crisi ambientali, transizione energetica, rivoluzione digitale e soprattutto in una competizione rinnovata e crescente tra le grandi potenze.".
"Questo testo - ha proseguito il deputato Porta - non si limita a esplorare le strategie di innovazione e sostenibilità industriale ma si interroga in profondità sul ruolo geopolitico dell'Europa, sulle sue prospettive come attore globale e uno dei temi centrali del libro è proprio il tentativo dell'Europa di coniugare competitività economica e leadership nella sostenibilità ambientale. Temi sui quali ci siamo soffermati più volte qui alla Camera anche in questa sala stampa . I prestigiosi autorevoli autori che hanno lavorato a questo volume illustrano come attraverso la promozione di filiere produttive circolari la digitalizzazione delle catene del valore e l'adozione di standard ambientali avanzati l'Unione Europea cerchi di differenziarsi dai modelli statunitensi cinesi proprio perché abbiamo un modello originale un modello europeo che può unire innovazioni e trasparenza ma anche soprattutto responsabilità sociale.
Vengono presentati nel volume casi concreti, la costruzione di supermercati riciclabili in Germania i materiali di scarto per nuovi prodotti industriali, la creazione di torri eoliche in legno... tutti esempi che dimostrano la capacità europea di guidare la transizione ecologica anche come leva di un soft power internazionale Queste scelte non solo riducono le emissioni di CO2 ma rafforzano proprio la posizione politica direi dell'Europa sul clima nella definizione degli standard internazionali E forse l'aspetto più innovativo di questo libro è proprio questo: l'analisi del rapporto tra sostenibilità e politica estera.
I vari autori che hanno che hanno scritto il libro sottolineano proprio come la transizione verde, la sicurezza delle risorse, in particolare l'acqua, ovviamente la digitalizzazione , siano ormai questioni geopolitiche di primaria importanza come l'accesso alle risorse idriche le infrastrutture idriche ed anche la resilienza ai cambiamenti climatici siano visti come elementi centrali della sicurezza collettiva europea e della sua capacità di influenzare le dinamiche globali. Questo volume insomma evidenzia come l'Europa l'Unione Europea attraverso la sua diplomazia climatica cerchi di rafforzare alleanze con altri attori globali promuovendo accordi multilaterali e cooperazione tecnologica Un'Europa consapevole della propria vulnerabilità energetica delle disparità interne ad esempio tra nord e sud puntando su innovazione e cooperazione per rafforzare la propria autonomia strategica e la sua voce nei grandi tavoli internazionali
Il testo, inoltre, sottolinea che la forza dell'Europa risiede proprio nella sua capacità di fare rete tra gli Stati membri tra il sistema pubblico e il sistema privato e tra il mondo della ricerca e il mondo dell'industria. Quindi un'Unione Europea descritta come un laboratorio, un vero e proprio laboratorio di governance a vari livelli, capace di affrontare le sfide della globalizzazione attraverso strumenti come il Green Deal la digitalizzazione delle filiere produttive, la promozione di standard comuni, e la diplomazia scientifica, una capacità di fare sistema che forse è la vera risposta europea alla frammentazione politica globale ed anche un modello di riferimento per altre regioni del mondo. Un'Europa, infine, che pur tra mille difficoltà cerca di mantenere un ruolo di potenza normativa capace di influenzare le regole del gioco globale più attraverso la persuasione, l'esempio, che con la forza.
Voglio ricordare, poi in particolare, il capitolo dedicato alla "battaglia per l'acqua", che è considerata ormai una delle grandi, se non la più grande sfida geopolitiche del XX secolo. E il libro mette proprio in luce la disparità tra il Nord e il Sud America e il Sud Europa nella disponibilità di risorse idriche. Ne sappiamo qualcosa noi italiani delle vulnerabilità delle infrastrutture, la necessità di innovazione tecnologica e cooperazione per garantire la sicurezza idrica . L'acqua viene presentata come una questione non solo ambientale, ripeto, ma di stabilità politica di sicurezza internazionale aggiungerei con forti implicazioni nei rapporti con i paesi extraeuropei e nei contesti di crisi.
Il volume approfondisce, inoltre, anche il ruolo dell'Europa come fattore di diplomazia scientifica ma anche di diplomazia economica: un'Europa capace di esportare modelli di sostenibilità di innovazione attraverso investimenti partenariati, cooperazione allo sviluppo, la promozione di tecnologie verdi, la digitalizzazione, la formazione di nuove competenze sono strumenti attraverso cui l'Unione Europea cerca di rafforzare la propria influenza globale sostenendo la transizione ecologica anche nei paesi partner e contribuendo alla stabilità delle regioni vicine.
Concludendo l'Europa e il nuovo ordine globale emergente offrono una panoramica aggiornata e multidisciplinare sulle strategie dell'Unione Europea per affrontare le grandi transizioni del nostro tempo .
In sintesi: questo libro mostra un'Europa consapevole proprie fragilità ma altrettanto determinata nel rafforzare la propria autonomia strategica a promuovere un modello di sviluppo sostenibile e a mantenere un ruolo di protagonista, necessariamente di protagonista, nei nuovi equilibri globali. La sfida quindi, secondo gli autori, sarà quella di continuare a innovare e cooperare , rafforzando la coesione interna e la capacità di parlare con una sola voce nei consessi internazionali. È soltanto così che l'Europa potrà davvero tornare ad essere protagonista di questo nuovo ordine globale. il nuovo ordine globale emergente al quale il titolo fa riferimento. " ha concluso il parlamentare eletto dalla Circoscrizione Estero, Fabio Porta.(21/05/2025-ITL/ITNET)
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