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DIRITTI DEI CITTADINI - SPORT E SICUREZZA NEGLI STADI - EURISPES: " HANNO RAGIONE CONI E FIGC"

(2014-10-02)

  Il mondo del calcio ? in subbuglio per il tweet con cui il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ipotizzato di far pagare ai club gli straordinari degli agenti impegnati a far rispettare l?ordine pubblico durante gli incontri. Di certo c?? che solo un italiano su cinque (il 20,7%) ritiene che lo stadio sia un luogo reso pi? sicuro grazie alle recenti normative e alla presenza delle Forze dell?ordine.

Secondo le ultime rilevazioni dell?Eurispes (gennaio 2014) la maggior parte degli intervistati, il 60,7%, ritiene, invece, lo stadio un posto pericoloso dove ? meglio non portare i bambini: troppo grande il rischio di scontri tra tifoserie. Un altro 18,6% non sa o preferisce non rispondere.

?Questi numeri ? sottolinea il Presidente dell?Eurispes, Gian Maria Fara ? confermano che nel nostro Paese, contrariamente a quanto avviene nel resto d?Europa dove le leggi applicate hanno dato ottimi risultati, siamo ben lontani da una cultura sportiva, o meglio ancora calcistica che vede nell?incontro tra squadre allo stadio un momento di divertimento e di spettacolo. In Italia prevalgono piuttosto la paura e l?insicurezza su ci? che pu? avvenire prima, durante e dopo la gara. Le societ? di calcio contribuiscono in maniera forte a rimpinguare le casse dello Stato, oltre a garantire attraverso gli steward la sicurezza all?interno degli stadi.

Dev?essere lo Stato a tutelare i cittadini all?esterno e per farlo occorrono leggi severe e regole certe, quelle stesse leggi che sono state applicate negli altri Stati europei. Non a caso in Inghilterra, come in Germania, in Spagna come in Francia, si vive il calcio in maniera diversa, pi? sicura e allo stesso tempo anche pi? spettacolare. L?Italia, invece, non si ? ancora adeguata agli standard di sicurezza e di eccellenza che hanno segnato positivamente l?evoluzione del calcio a livello europeo. Permangono, infatti, questioni annose e irrisolte come la presenza di stadi fatiscenti e di una normativa carente e non sempre applicata. Proprio in questa direzione ? conclude Fara ? il Governo dovrebbe farsi carico, di concerto con Figc e Coni, della questione calcio, e sport in generale, e tentare di regolamentare secondo criteri europei l?intero comparto?.

Sempre dalla rilevazione Eurispes emerge che uomini e donne, a confermare il fatto che ormai a seguire il calcio non c?? grande differenza di genere, la pensano pressappoco alla stessa maniera: il 61,2% degli uomini e il 59,8% delle donne preferiscono non portare i bambini allo stadio poich? considerato un luogo troppo pericoloso. Si evidenzia poi un altro dato interessante. Alla domanda, posta solo a chi si professa tifoso di una squadra di calcio, ?? mai stato allo stadio? il 20,4% degli intervistati (ben uno su cinque) ha risposto di no. La stragrande maggioranza di chi tifa, invece, va allo stadio in compagnia di amici (59,7%), pi? raramente vi si reca da solo (20,6%) e con la famiglia (19,5%). Solamente il 5,8% dei tifosi segue dal vivo gli incontri di calcio con i gruppi organizzati.

Con la crisi economica che continua a gravare sui consumi delle famiglie italiane, anche l?essere tifoso comporta dei sacrifici. I tifosi italiani infatti non fanno follie per i propri colori. Ben il 77%, in pratica pi? di tre tifosi su quattro, ammette di non spendere niente per acquistare gadget della propria squadra. Un dato che in Italia va decisamente in controtendenza rispetto a quanto avviene all?estero dove il merchandising rappresenta una delle voci in entrata maggiori dei club di calcio. Appena il 14% dei tifosi spende circa 50 euro al mese e solo l?1,5% tra i 50 e i 150 euro mensili. Un tifoso su tre (il 32,5%) poi segue la propria squadra del cuore utilizzando la pay per view. Entrando nel dettaglio il 25,2% spende fino a 50 euro al mese per seguire il calcio in tv, il 6% arriva a spendere fino a 150 euro al mese e l?1,3% va oltre questa cifra fino ad arrivare anche a 300 euro.

A differenza di altre realt? europee, come ad esempio l?Inghilterra e la Germania, dove acquistare un tagliando per un incontro ? praticamente impossibile visto che il sold out ? assicurato dagli abbonati, nel nostro Paese il 56,9% degli ammette di non spendere nulla per l?acquisto di un biglietto. Un tifoso su quattro, il 25,6%, spende fino a 50 euro al mese, mentre il restante 9,4% compra biglietti spendendo fino a 150 euro mensili (7,8%) e fino a 300 euro (1,6%).(02/10/2014-ITL/ITNET)

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