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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - 30° INCE 2026 : ISTIT. DI POLITICA INTERNAZIONALE: THE CENTRAL EUROPEAN INITIATIVE: LEGACY FROM THE PAST, VISION FOR THE FUTURE - L'IMPEGNO DELL'ITALIA

(2026-10-29)

Il documento presentato dall’Istituto Affari Internazionali, che porta la firma del Segretario Generale dell'INCE Franco Del Mas e del Presidente dell'ISPI, Istituto di Politica Internazionale -Michele Valensise , prende le mosse dalla Dichiarazione della Presidenza emessa nel marzo 2026 in occasione del trentesimo anniversario del Segretariato Esecutivo a Trieste, offrendo un "contributo indipendente"  alla riflessione strategica dell’INCE e al suo prossimo Piano d’Azione , sottolinea nelle sue pagine.

La prima parte del documento illustra il FUNZIONAMENTO DELL’INIZIATIVA E LE RISORSE CHE essa è in grado di mobilitare.
L’INCE coniuga un dialogo politico intergovernativo con una dimensione parlamentare, una economica e una, di recente emersione, a livello locale; si tratta di un’architettura multi-stakeholder che sostiene il dialogo su diversi piani, sia istituzionali che sociali. Tale funzione politica poggia su un sistema di finanziamento diversificato: il Fondo INCE presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), il Fondo di cooperazione ulti-laterale, un portafoglio crescente di progetti finanziati dall’UE e il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. La diversificazione delle risorse protegge l’Iniziativa dalla dipendenza da un unico donatore e ne rafforza la credibilità quale partner nel processo di allargamento dell’UE – basato sul merito – e nell’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La seconda parte sostiene che la connettività debba divenire il filo conduttore e il quadro strategico dell’azione futura dell’ICE.
Il contesto geopolitico che ha dato forma all’Iniziativa è profondamente mutato: l’interdipendenza, un tempo intesa come garanzia di stabilità, può oggi trasformarsi in uno strumento di pressione; di conseguenza, la connettività ha cessato di essere un mero sottoprodotto neutrale della globalizzazione, diventando una scelta strategica fondata sulla fiducia e sull’allineamento politico. Il documento declina tale principio in tre dimensioni operative: la connettività infrastrutturale – che spazia dai corridoi di trasporto paneuropei che attraversano la regione dell’ICE e dalla Rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), fino alle reti energetiche, idriche e digitali. connettività giuridica, rafforzamento dello Stato di diritto e della resilienza democratica in linea con i requisiti per l'adesione all'UE; e connettività tra le persone, attraverso investimenti a favore dei giovani, delle comunità locali e di scambi strutturati tra le società.
1 I membri sono: Albania, Bielorussia (sospesa), Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Moldavia, Montenegro, Macedonia del Nord, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina.

La terza parte delinea le conseguenze operative di questo riposizionamento, indicando percorsi che varrebbe la pena esplorare per l'Iniziativa, come l'approfondimento della dimensione culturale e scientifica e la promozione dell'Agenda per i Giovani.
Questi orientamenti si fondano su un solido percorso consolidato. Per oltre tre decenni, l'Iniziativa Centro Europea (ICE) ha accompagnato l'allargamento dell'Unione europea e la graduale riunificazione del continente; la sua storia può essere considerata un esempio di successo dell'integrazione europea. Se tale successo dovesse proseguire, la progressiva integrazione di tutti gli Stati membri dell'ICE nell'UE rappresenterebbe un traguardo importante per l'Iniziativa, segnando l'inizio di una nuova fase in cui l'ICE continuerebbe a fungere, all'interno di un'Unione allargata, da forum per il dialogo politico e per lo scambio culturale e sociale in tutta la regione.

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APPROFONDIMENTO:
Al CENTRO DEL PILASTRO POLITICO DELL'INCE SI COLLOCA LA DIMENSIONE (INTER)GOVERNATIVA, CHE assicura l’indirizzo politico e definisce le priorità strategiche aggiornate. Parallelamente, opera una dimensione parlamentare che, pur agendo in modo indipendente, integra il dialogo politico tra i Paesi.

