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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - BILANCIO 2021 - A COLLOQUIO CON PRES. PATRONATO INCA PAGLIARO: "PROVIAMO AD ESSERE OTTIMISTI SULLA CRESCITA SOCIALE. CONVENZIONE MAECI / PATRONATI BATTUTE FINALI VERSO L'ACCORDO".

(2021-12-24)

  Presidente Pagliaro, com'è consuetudine a conclusione di ogni anno, Le chiedo di tracciare un bilancio  del 2021 sul piano sociale.

" Sicuramente per noi anche il 2021 è stato un altro anno complicato per via della pandemia. E ritengo che il covid abbia offerto un'ulteriore dimostrazione dell'imprescindibile funzione dei Patronati all'interno del welfare italiano e non solo, perchè - come è noto - l'Inca è presente complessivamente in ventisette paesi nel mondo. Ebbene, noi siamo riusciti ad assicurare la più ampia assistenza ai cittadini nell'ottenimento delle prestazioni previdenziali e socioassistenziali sia tradizionali che  introdotte durante la pandemia. La nostra attività è stata incessante, innovativa e direi anche generosa, perchè anche noi abbiamo avuto alcuni casi di operatrici ed operatori colpiti dal covid 19.

Della nostra attività hanno beneficiato i lavoratori, i cittadini, i giovani emigrati  all'estero e non solo. Parlo della pubblica amministrazione, ma senza escludere alcuni ambiti del terzo settore che sul territorio si sono avvalsi della nostra collaborazione.
Noi, in buona sostanza, siamo riusciti a costruire un  lavoro prezioso e straordinario anche perchè abbiamo lavorato in sinergia con il Ministero del lavoro, già fin dall'inizio della pandemia, costruendo una normativa che ha introdotto il mandato di patrocinio telematico. Una modalità che da parte nostra ha richiesto sicuramente uno sforzo organizzativo non indifferente in termini di tecnologia, ma ad oggi possiamo dire che è una norma che ha funzionato perchè ha consentito la lavorazione delle pratiche e più in generale la presa in carico delle persone anche tramite le nuove tecnologie. Sicuramente un elemento innovativo molto importante che ci ha anche consentito di raggiungere e coprire ambiti del territorio nazionale e del resto del mondo che prima non erano coperti dalla nostra attività."

Presidente quali le differenze tra 2021 e 2020 ?

"L'anno scorso sicuramente è stato più difficile perchè  abbiamo dovuto affrontare una situazione del tutto nuova e quindi abbiamo dovuto immaginare da un lato soluzioni innovative per affrontare i problemi e dall'altro pensare a trasformare attraverso modalità inedite il nostro lavoro.
Mentre nel 2021 abbiamo ulteriormente migliorato le nostre condizioni operative, tenendo  conto del fatto che la pandemia ha determinato in termini di welfare anche una serie di innovazioni normative  che hanno provato a dare risposte alle tantissime contraddizioni che si sono aperte nel mondo del lavoro. Mi riferisco ai bonus, in termini di welfare, che hanno richiesto non solo la capacità di mettere in campo modalità organizzative nuove, ma anche una costante formazione a distanza degli operatori, migliorando  senza dubbio le nostre performance, tanto da poter affermare  che siamo all'avanguardia rispetto alla qualità delle prestazioni ed all'utilizzo delle nuove tecnologie.

Tra l'altro, la pandemia ha avviato processi di transizioni e di queste la transizione digitale implica un maggior coinvolgimento del nostro mondo, per cui noi ravvisiamo la necessità di mettere mano alla legge 152 del 2001-la normativa di riferimento del sistema dei Patronati nel nostro Paese - che riteniamo una legge ormai obsoleta, della quale si impone una rivisitazione perchè dobbiamo 'immaginare' oggi anche il ruolo del Patronato di domani."

Quindi, ritenete sarà necessario allargare la gamma delle funzioni del Patronato in questa dimensione futura del Patronato ?

"Noi vogliamo naturalmente aprire una discussione prima di tutto con la politica, allargandola poi anche agli altri soggetti, perchè  l'importanza del ruolo del Patronato nel corso della pandemia è apparso in tutta la sua evidenza, soprattutto perchè istituzioni come l'Inps e l'Inail sono rimaste chiuse. E quindi da parte nostra c'è la volontà di coprire questo vuoto che si è determinato. 
Lo stesso istituto previdenziale nazionale, d'altra parte, a differenza di qualche decennio fa , ha  una forza lavoro ridotta del 50% circa e credo che la tecnologia da sola, se pur importante, necessaria e parte essenziale del prossimo futuro,  non è ad oggi nella condizione di raggiungere tutti i suoi utenti. Oltretutto, nel nostro Paese l'analfabetismo digitale riguarda oltre il 70% dei cittadini.

