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FORMAZIONE ITALIANA NEL MONDO - ATENEO ROMA TRE - GIORNATA INTERNAZIONALE DEDICATA A MARIO LEO PEDAGOGISTA ITALIANO DI VALORE INTERNAZIONALE PER RINNOVAMENTO SCUOLA ITALIANA ED EUROPEA

(2022-11-22)

  Si è svolto oggi a Roma un incontro accademico di impronta internazionale “C’è speranza se questo accadde al Vho. Mario Lodi a cento anni dalla nascita”.  16 esperti hanno dialogato alternandosi in tavoli di discussione differenti,
ma con al centro l’attualità di Mario Lodi, maestro di cui quest’anno ricorrono i 100 anni dalla nascita. Un compleanno festeggiato con questo importante appuntamento, il cui valore scientifico è stato suggellato dalla Medaglia del Presidente della Repubblica

L’appuntamento ospitato dall’Università degli Studi Roma Tre - Dipartimento Scienze della Formazione, in coincidenza con il trentennale della sua fondazione, ha visto studiosi ed esperti nazionali e internazionali, attenti all’attualità dell’azione educativa di Mario Lodi e del segno da lui impresso sulla vita intellettuale e culturale italiana del secondo Novecento, hanno preso la parola in una intensa giornata di lavori.

La numerosa adesione e partecipazione di pubblico ha visto insegnanti, studenti di scienze pedagogiche, educatori e famiglie partecipare alla eccezionale giornata offerta al mondo della scuola e dell’Università per riflettere su quanto e come l'eredità del lavoro di Mario Lodi sia raccolta in diversi Paesi europei.

Testimonianze emblematiche, dall’alto interesse scientifico e valore internazionale, hanno dato voce al Maestro Mario Lodi in una giornata il cui titolo “C’è speranza se questo ACCADDE al Vho” è una parafrasi del suo celebre libro uscito nel 1963. Una straordinaria fotografia della scuola italiana del secondo dopoguerra e dello spirito di rinnovamento che allora la attraversava. Il piccolo gioco di parole sottolinea l'attualità degli insegnamenti di Mario Lodi che continuano ad apparire come preziose radici per la scuola di oggi. Una scuola che deve affrontare la società complessa e formare cittadini consapevoli, capaci di pensiero critico, aperti alle tante diversità culturali della società di oggi e del prossimo futuro.

Il Capo dello Stato ha destinato al convegno, quale Suo premio di rappresentanza, la Medaglia del Presidente della Repubblica. Un riconoscimento che segna il carattere di alto interesse scientifico di questo appuntamento e la sua natura internazionale, insita nel confronto che coinvolge rappresentanti di spicco del mondo della pedagogia italiana e spagnola. Un ponte interculturale tra persone, valori e progetti che hanno fondato i pilastri della scuola democratica europea.

Massimiliano Fiorucci, Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, ha commentato: «Nella storia della scuola, della pedagogia, dell’educazione e della letteratura per l’infanzia la figura di Mario Lodi rappresenta un momento di svolta in direzione democratica e libertaria. Vero e proprio intellettuale militante con gli strumenti della didattica, Lodi è, ancora oggi, un esempio utile da seguire per le nuove generazioni di insegnanti, non solo di scuola primaria. I suoi scritti, letterari e saggistici, costituiscono infatti un immenso repertorio di riflessioni e spunti orientati alla valorizzazione dell’infanzia come identità inalienabile e della scuola come universo aperto e complesso, plurale e interdisciplinare, creativo e antiautoritario, inclusivo e partecipativo. Oggi l’Università Roma Tre, in coincidenza con il trentennale della sua fondazione, ha celebrato questa figura con un convegno internazionale di alto profilo scientifico, nel quale hanno preso la parola studiosi ed esperti nazionali e internazionali attenti all’attualità dell’azione educativa di Mario Lodi, del suo lavoro, delle sue idee, del segno da lui impresso sulla vita intellettuale e culturale italiana del secondo Novecento».

