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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ITALIA/GERMANIA. PITTURA E SCULTURA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO": I° APPUNTAMENTO PROGETTO "ISPIRAZIONE EUROPA" OSPITE DELLA BASILICA PALLADIANA A VICENZA

(2026-11-06)

Che cosa ha costruito l’Europa prima ancora che esistesse l’Europa? Non soltanto trattati e alleanze, ma una fitta trama di relazioni culturali, viaggi, incontri, influenze e scambi di idee. Per almeno cinque secoli artisti, architetti, musicisti, poeti, scrittori e intellettuali hanno attraversato le frontiere molto prima che queste venissero abolite, riconoscendosi in una comune necessità di conoscenza e confronto. È dentro questa lunga storia che nasce il progetto di tre mostre "Ispirazione Europa": Italia-Germania, nel 2026, Italia-Francia, nel 2027, Italia-Spagna, nel 2028: una trilogia che intende rileggere la storia culturale italiana attraverso il dialogo con l’Europa, mostrando come le arti siano state uno dei terreni sui quali si è formata quella coscienza europea che oggi diamo per acquisita e che è invece il risultato di una storia lunga e tutt’altro che lineare.

Ciascuna mostra presenterà circa un centinaio di opere – dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta,–organizzate secondo un percorso cronologico e articolate in nuclei tematici: una selezione di episodi che si sono ritenuti più significativi di altri, per raccontare le vere “storie” dell’incontro, quelle che hanno trasformato i linguaggi e quelle che, per la loro forza civile e umana, continuano a parlarci.

Non solo capolavori d’arte, ma storie di incontri, viaggi, influenze e visioni che hanno attraversato i confini. Da questa idea nasce Ispirazione Europa, un progetto di respiro internazionale che attraversa cinque secoli di storia culturale e artistica collocando al centro artisti, idee e relazioni che hanno contribuito a formare lo spirito europeo.

Ad aprire il ciclo, il 14 novembre 2026, è Italia Germania, prima tappa di un racconto che proseguirà con Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028.

  ITALIA/GERMANIA: (14 novembre 02 maggio)

La mostra attraversa due secoli di relazioni culturali tra i due Paesi, con particolare attenzione al Novecento, quando il dialogo tra artisti, intellettuali e architetti-designer italiani e tedeschi diventa uno dei motori della modernità europea.
L’esposizione ricostruisce una trama fitta di viaggi,incontri, influenze e confronti che hanno trasformato il linguag-gio dell’arte e, più in generale, la visione culturale dell’Europa.

È suddivisa in capitoli corrispondenti ai momenti più significativi di questa osmosi, in relazione alla storia artistica politica e sociale dei due Paesi, e riporta alla luce episodi, protagonisti e vicende fondamentali.
Il percorso esplora il XIX e il XX secolo, evidenziando come in questi reciproci scambi tra artisti, intellettuali e letterati siano nate nuove idee e rivoluzioni dei linguaggi artistici. Allo stesso tempo, questi dialoghi sono stati il riflesso di inquietudini e di speranze di un’epoca segnata da crisi profonde, spesso anticipando le cadute e le successive rinascite che hanno caratterizzato la storia europea in quei due secoli.

I° capitolo: LE RADICI TRA SETTECENTO E OTTOCENTO: IL MITO DELL’ITALIA

Il racconto prende avvio sul finire del Settecento, quando l’Italia diventa una meta fondamentale per artisti e intellettuali tedeschi.
Il viaggio compiuto da Johann Wolfgang von Goethe tra il 1786 e il 1788 – destinato a diventare uno dei testi fondativi della cultura europea – contribuisce a diffondere nel mondo germanico l’idea dell’Italia come luogo di rigenerazione artistica e spirituale.
In questo clima nasce a Roma la comunità dei Nazareni, pittori tedeschi che scelgono di vivere e lavorare insieme per restituire alla pittura una dimensione morale e religiosa ispirata alla purezza dell’arte rinascimentale italiana. Tra i protagonisti spicca Friedrich Overbeck, figura simbolo di questa esperienza e di uno dei primi momenti di dialogo moderno tra le due culture.

Accanto a questa vicenda si sviluppa il confronto tra diverse interpretazioni del classicismo europeo, alimentato dalle teorie di Johann Joachim Winckelmann e incarnato dall’opera di Antonio Canova, che in mostra si confronta con il più giovane scultore nordico Bertel Thorvaldsen.

Alla fine del XIX secolo gli scambi si fanno più intensi grazie alle Secessioni, in particolare quella di Monaco, e alla visionarietà di Giorgio de Chirico che si confronta con Franz von Stuck, ma anche con la cultura simbolista di Max Klinger e Arnold Böcklin, quest’ultimo attivo lungamente in Italia.

AVANGUARDIE A CONFRONTO

Con l’inizio del Novecento, il dialogo tra Italia e Germania entra in una fase decisiva.
Nel 1912 e nel 1913, a Berlino, la galleria Der Sturm ospita due storiche esposizioni nelle quali partecipano i futuristi italiani. È uno dei momenti più intensi di incontro tra le avanguardie europee: artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini si confrontano con gli espressionisti tedeschi, protagonisti della Brücke e del Blaue Reiter, tra cui Franz Marc e August Macke, Carlo Mense, Heinrich Campendonk, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluff. Nonostante le differenze, questo confronto contribuisce ad ampliare il linguaggio della pittura europea e a ridefinire le possibilità di rappresentazione della modernità.

TRA LE DUE GUERRE: ARTE E SOCIETÀ
Negli anni Venti il rapporto tra Italia e Germania assume una dimensione più complessa, riflettendo le tensioni politiche e sociali dell’epoca.
Il Realismo Magico italiano e la Neue Sachlichkeit tedesca mostrano sorprendenti affinità nel modo di rappresen-tare la realtà: una pittura sospesa tra precisione e inquietudine, capace di raccontare le fragilità dell’individuo e della società dopo la tragedia della guerra.

Artisti come Felice Casorati, Antonio Donghi, Gino Severini e Cagnaccio di San Pietro dialogano idealmente con figure della pittura tedesca come Otto Dix, George Grosz, Heinrich Maria Davringhausen, Christian Schad, Georg Schrimpf, Alexander Kanoldt, interpreti con altri di pari importanza, delle inquietudini della Germania di Weimar.

Parallelamente si apre un altro capitolo decisivo: quello dell’astrazione. Le ricerche sviluppate attorno al Bauhaus ridefiniscono il rapporto tra arte, architettura, design e società. In Italia, soprattutto a Milano è attorno alla Galleria Il Milione, che queste idee trovano una nuova generazione di artisti pronti a sperimentare linguaggi radicalmente innovativi.

Le opere di Vasilij Kandinskij, Josef Albers e Willi Baumeister esercitano una forte influenza su artisti italiani come Mauro Reggiani, Mario Radice, Luigi Veronesi, Manlio Rho, Alberto Magnelli, Fausto Melotti e Lucio Fontana.(06/11/2026-ITL/ITNET

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