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ITALIANI ALL'ESTERO - PROGETTO RADICI - PRES. FEDRIGA (FRIULI VENEZIA GIULIA) A DISCENDENTI CORREGIONALI ALL'ESTERO: IL FRIULI E' UNA REGIONE ATTRATTIVA PER I TALENTI"

(2023-05-22)

"Con il progetto 'Radici' la Regione intende non solo favorire il mantenimento dei legami con il Friuli Venezia Giulia dei discendenti dei nostri emigranti nel mondo ma anche promuovere occasioni di riscoperta delle terre che furono dei padri e dei nonni e stimolare opportunità di collaborazione, se non addirittura di ritorno".
È il concetto espresso dal governatore Massimiliano Fedriga e dall'assessore con delega ai Corregionali all'estero Pierpaolo Roberti nel Salone di rappresentanza della Regione a Trieste nel corso dell'incontro con i partecipanti al progetto 'Radici'. Si tratta di sette giovani provenienti da Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica e Australia.

"Nel secolo scorso ci fu una forte emigrazione verso l'estero - ha ricordato agli ospiti Fedriga - mentre ora si manifesta un percorso inverso, perché il Friuli Venezia Giulia è una regione attrattiva per i talenti e lo sarà sempre di più, anche grazie a nuove facilitazioni che introdurremo".
"Accanto alla finalità affettiva e culturale - ha riflettuto Roberti - perché non pensare di lavorare con questo territorio, in base alle proprie professionalità e carriere? Con questo e con altri progetti rivolti ai discendenti dei corregionali teniamo aperte strade che potranno portare anche benefiche ricadute di carattere economico".

"Chissà che in loro, dopo questa visita, non si accenda una scintilla, quella che tra qualche anno li farà ritornare in Friuli Venezia Giulia per lavorare, farsi una famiglia e ricreare quel legame che è stato dei loro nonni o bisnonni che qui sono nati, ma poi sono dovuti partire per cercare migliori opportunità di vita".
Con questo auspicio, anche il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha aperto le porte ai 7 giovani, 6 dei quali discendenti di giuliani e istriani, uno di friulani, tutti migrati oltre oceano e oggi ancora legati alla terra di origine grazie all'Associazione giuliani nel mondo (Agm) e all'Ente regionale Acli problemi lavoratori emigrati (Eraple).

Il compito, per l'occasione, di rappresentare i due organi è andato a Dario Locchi, presidente onorario di Agm, che ha spiegato il progetto "Alla scoperta delle proprie radici" a Bordin parlando di stage formativo-culturale in Fvg dal 22 al 27 maggio, secondo una scaletta che prevede incontri istituzionali con le massime cariche regionali ma anche comunali di Trieste e Gorizia, oltre che un approccio alle bellezze storico-culturali del territorio.

"Il fatto che ormai si parli della terza generazione di nostri corregionali all'estero - ha evidenziato Locchi - fa sì che
questi ragazzi parlino sempre meno l'italiano e conoscano sempre meno la nostra regione, se non attraverso i ricordi degli avi, ma noi confidiamo di poter essere per loro quel piccolo seme magari che un giorno germoglierà e si trasformerà in una pianta che riavrà le sue radici proprio qui, dove tutto ebbe inizio".

Locchi non ha mancato di accennare al presidente Bordin dei problemi che le associazioni incontrano nel riuscire a stanziare i fondi regionali destinati ai loro circoli all'estero, cosa di cui ha parlato anche con l'assessore competente, Pierpaolo Roberti, e ha auspicato che l'Aula consiliare possa tornare ad ospitare l'annuale Giornata dei corregionali all'estero in una seduta speciale a loro dedicata.

Da parte sua, il presidente si è mostrato molto sensibile alla questione e ha sottolineato "la duplice importanza delle attività degli enti punto di riferimento dei nostri migranti e non da meno dei loro discendenti: se da un lato, infatti, sono utili sia per continuare a mantenere vivi sia per diffondere all'estero valori e tradizioni del Fvg, dall'altro sono un ponte sicuro di collegamento tra i ragazzi che cercano un lavoro e sperano di trovarlo magari proprio da noi".

"Abbiamo bisogno di nuove leve - ha spiegato ancora Bordin -, perché il tasso di denatalità è in crescita un po' ovunque in Italia e uno dei mezzi con cui fermarlo è puntare sui giovani, offrendo loro servizi e la certezza di una vita stabile e soddisfacente. E la nostra Regione sta lavorando in questa direzione".(22/05/2023-ITL/ITNET)


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