«Dall’accorato appello di Mario Lodi nella sua Lettera aperta ai giovani maestri, nella introduzione alla nuova edizione de “Il paese sbagliato negli anni 2000” in cui scriveva: “Questo momento storico ha bisogno di maestri nuovi, professionalmente e civilmente preparati che assumano un ruolo propulsivo nel corpo della nostra società”, sono passati più di 20 anni e da “Il paese sbagliato” più di 50». Così ha dichiarato Francesco Tonucci, Presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Mario Lodi, in apertura del suo saluto, e ha aggiunto: «Le leggi sono cambiate, l’Italia ha ratificato con tutti gli altri Paesi del mondo la Convenzione dei diritti dell’Infanzia che all’articolo 29 definisce gli obiettivi dell’educazione, ma la gran parte dei giovani maestri esce da corsi universitari nei quali continuano ad ascoltare le lezioni dei loro insegnanti e a prendere appunti per ripeterli agli esami. Non possono nascere così i nuovi maestri. La loro formazione dovrà essere coerente con gli obiettivi dell’educazione che scegliamo e quelli li abbiamo già scelti e sono lo sviluppo della personalità di ogni alunno e alunna, lo sviluppo delle sue attitudini e capacità in tutta la loro potenzialità. Questo dice l’articolo 29 della Convenzione e questo dicono sostanzialmente le Premesse alle Indicazioni nazionali del 2012, confermate nel 2018, ai Programmi scolastici. Il mio augurio è che nelle nostre Facoltà si riconosca che questa è l’eredità di Mario Lodi, lui faceva scuola esattamente come la Costituzione lo prescrive e come lo avrebbe più precisamente definito la Convenzione dei diritti dell’Infanzia 10 anni dopo che lui era andato in pensione. Che questo Convegno sia anche una solenne assunzione di un impegno nuovo da parte dei Dipartimenti di Scienze della Formazione per modificare radicalmente i programmi di formazione dei futuri insegnanti perché siano insegnanti nuovi. Che questo avvenga senza aspettare nuove leggi e nuove riforme, ma semplicemente rispettando le leggi che oggi abbiamo partendo dalla Costituzione per arrivare alla Convenzione dei diritti dell’Infanzia. Questa è la eredità di Mario Lodi e questo è il mio augurio».

A proposito delle difficoltà che sta attraversando il sistema scolastico, il Presidente dell’Impresa Sociale “Con i Bambini” Marco Rossi-Doria ha voluto sottolineare: «Oltre 80mila ragazzi sono stati bocciati nell’ultimo anno scolastico segnato dalla pandemia. Ognuno di questi ragazzi e ragazze che ha avuto difficoltà, allontanandosi dallo studio e dalla cultura, è stato bocciato dal sistema senza un piano di recupero, pur avendo le risorse del PNRR. Cosa avrebbe detto di questo Mario Lodi? Lui non si è mai limitato a entrare in classe, ma si è interessato al mondo in cui il bambino cresce e impara.
Gli umani imparano dappertutto: la scuola deve esserne consapevole e portare dentro la scuola pubblica ogni tipo di apprendimento, rafforzandolo ulteriormente. Bisogna costruire alleanze educative tra scuola e terzo settore per raggiungere ragazzi e ragazze che si sono allontanati dalla scuola per riportarli sulla via della speranza. La stessa speranza che ha portato anche Mario Lodi nel secondo dopoguerra. Se è accaduto al Vho allora, con molti meno mezzi, perché non può accadere oggi? Perché la povertà educativa non può entrare nell’agenda politica nazionale come la prima cosa di cui occuparsi?»

Alle sue parole fanno eco quelle espresse nel panel pomeridiano da José González Monteagudo, esperto di pedagogia democratica di fama internazionale, che ha evidenziato: «La scrittura dell'esperienza educativa è un tema che merita maggiore attenzione da parte di storici, pedagogisti ed educatori. Lodi è stato un grande scrittore, che ha saputo coniugare in modo armonico e naturale prospettive diverse: l'emozione poetica e sensibile, il dialogo come strategia di comunicazione dell'esperienza e dell'apprendimento, la registrazione meticolosa dell'attività educativa quotidiana, l'importanza dell'infanzia nella scuola e nella società, la cooperazione come strumento centrale e l'impegno civico per una scuola emancipatrice e democratica. In questo senso, Lodi è stato un continuatore di una tradizione pedagogica innovativa e alternativa, attraverso la quale sono passati, tra gli altri, Pestalozzi, Makarenko, Freinet, Milani e Freire. I libri pedagogici di Lodi sono stati in grado di creare e comunicare una narrazione potente, attraente e onesta dell'esperienza vissuta dell'educazione primaria, aiutando migliaia di studenti, insegnanti ed educatori a sentirsi attratti da una pedagogia attiva, partecipativa, inclusiva e creativa».

