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ITALIANI. ITALIANI ALL'ESTERO - GERMANIA - ARTE IN PRIGIONIA MESSAGGERA DI PACE" UNA MOSTRA DEDICATA AGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI NEI LAGER NAZISTI
(2026-11-05)
Inaugura il 6 gennaio al Memoriale di Mittelbau-Dora (Germania) una mostra su "Gli internati militari italiani (IMI) nei lager nazisti, una storia dimenticata. L'arte in prigionia, messaggera di pace", promossa dall'Associazione Nazionale Ex Internati (ANEI) in collaborazione con il Memoriale.
All’indomani dell’8 settembre 1943, i militari italiani vennero catturati dalle truppe tedesche. Lasciati senza ordini dai vertici politici e militari italiani, oltre seicentomila di loro si rifiutarono di combattere per il Terzo Reich e per la Repubblica Sociale Italiana. Deportati in Germania come “Internati Militari Italiani” (IMI), furono privati dei diritti della Convenzione di Ginevra e sfruttati come forza lavoro coatta. Circa cinquantamila di loro morirono nei lager.
Per anni non se ne parlo' pubblicamente, nonostante le richieste dei figli degli internati per l'istituzione di una giornata nazionale ufficiale per gli IMI. Per decenni, le istituzioni hanno, infatti, inglobato il ricordo degli internati all'interno del Giorno della Memoria (27 gennaio) o della Festa della Liberazione (25 aprile), ma le famiglie e i figli dei reduci sentivano che in questo modo il sacrificio dei loro padri — il dramma di 650.000 uomini che rifiutarono di combattere per Salò e Hitler — veniva sminuito e dimenticato. Finché solo grazie ad una mobilitazione personale e dell'ANEI (l'Associazione Nazionale Ex Internati) e l'impegno di quanti si sono nel tempo associati alla richiesta di una legge che riconoscesse una giornata del ricordo dedi-cata dalla Repubblica italiana ai militari internati che si è arrivati all'inizio del 2025 alla Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, fissata per il 20 settembre di ogni anno. Una data non casuale: il 20 settembre 1943 fu, infatti, il giorno esatto in cui la Germania nazista modificò unilateralmente lo status dei soldati italiani in "Internati Militari" (IMI) per negare loro i diritti della Croce Rossa e sfruttarli come forza lavoro coatta.
La mostra contribuisce,dunque,a rompere un lungo silenzio storico attraverso un percorso espositivo multimediale realizzato da Mediacor con il coordinamento di ANEI, sulla base del progetto scientifico di Irene Baldriga, de La Sapienza Università di Roma ed il progetto grafico di Danilo Manassero.
Al centro della mostra i disegni e i dipinti nati clandestinamente nei campi, con mezzi di fortuna come fango, erba e polvere di mattoni: per molti IMI un ultimo spazio di libertà e una forma di Resistenza senza armi.
Arricchiscono la mostra due video : uno dedicato alle opere e uno con brani di interviste e immagini d'epoca, accompagnate da elementi dalle Teche RAI.
L'iniziativa viene inaugurata al memoriale del lager tedesco augurazione dopo presentazioni pubbliche a Lipsia (4 novembre) e a Döbeln (5 novembre). Una pagina di storia e di coraggio nella difesa dei valori a cui avevano giurato fedeltà a lungo dimenticata, che torna a parlare ad un pubblico internazionale.
La mostra, sostenuta dall’Associazione Nazionale Ex Internati (ANEI), ha ottenuto il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, del Dipartimento Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo de La Sapienza Università di Roma, del Dottorato Nazionale in Peace Studies e della Rete delle Università per la Pace. (06/11/2026-ITL/ITNET)
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