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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - IN LIBRERIA- KLINGER SU "CAOS" DI LUDOVICA AMICI: "CRISI CLIMATICA E MIGRAZIONI NON DUE FENOMENI PARALLELI MA UN UNICO MOVIMENTO CHE ATTRAVERSA IL NOSTRO TEMPO"

(2026-11-06)

  "Caos", ovvero "come la crisi climatica influenzerà la migrazione globale" volume scritto da Ludovica Amici, pub-blicato dalla casa editrice: Edizioni Clichy, racconta un mondo non di la' da venire ma  "il mondo che già sta cambiando sotto i nostri occhi".  Ludovica Amici analizza il legame indissolubile tra crisi climatica e movimenti migratori, raccontando una realtà in rapida evoluzione. L’opera si distingue per un approccio multidisciplinare tra antropologia e scienze ambientali, capace di umanizzare fenomeni complessi come la fame, i conflitti e la perdita di territori, mostrando concretamente come stia cambiando la geografia umana." commenta Veronica Klinger del Centro Studi Scalabriniano 
"Amici parte da una constatazione semplice e terribile: la crisi climatica non è un fenomeno naturale, ma un acceleratore di ingiustizie. Le popolazioni più vulnerabili, spesso nel Sud globale, sono quelle che pagano il prezzo più alto pur avendo contribuito meno alle emissioni globali. Secondo l’UNHCR (aggiornato al 2025), oltre 21,5 milioni di persone sono già state costrette a migrare ogni anno a causa di eventi climatici estremi. L’autrice racconta queste vite sospese, vite che si muovono non per scelta, ma per necessità.

Eventi estremi, siccità, fame, territori sott’acqua: le siccità prolungate stanno distruggendo interi sistemi agricoli;
le alluvioni rendono inabitabili regioni costiere; la desertificazione avanza più velocemente delle politiche di adattamento; la fame climatica diventa un fattore di spinta migratoria. E, la FAO (2025) conferma che il 70% delle persone in insicurezza alimentare vive in aree colpite da eventi climatici estremi.

Tra le pagine del volume - prosegue Klinger - emerge il tema dei conflitti climatici e l’instabilità politica che potrebbe essere la causa di tale situazione, con un focus sui recenti danni climatici legati alla guerra in Iran citati da Tiscali News il 10 aprile 2026 (1,3 miliardi di dollari  in due settimane). L’opera collega questi disastri alla proliferazione di barriere e fili spinati, eretti nel disperato tentativo di fermare il flusso inarrestabile della mobilità umana.
Attraverso un intreccio di sociologia, scienza e antropologia, l'editore Clichy propone un’analisi che rende “umani” gli impatti di siccità e conflitti, evidenziando il drastico mutamento della geografia umana contemporanea.

Secondo un articolo pubblicato da ANSA del 10 aprile 2026  547.000 persone  immigrate erano state identificate in Sardegna in un anno, segno di un controllo territoriale sempre più capillare, allo stesso modo il libro mostra come la risposta politica dominante sia ancora difensiva: più controlli, più barriere, più militarizzazione tuttavia Amici ci ricorda che nessun filo spinato può fermare un clima che cambia.
Il dossier della rivista Confronti del mese di febbraio 2026, d'altra parte, sottolinea come le nuove disuguaglianze al tempo della crisi climatica amplifichino le fratture sociali, economiche e territoriali. E il libro Caos lo conferma mostra come la vulnerabilità climatica sia anche vulnerabilità sociale.

In fondo a questo percorso, ciò che Caos di Ludovica Amici ci lascia - conclude Klinger - è una consapevolezza semplice e potente: crisi climatica e migrazioni non sono due fenomeni paralleli, ma un unico movimento che attraversa il nostro tempo. Il clima cambia… e con esso cambiano le vite, le economie, le rotte, le possibilità, il libro e un invito a guardare oltre le paure e oltre i confini. A capire che i muri non fermano il vento, e che i fili spinati non possono contenere un pianeta che cambia. Le migrazioni non sono un fallimento, ma una risposta umana, antica e legittima, alla necessità di sopravvivere.
La domanda che resta aperta è una sola: che tipo di società vogliamo essere di fronte a questo cambiamento? chiude la giornalista. (06/11/2026-ITL/ITNET)

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