Le celebrazioni per il Centenario della nascita di Mario Lodi, iniziate lo scorso 17 febbraio, hanno attraversato tutta Italia, con centinaia di iniziative promosse da scuole, associazioni e università in un’incredibile prova di riconoscenza e affetto verso un Maestro che, con il suo esempio e il suo impegno, ha reso migliore la scuola in Italia e all’estero. Presentazioni di libri, convegni, spettacoli teatrali, giornate accademiche, seminari, mostre, ricordi e testimonianze: tutto raccolto e raccontato nel sito dedicato al Centenario di Mario Lodi (www.centenariomariolodi.it/).
Un sito che funge da agorà virtuale in cui trovare e ritrovarsi a raccontare e confrontarsi sul modello di scuola che – mai come in questo tempo di riflettori puntati sul significato di vocaboli quali “istruzione e merito” – ha bisogno di riflessioni e visioni verso una scuola sempre più democratica, inclusiva, aperta e interdisciplinare.

Il prossimo appuntamento da segnare in agenda è la mostra “La scuola di Mario Lodi”, ospitata alla Biblioteca nazionale centrale di Roma dal 1° dicembre 2022 (inaugurazione ore 16.30) al 24 febbraio 2023.

Il convegno è stato organizzato dal Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Mario Lodi, dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e dal Museo della scuola e dell’educazione «Mauro Laeng» dell’Università degli Studi Roma Tre. Il convegno ha potuto contare sulla collaborazione di Casa delle Arti e del Gioco – Mario Lodi, Centro Italiano per la Ricerca Storico-Educativa (CIRSE), Fédération International des Mouvements d’École Moderne (FIMEM), GISCEL, Impresa Sociale “Con i Bambini”, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), Movimento di Cooperazione Educativa (MCE), Società Italiana di Pedagogia (SIPED), Società Italiana per lo studio del Patrimonio Storico-Educativo (SIPSE).

Media Partner Centenario
Le celebrazioni del centenario di Mario Lodi, inoltre, possono contare sulla media partnership di Rai Scuola e ANDERSEN, la rivista e il premio dei libri per ragazzi. Dalla sinergia con Rai Cultura e INDIRE è nata la programmazione di una serie di interviste in onda sui canali Rai a protagonisti del mondo dell’educazione, dell’arte e della cultura che per tutto il 2022 hanno ricordato e ricordano Mario Lodi.

Il Comitato Nazionale e il Comitato Scientifico
Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, il Comitato Nazionale si avvale della consulenza di un Comitato Scientifico, composto da maestri, ex alunni, collaboratori di Mario Lodi ed esperti a livello nazionale e internazionale.
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Si diploma maestro all'Istituto magistrale di Cremona nel 1940. Da studente si ribella alle manifestazioni per la guerra organizzate dai fascisti: da quel "no" verrà la presa di coscienza che lo porterà poi, dopo la fine della seconda guerra mondiale, all'impegno pedagogico per una scuola nuova in una società democratica. Durante la guerra subisce il carcere per motivi politici e nel 1945, dopo la Liberazione, aderisce a Piadena alla sezione del Fronte della gioventù per l'indipendenza nazionale e per la libertà e organizza le prime attività libere: un giornale aperto a tutti, il teatro, le mostre dell'artigianato locale, una scuola professionale gestita con docenti volontari.

Nel 1948 è nominato maestro di ruolo a San Giovanni in Croce, dove scopre le capacità creative dei bambini e la sua incapacità di maestro, formato dall'Istituto magistrale, a svilupparle e organizzarle nel lavoro scolastico con una metodologia coerente. Comincia un periodo di esperienze, incontri, dibattiti, seminari nel Movimento di Cooperazione Educativa, che ogni anno, nel convegno nazionale, si traducevano in una sintesi pedagogica. Nasceva così, con l'introduzione critica nella scuola italiana delle tecniche del pedagogista francese Celestin Freinet, un'impostazione pedagogica nuova e alternativa alla scuola trasmissiva di nozioni: il testo libero, il calcolo vivente, le attività espressive (pittura, teatro, danza, ecc.), la ricerca sul campo, la corrispondenza interscolastica, la stampa a scuola, la scrittura individuale di storie e di veri e propri libri (come Cipì).

