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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - PRES. PATRONATO INCA PAGLIARO: "BILANCIO DI UN 2024 CRITICO PER CONDIZIONI SOCIALI PERSONE IN ITALIA ED IN EUROPA. AUSPICIO 2025 SI POSSA DETERMINARE SCENARIO PIU' ATTENTO A FRAGILITA' PAESE"

(2024-12-24)

E' tempo di bilanci a chiusura di un anno "intenso" sotto diversi profili per un paese come l'Italia che continua a risentire in alcuni ambiti ed aree territoriali di criticità di lunga data, mai del tutto sradicate, a cui si sono assommati gli effetti pervasivi prima della pandemia, poi, degli eventi bellici, imprevedibil-mente abbattutisi su un'Europa fondamentalmente impreparata ad un'economia di guerra alla luce delle scelte operate in decenni di  convinta convivenza. Ma è anche tempo di bilanci di previsione sulla base di nuove prospettive che, proprio l'esperienza del recente passato, potrebbe aver determinato per il prossimo 2025.

Per il Presidente del Patronato INCA CGIL, Michele Pagliaro, e coordinatore "pro tempore" dei Patronati del CEPA (raggruppamento Patronati Acli, INAS CISL, INCA CGIL ed ITAL UIL) per il 2025  "Sicuramente siamo di fronte a un anno, 2024, piuttosto intenso sotto il profilo strettamente legato alla nostra attività di tutela individuale che mette sempre al centro le persone, i loro bisogni, le loro necessità, sia in Italia che nel resto del mondo."
"Sul piano più generale e politico, sicuramente ricorderemo il 2024 per le guerre sempre più numerose e sempre più vicine. E sotto questo aspetto ritengo, in particolare, che  l'Europa dovrebbe riflettere ulterior- mente.
Dal nostro Osservatorio sulle condizioni sociali delle persone emerge un punto di vista critico nei confronti del governo italiano, ma anche di gran parte dei governi europei. Il nostro è un giudizio che naturalmente tiene conto delle scelte messe in campo. Scelte che oggi, sebbene lontane dalla cosiddetta "austerity", sono, però, influenzate da quella che possiamo definire un'"economia di guerra".

Quindi, per rispondere all'elemento più preoccupante che scaturisce dalla sua domanda,  ritengo che il tema della pace dovrebbe diventare elemento fondamentale della strategia politica dell'Europa. E che sicuramente la pace non può essere raggiunta se si continuano ad inviare armi ed a finanziare la guerra."
Dunque, l'auspicio per il 2025 è che si possa determinare uno scenario nuovo. Si possa far prevalere la ragione ed aprire un dialogo attraverso le diplomazie europee, consci che la pace sia  una priorità a tutti i livelli non solo in Europa ma, anche, nel resto del mondo.  Naturalmente, siamo come tutti in attesa degli sviluppi politici della presidenza Trump. Sicuramente c'è molta apprensione !.

Se poi guardo anche alle scelte politiche compiute dal nostro governo mi rendo conto che c'è ancora tanta strada da fare".

Quanto alla piu' stretta attualità italiana, il Presidente del Patronato INCA ha dichiarato "Stiamo osservando la legge di stabilità che prende forma: ma siamo di fronte a scelte politiche che non mettono al centro le fragilità di questo Paese e non si occupano della povertà; non affrontano il disagio che attraversa anche servizi importanti: penso alla sanità, al tema delle pensioni, scomparso dall'agenda politica. Eravamo  speranzosi di una riforma drastica e radicale della Fornero, oggi verifichiamo che probabilmente le condizioni stabilite dalla Fornero saranno peggiorate  con l'andata a regime della riforma che dal 2036 avrà ripercussione sugli importi delle nuove pensioni decisamente negative perché il tasso di sostituzione si può dire che arriverà a toccare quota 50%. E da questo ovviamente ne discende il fatto che siamo di fronte ad una condizione in cui i primi soggetti a rischio di povertà sono proprio i pensionati, in particolare i neo pensionati.  Ebbene,  credo che questo non faccia onore ad un'Italia che deve tanto al lavoro di una generazione che ha costruito  il Paese e che oggi vive con livelli di servizi non soddisfacenti ed una situazione via via ancora più complessa, determinata dall'invecchiamento progressivo della popolazione,  da criticità legate alla denatalità, alla fuga di 130/140.000 cittadini italiani che ogni anno lasciano il Paese, a tutto quello che si determina nell'ambito delle cosiddette transizioni - digitale, ambientale e demografica". 