Inoltre, c'è un aspetto, secondo noi molto importante, quello dei diritti inespressi, per i quali il ruolo prevalentemente consulenziale è essenziale. Un ruolo che gli Istituti di Patronato già esercitano, dovendo tener conto delle situazioni soggettive e delle valutazioni complessive per la tutela dei diritti delle persone, lavoratori e cittadini.
Questo lavoro lo vogliamo codificare e lo vogliamo continuare a fare nel rispetto di quella che è la prerogativa dei Patronati- lo voglio sottolineare- di natura costituzionale perchè la Costituzione del nostro Paese garantisce ad ogni cittadino la tutela a 360° dei diritti."

E spesso il cittadino non è pienamente consapevole....

"In alcuni casi non è consapevole, in altri la tecnologia da sola non è in condizioni di offrire  la migliore condizione. Le faccio un esempio: abbiamo assistito al proliferare dei bonus durante  la fase più acuta della pandemia ed in alcuni casi un bonus precludeva il diritto al reddito di emergenza o viceversa, per cui vi era la necessità di affidarsi  a chi conosceva  la materia per una consulenza finalizzata ad ottenere il massimo della tutela.  Ritengo  che questi aspetti, nell'ambito di una legislazione  purtroppo molto stratificata, caratteristica del nostro Paese,  siano elementi importanti da tenere in considerazione.  E credo che ci sia in quest'ambito uno spazio che il sistema dei Patronati italiano possa occupare in virtù di quella che è la nostra storia, la nostra esperienza e la nostra capacità di dare questo tipo di risposte".

Sul piano internazionale l'attività del Patronato ha avuto riconoscimenti notevoli...
 
"Siamo orgogliosi di questa dimensione che fa dell'Inca il primo Patronato del Paese e il primo Patronato nel mondo perchè comunque siamo presenti in 27 Paesi ed abbiamo alle spalle una tradizione lunghissima, avendo seguito nello scorso secolo i flussi migratori dei nostri connazionali nel mondo, ed avendo deciso di essere presenti anche in alcuni dei Paesi di immigrazione. Siamo in Senegal, in Albania, Romania, Marocco e Tunisia.

Anche l'impegno dell'Inca all'estero è stato importante durante la pandemia e tutt'ora lo è perchè siamo riusciti a dare concrete risposte ai connazionali che avevano bisogno di certezze, anche in altri Paesi d'Europa. Penso al lavoro minuzioso e strategico che abbiamo svolto di concerto con i Consolati, ad esempio per il rientro in Italia di molti dei nostri emigrati. Spesso non c'erano le condizioni per continuare a permanere in alcuni Paesi.
Inoltre, bisogna dire che l'Italia  ha affrontato la pandemia in un modo esemplare, e forse - come ci viene anche riconosciuto - siamo stati in Europa i migliori, in assoluto.
Quanto al Patronato INCA, nonostante la pandemia, siamo riusciti ad aprire nel 2021 una nuova sede a Berlino, laddove non eravamo ancora presenti, e questo ovviamente è anche un altro elemento che caratterizza la nostra attività ed il nostro impegno: rendere sempre più grande la rete del Patronato della CGIL, in Italia e nel mondo"

"Per il 2022  ci saranno altre novita' ?

"Anche il 2022 sarà un anno all'insegna di altre aperture e sarà, inoltre, un anno molto importante per la celebrazione del l'assemblea organizzativa della CGIL. Un momento di profonda riflessione per affrontare al meglio il ruolo di un sindacato confederale che agisce attraverso la tutela, nel caso del Patronato la tutela individuale che si intreccia con quella collettiva. Ci stiamo naturalmente preparando per questo appuntamento e siamo convinti che da quell'assemblea uscirà un'organizzazione ancora più forte ed ancora più  in grado di raccogliere le sfide del tempo che stiamo vivendo".

Presidente, mi permetta di chiederLe a che punto è il dibattito sulla Convenzione Patronati MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)?

"Abbiamo intrapreso un confronto con il Ministero degli Esteri, con molta probabilità arriveremo a determinare un accordo sperimentale della durata di un anno. L'obiettivo naturalmente è quello di sempre:  la tutela dei cittadini italiani all'estero. Ovviamente se si riesce a stabilire una modalità codificata, un'unità di intenti, tutto diventa più semplice. Allo stato attuale  abbiamo registrato  disponibilità da parte del Ministero degli Affari Esteri;  abbiamo costituito un gruppo di lavoro, siamo alle battute finali e penso che probabilmente nel 2022 ci saranno novità in tal senso. 

Nel frattempo, colgo l'occasione per porgere un augurio per un sereno Natale a tutti coloro che vi leggeranno ed a tutti gli italiani nel mondo e naturalmente auspichiamo che il 2022 possa essere un Anno migliore, che ci permetta di affermare che la pandemia è finita, che la crescita sociale non solo del nostro Paese, ma anche del resto dell'Europa e perché no del mondo, divenga una concreta realtà. Proviamo ad essere ottimisti, auguri a tutte ed a tutti."  Grazie Presidente Pagliaro ! (24/12/2021-M.F.-ITL/ITNET)

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