Era un'impostazione che, insieme a quella dei bambini, liberava e formava la cultura del maestro. Parallelamente si dedica ad attività extrascolastiche, come la Biblioteca Popolare della Cooperativa di Consumo nella quale introduce la tecnica della stampa e pubblica i Quaderni di Piadena, documenti sulla ricerca sui vari problemi sociali realizzati dagli stessi giovani soci. All'interno della Biblioteca Popolare, nel 1957, si costituisce il Gruppo Padano per la ricerca dei documenti dell'espressività popolare in ogni sua forma tra i quali i canti popolari e i burattini. Il Gruppo Padano parteciperà poi a spettacoli a livello nazionale come Bella Ciao di Crivelli (presentato al festival di Spoleto nel 1967) e Ci ragiono e canto di Dario Fo.

Nel 1956 ottiene il trasferimento alla scuola elementare di Vho, suo paese natale. Qui, in ventidue anni di insegnamento, realizza molti libri: alcuni, scritti insieme ai suoi alunni, di fiabe e racconti (Bandiera, Cipì, La mongolfiera, ecc.), altri che documentano le sue esperienze pedagogiche: C'è speranza se questo accade al Vho (1963), Il paese sbagliato (Premio Viareggio 1971, sezione Opera prima saggistica), Cominciare dal bambino (1977) e La scuola e i diritti del bambino (1983). Nel Pioniere dell'Unità furono pubblicati tre suoi racconti: "Pesce vivo pesce morto, Il lupo della prateria e Lo spaventapasseri," Dal 1970, per dieci anni, dirige il gruppo di ricerca della Biblioteca di Lavoro che produce 127 libretti di letture, guide e documenti.

Da questo periodo diventa il punto di riferimento di tanti maestri di scuola elementare: da tutta Italia gli scrivono, lo invitano a convegni e dibattiti, i giovani insegnanti si ispirano al suo metodo didattico ed educativo. Nel 1978 va in pensione e inizia altre attività nel campo educativo: per tre anni dirige a Piadena la Scuola della creatività nell'ambito di un progetto della Regione in cui i bambini dai 3 ai 14 anni e gli adulti sperimentano le più diverse tecniche creative. Nel 1980, con un'indagine sul territorio nazionale, raccoglie e classifica 5000 fiabe inventate dai bambini, documentando così che la creatività infantile, nonostante l'avvento della televisione, è ancora viva se i bambini si trovano nelle condizioni di esercitarla e svilupparla.

Sulla spinta di questa indagine nasce nel 1983 A&B, un giornale interamente scritto e illustrato dai bambini in quanto cittadini che hanno il diritto costituzionale di esprimersi e di comunicare. Dal 1988 A&B diventa Il giornale dei bambini. Nel 1988, su richiesta di vari Comuni, insieme al gruppo redazionale di A&B riscrive la Costituzione Italiana in forma adatta ai bambini. Nello stesso anno in Piadena costituisce il Gruppo artisti piadenesi, con il fine di valorizzare le capacità creative di giovani e anziani nei vari campi per mezzo di mostre e pubblicazioni.

Con i proventi del premio internazionale LEGO, ricevuto nel 1989, fonda in una cascina a Drizzona, vicino a Piadena, dove Lodi si trasferisce, la Casa delle Arti e del Gioco, della cui cooperativa è presidente: un laboratorio dove si sperimentano, con la guida di esperti, tutti i linguaggi dell'uomo. Nella stessa sede sorge un Centro di Studi e Ricerche sulla cultura del bambino e una Pinacoteca dell'età evolutiva. Nel 1992 viene realizzata, in collaborazione con la Galleria Gottardo di Lugano, la mostra L'arte del bambino, esposta in numerose città, che dimostra quali alti livelli espressivi può raggiungere il linguaggio grafico autonomo.

Dai primi scarabocchi fino alla scoperta dell'astrattismo, le opere raccolte sono documenti della cultura del bambino spesso ignorate o distrutte dagli adulti. Negli anni successivi la Casa delle Arti e del Gioco pubblica 67 libretti di racconti, favole, poesie di bambini elaborati con il computer che esprimono atteggiamenti e sentimenti positivi come la collaborazione, il rispetto per la natura e per l'uomo, la felicità. Una serie è dedicata a racconti e leggende di bambini extracomunitari. Dal 1994 affronta il problema sociale dell'influenza negativa della televisione sui giovani, prima con il romanzo La TV a capotavola e poi con la campagna "Una firma per cambiare la TV" (oltre 550.000 firme raccolte e consegnate, tramite il Ministero della P.I,. al Capo dello Stato).