Ed ancora “Dal nostro punto di vista, riteniamo che probabilmente ci sia un deficit di visione politica che ci ha indotto  a dissentire in questo 2024 rispetto alle scelte di politica economica di questo governo. Naturalmente in questo non siamo  i soli, c'è un lavoro importante fatto dalla Cgil, ma anche da altre organizzazioni sindacali come la Uil, e dal mondo dell'associazionismo che si è unito in questi mesi nel portare avanti una battaglia di merito.

Spesso veniamo rimproverati di essere un organo politico, di contrapposizione politica, però io credo che tutto quello che abbiamo messo in campo durante questo 2024 sia figlio di una condizione che ci ha portato a dire la nostra, a condividere con lavoratrici e lavoratori, pensionati e pensionate, giovani ed, in generale, cittadini. Momenti di mobilitazione ma anche di proposta" ha tenuto a sottolineare il Presidente del Patronato INCA. 

Pagliaro ha, quindi, ricordato "Il 2024 è stato un anno importante dal punto di vista propositivo, perché abbiamo promosso ben 4 referendum sul lavoro, che resta la prima criticità di questo Paese. Oggi ci accorgiamo anche di quanto carente sia stata l'assenza di una politica industriale con una visione di prospettiva. Abbiamo, inoltre, portato avanti una battaglia a tutta quella che era l'dea dell'autonomia differenziata. Altri soggetti insieme a noi hanno promosso il referendum sulla cittadinanza. Sicchè, probabilmente il 2025 sarà l'anno in cui questi referendum vedranno la luce e noi, ovviamente accanto al lavoro quotidiano di tutela individuale, di tutela collettiva, saremo lì a cercare di cambiare le cose,  attraverso una battaglia politica legittima, democratica.
Questi sono i veri nodi che abbiamo di fronte in un Paese - ricordiamolo - importante per l'Europa, in cui  bisognerebbe avere una visione complessiva delle questioni, che parta prevalentemente dai bisogni delle persone, rendendo l'Europa sociale più evidente di quella commerciale o di quella impegnata in una guerra infinita che sta presentando un conto salatissimo in termini di vittime e contraddizioni." ha fatto presente il Presidente del Patronato INCA.

D. Presidente Pagliaro- "Il Vice Presidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale e di coesione, lo sviluppo regionale, le città e le riforme, l'italiano Raffaele Fitto, ha anticipato che il suo impegno avrà una forte impronta sociale, dedicata all'inclusione, al lavoro di qualità, all'offerta di condizioni di vita e di lavoro rivolte, in particolare, ai giovani, arrestando la perdita di talenti e risorse umane....

PAGLIARO “Noi auspichiamo che le dichiarazioni del Vice Presidente Fitto possano diventare foriere di una condizione sociale dell'Europa effettiva, reale e concreta, poi auspichiamo però  che nel nostro Paese la politica prenda atto delle condizioni di disagio assai diffuse.
Per quanto ci riguarda, ovviamente affronteremo il 2025 con la stessa grinta di sempre,  con l'idea di lavorare in maniera compiuta sulla tutela individuale, cercando di sviluppare ulteriormente  il lavoro della tutela complessa dei diritti inespressi. Quindi, cercheremo, come abbiamo sempre fatto, di estendere le tutele anche ricorrendo talvolta al contenzioso per fare in modo che ci sia una protezione sociale che, purtroppo, l'austerità prima e le condizioni di bilancio oggi mettono sempre più a repentaglio".

