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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - 30° INCE - DAL REPORT ISPI: CON L'ALLARGAMENTO DELLA UE QUALE CONVERGENZA TRA L'INCE E L'UNIONE EUROPEA ?

(2026-10-29)

  Animata dalla missione di promuovere l’integrazione europea, l'INCE ha lavorato, sin dalla sua istituzione, per mantenere relazioni strette con l’UE, nell’ambito del suo più ampio obiettivo di sostenere la convergenza europea in tutto il continente.  ALLO SCOCCARE DEI TRENT'ANNI A CHE PUNTO E' TALE CONVERGENZA ?

Afferma il documento dell'ISPI, l'Istituto di Politica internazionale: 

"Grazie alla sua composizione peculiare, che riunisce Stati membri e non membri dell’UE, l’Iniziativa ha tradizio-nalmente funto da piattaforma complementare per il dialogo, lo scambio di competenze e la cooperazione pratica, mirata a favorire un graduale allineamento agli standard e alle politiche europee.

Attraverso l’assistenza tecnica, le attività di rafforzamento delle capacità (*capacity-building*) e la partecipazione a programmi finanziati dall’UE, l’Iniziativa contribuisce a potenziare le capacità istituzionali, a sostenere le riforme e a promuovere la cooperazione regionale in ambiti direttamente connessi alle agende dell’UE in materia di allargamento e vicinato.

Il processo di allargamento, basato sul merito, poggia sul soddisfacimento dei criteri di Copenaghen e sulla progressiva apertura e chiusura dei capitoli negoziali in funzione delle riforme attuate. Gli strumenti della CEI – rafforzamento delle capacità, trasferimento di *know-how* e assistenza tecnica – operano proprio su questo piano, sostenendo i paesi candidati nello sviluppo della preparazione istituzionale e normativa richiesta per l’adesione. Tuttavia, le relazioni con l’UE e le sue istituzioni non si sono finora evolute in una cooperazione più strutturale e di lungo periodo.

Nell’attuale contesto geopolitico, caratterizzato da una rinnovata attenzione verso l’allargamento e la resilienza regionale, l’UE e l'INCE potrebbero ambire a un maggiore impegno nello stabilire un dialogo politico e nell’esplorare sinergie tra le rispettive agende, andando oltre i singoli progetti sporadici o i contatti estemporanei. Una relazione più strutturale con l’UE, radicata nelle priorità sia dell’Unione che dell'INCE, dovrebbe svilupparsi a partire dalla cooperazione già esistente nell’ambito dei programmi di finanziamento europei. Per l’UE, l'INCE – attraverso i propri strumenti – può rappresentare un valore aggiunto in quanto attore regionale flessibile, capace di collegare le esigenze locali e regionali agli obiettivi strategici europei più ampi.

Questa funzione opera anche in direzione opposta: attraverso un dialogo strutturato con i paesi candidati, l'INCE è in grado di recepirne le esigenze e le priorità per portarle all’interno del dibattito europeo; si tratta di un ruolo di intermediazione che si fonda sulla piena coerenza tra la vocazione originaria dell’Iniziativa e l’agenda di allarga-mento della UE.

Le attività dell’Iniziativa si affiancano spesso al lavoro delle istituzioni dell’UE, agevolando la collaborazione tra paesi che si trovano a stadi diversi del processo di integrazione e promuovendo il dialogo in ambiti in cui un coordinamento regionale informale rimane essenziale. Sotto questo profilo, l’Iniziativa contribuisce a ridurre i divari in termini di sviluppo e di assetti istituzionali all’interno della regione, rafforzando al contempo l’obiettivo più ampio di un’area più unita, stabile e interconnessa con l'Europa.

Il crescente coinvolgimento del Segretariato Esecutivo in progetti finanziati dall’UE – quali Interreg, Horizon Europe e IPA – rafforza ulteriormente questa missione e dimostra come l’Iniziativa sia pronta a fungere da partner operativo, capace di tradurre le priorità europee in azioni regionali concrete e iniziative pilota.
Tale percorso potrebbe culminare nel riconoscimento dell'INCE quale ente attuatore nell’ambito della coopera-zione delegata dell’UE, consentendo all’Iniziativa di gestire direttamente programmi europei e trasformando la propria competenza regionale in capacità esecutiva.
QUESTA PROSPETTIVA HA TROVATO UN ESPLICITO SOSTEGNO ANCHE IN ITALIA, DOVE LA COMMISSIONE AFFARI ESTERI E DIFESA DEL SENATO, IN UNA RISOLUZIONE DEDICATA AL RAFFORZAMENTO DELL'INCE, HA AUSPICATO CHE L’INIZIATIVA VENGA RICONOSCIUTA DALLA COMMISSIONE EUROPEA COME ENTE ATTUATORE PER LA COOPERAZIONE DELEGATA. (29/10/2026-ITL/ITNET)

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