In seguito alla raccolta di firme nasce il libro Cara TV con te non ci sto più, scritto in collaborazione con il dottor Alberto Pellai e con la psicologa Vera Slepoj. Pubblica con La Casa delle Arti e del Gioco Alberi del mio paese (1992) e Rifiuti. La lezione della natura (1996): due libri guida, scritti in collaborazione con G. Maviglia e A. Pallotti, che sono una sintesi operativa di due corsi e uno strumento per l'educazione ambientale, per promuovere una cultura del comportamento responsabile. Dal 1995, per conto dell'Editoriale Scienza, dirige la collana Laboratorio Minimo che ha edito diversi testi guida per i ragazzi e gli educatori che intendono introdurre nella pratica scolastica l'atteggiamento scientifico. Nel 1998 cura, insieme alla figlia Cosetta, una nuova mostra di pitture di bambini dal titolo Alberi ed il relativo catalogo.

In collegamento alla mostra conduce i laboratori di educazione ambientale per i bambini e per gli operatori scolastici. Uno degli strumenti utilizzati è il libro-bianco Io e la natura (1999), che invita i bambini dai tre anni in su, con la guida di maestri, genitori e nonni, ad osservare direttamente l'ambiente naturale più vicino, conoscere il nome e il comportamento degli esseri viventi e disegnarli sulle pagine bianche del libro. Si vogliono così gettare le fondamenta di una cultura ambientale e aiutare i bambini a staccare lo sguardo passivo dal televisore.

Nel giugno 1999 ha pubblicato I bambini della cascina, premio Penne 1999: è la rievocazione della vita dei bambini e delle loro famiglie in una grande cascina padana, dal 1926 fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nell'ottobre 1999 è stato inaugurato a Cremona il Museo della città sottosopra realizzato dalla Azienda Energetica Municipale e dal Comune di cui Mario Lodi con G. Maviglia ha curato il progetto didattico. Nel giugno 2000 viene nominato dal Ministro della Pubblica Istruzione Tullio De Mauro membro della Commissione ministeriale per il riordino dei cicli scolastici.

Nel maggio del 2001 è stato nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione membro del consiglio di amministrazione dell'INDIRE (ex biblioteca didattico-pedagogica) che si occupa della documentazione di esperienze realizzate nella scuola italiana, di aggiornamento dei docenti, ricerca e valutazione dei progetti.

Nel novembre 2001 comincia l'esperienza dello scambio di scritti autobiografici con bambini. Il 26 febbraio 2002 è pubblicato il libro A TV spenta. Diario del ritorno nel quale sono ripresi i motivi della critica alla televisione iniziata con la petizione Una firma per cambiare la TV (1994). Insieme al giovane ricercatore Yuri Meda ha prodotto una ricerca sul rapporto tra il potere fascista e la stampa per l'infanzia dal titolo Il Corriere dei Piccoli va alla guerra che si propone anche come ricerca sulla formazione dei bambini attraverso i media oggi e che diventerà una mostra.

Nell'ottobre del 2002 esce Il drago del vulcano e altre storie libro di favole per bambini. Nel novembre del 2004 in occasione dell'inaugurazione della galleria di Arte Moderna di Genova viene pubblicato Il castagno favola di Mario Lodi con illustrazioni di Alfredo Gioventù dedicato al dipinto di Antonio Discovolo. Dopo numerose pubblicazioni e collaborazioni prestigiose nel 2004 viene insignito della onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'ordine al Merito della Repubblica, in considerazione delle mete conseguite in campo culturale e pedagogico.

Nel novembre 2005 esce il libro Favole di pace, una raccolta di favole per bambini.

Nel marzo 2006 gli viene assegnato il Premio Unicef 2005 Dalla parte dei bambini "per aver dedicato tutta la sua vita ai diritti dei bambini perché avessero la migliore scuola possibile e per aver realizzato la Casa delle Arti e del Gioco" attraverso la quale promuove e valorizza la formazione degli insegnanti e le potenzialità espressive dei bambini.

In ottobre 2006 esce il libro Il cielo che si muove 15 racconti per adulti e bambini.

Nel novembre 2006, esce il libro Il pensiero di Brio con le illustrazioni di Emanuele Luzzati.

Lodi muore il 2 marzo 2014 nella sua casa di Drizzano.(22/11/2022-ITL/ITNET)

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