D. Quali novità per il Patronato INCA nel 2025 ?

PAGLIARO "Per noi sarà un anno particolare perché nel 2025 è l'anniversario degli 80 anni del Patronato INCA. 80 anni sono un traguardo estremamente importante non solo nella vita di una persona ma lo sono certamente di più nella vita di un'organizzazione, di un istituto che, lo voglio sottolineare, è unico in Italia e nel mondo ed è figlio della nostra Costituzione. Noi svolgiamo, infatti, una funzione di tutela individuale sancita dalla Costituzione stessa che prevede le pari opportunità, l'universalità dei diritti e delle tutele.
In questo contesto l'INCA, nato 80 anni fa per volontà di Giuseppe di Vittorio,  che - oltre ad essere padre nobile della Cgil e del nostro istituto - è stato uno dei padri costituenti,  porterà avanti la sua mission con lo spirito di sempre.

Quando siamo nati, 80 anni fa, questo Paese provava a cancellare gli orrori del nazifascismo ed a guardare avanti ed  aveva esigenze diverse che abbiamo tempestivamente colto. Personalmente, mi piace ricordare che nelle camere del lavoro c'era anche l'INCA a insegnare a leggere e scrivere. Oggi quella mission è radicalmente cambiata. La nostra è una tutela rinnovata e digitale ed in tutti questi anni l'altro elemento che ci piace ricordare ed evidenziare è il fatto che siamo stati fautori anche di un'emancipazione sociale che ha coinciso e coincide con l'emancipazione del Paese. E tengo a  ricordare che il tratto edificante dell'INCA, comune a tutte le INCA nel mondo, è proprio questo.

In Italia, lo possiamo dire a voce alta, abbiamo contribuito a costruire un'emancipazione collettiva, generale, intrecciando la tutela individuale con quella collettiva offerta dalla Cgil e dalle sue categorie nel mondo.  La stessa cosa avviene sostanzialmente nell'ambito delle comunità degli italiani all'estero e non solo..., poiché nel resto del mondo la Cgil non c'è. Ci siamo affidati alle organizzazioni sindacali di riferimento territoriale ed anche lì in qualche modo abbiamo riprodotto quelle condizioni di tutela a tutto tondo che dal nostro punto di vista ancora oggi fanno al differenza..."

D. Presidente, c'è chi afferma, in Italia ma non solo, che piu' che di diritti talvolta dovremmo piuttosto parlare di concessioni …

Pres.PAGLIARO:- "Dal mio punto di vista, la globalizzazione ha riguardato un ambito molto materiale, più finanziario e commerciale, ed un pò oppressivo nei riguardi delle persone, dei cittadini.. Quindi, se oggi siamo tutti contenti quando arriva dopo tre giorni un pacco dall'altro capo del mondo forse dovremmo anche riflettere sul fatto che arrivano anche i barconi con i migranti. Il che significa che la globalizzazione ha favorito un mondo a più velocità e questo credo rappresenti oggi il problema più generale per l’Europa ma anche per il resto del mondo. Poi, quando sento parlare qualcuno che pensa che alzando i muri oppure rimettendo i dazi si possano risolvere i problemi forse dovremmo fermarci tutti e riflettere sugli  squilibri della ricchezza, che crea notevole criticità. Non si tratta solo di una questione limitata a ma di un tema  che  coinvolge tutto il mondo in maniera indistinta. Meno di 100 persone hanno una ricchezza immensa e tutti gli altri no.  C’è uno squilibrio che andrebbe corretto.
Poi è chiaro  che ci troviamo di fronte ad innovazioni tecnologiche sulle quali bisognerebbe riflettere. Tutto il tema dell’intelligenza artificiale, dei big data ecc. sono temi che dovrebbero indurre i governi ad assumere decisioni meditate,  soprattutto, in materia di controllo di queste potenzialità e di queste informazioni perché il fatto che poche personalità ed imprenditori del mondo abbiano a disposizione non solo una ricchezza spropositata, ma anche una quantità di informazioni e di dati che andrebbero trattati in maniera più cauta nell’interesse generale”.  (24/012/2024-ITL/ITNET)

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