Un ruolo centrale all’interno della dimensione governativa è ricoperto dalla PRESIDENZA – ESERCITATA A ROTAZIONE DAGLI STATI MEMBRI – che risulta determinante nella definizione dell’agenda annuale.
Il vertice della dimensione intergovernativa è rappresentato dal Summit dell'INCE, che può essere convocato su decisione della Presidenza in accordo con tutti gli Stati membri, e dalla Riunione dei Ministri degli Affari Esteri (MFA Meeting), che si tiene una volta all’anno (con un ulteriore incontro informale a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) ed è presieduta dal Ministro degli Affari Esteri del Paese che detiene la Presidenza.
I Ministri svolgono un ruolo chiave nell’individuazione delle priorità e degli orientamenti strategici. Il processo decisionale quotidiano è affidato al Comitato dei Coordinatori Nazionali (CNC), composto da alti diplomatici dei Ministeri degli Affari Esteri degli Stati membri; esso si riunisce regolarmente per discutere, esaminare e coordinare la cooperazione – anche in relazione ad altre organizzazioni internazionali e raggruppamenti regionali – nonché per sovrintendere all’attuazione dei programmi e dei progetti dell'INCE.

La DIMENSIONE PARLAMENTARE SI ARTICOLA ATTRAVERSO L’ASSEMBLEA PARLAMENTARE, IL COMITATO PARLAMENTARE E TRE COMMISSIONI GENERALI (DEDICATE RISPETTIVAMENTE AD AFFARI POLITICI E INTERNI, AFFARI ECONOMICI E AFFARI CULTURALI), che vedono la partecipazione dei parlamenti nazionali degli Stati membri dell'INCE tramite le loro delegazioni Parla-mentari. I parlamentari contribuiscono al dialogo politico e sostengono le attività della CEI attraverso incontri periodici, organizzati nell’ambito della Presidenza di turno.

Il SEGRETARIATO ESECUTIVO DELL'INCE, CON SEDE A TRIESTE, supporta il lavoro dell’Iniziativa sia a livello istituzionale che operativo, agevolando il coordinamento politico tra gli Stati membri e occupandosi, al contempo, dello svilup-po e dell’attuazione di programmi, progetti e iniziative di cooperazione.
Attraverso tali attività, essa contribuisce a tradurre il dialogo politico in una cooperazione concreta, favorendo lo scambio di competenze, nuove idee e soluzioni innovative, e continua a svolgere un ruolo attivo nella coopera-zione regionale, nella diplomazia multilaterale e nella gestione di programmi e progetti.

Il Segretariato Esecutivo dell'INCE rispecchia la missione dell’Iniziativa, volta a (ri)unire l’Europa, riunendo funzio-nari e professionisti provenienti da diverse realtà politiche e geografiche della regione. In particolare, l’attuale composizione dei Vice Segretari Generali, che rappresentano l’organo esecutivo, insieme al Segretario Generale di nazionalità italiana, e comprende Stati membri quali l’Ungheria, la Serbia e l’Ucraina.

Il coinvolgimento delle Presidenze di turno, dei Ministri degli Affari Esteri, dei Coordinatori Nazionali, dei rappre-sentanti parlamentari e di varie autorità nazionali, unitamente all’intensa attività del Segretariato Esecutivo, costituisce uno dei principali punti di forza dell'INCE e un elemento chiave del suo valore aggiunto politico. Sotto questo profilo, l'INCE contribuisce oggi a favorire lo scambio di opinioni, a costruire convergenze sulle priorità regionali e a mantenere aperti i canali di cooperazione, anche in contesti geopolitici complessi.
Tale ruolo si riflette nelle periodiche riunioni ministeriali e nelle relative dichiarazioni, nelle consultazioni condotte dal Segretario Generale con i rappresentanti degli Stati membri, nel costante sostegno offerto dalla dimensione parlamentare e nel regolare coordinamento garantito dal Comitato dei Coordinatori Nazionali. Il medesimo approccio emerge nel continuo sostegno politico dell'INCE all’Ucraina e nell’attività svolta in sedi multilaterali, come le Nazioni Unite.

Il modello operativo della CEI si è rivelato particolarmente prezioso nei momenti di crisi, sia durante la pandemia di COVID-19, sia in risposta alle conseguenze dell'illegale invasione russa dell'Ucraina, la cooperazione regionale ha dovuto adattarsi rapidamente a realtà politiche e operative in continua evoluzione. Tale capacità di adatta-mento è stata resa possibile grazie a una stretta interazione con gli Stati membri e alla capacità dell'Iniziativa di rispondere in modo pragmatico alle esigenze emergenti, preservando al contempo il dialogo politico e arricchendo la cooperazione con nuovi meccanismi di collaborazione.
Questo impegno ha assunto forme sempre più concrete: l'INCE ha preso parte alle conferenze sulla ricostruzione dell'Ucraina tenutesi a Roma (2025) e a Danzica (2026), e ha sostenuto partenariati tra municipalità ucraine e le loro controparti in tutta la regione.

La coesistenza di molteplici dimensioni all'interno del sistema consente all'Iniziativa di sostenere il dialogo su diversi livelli – istituzionali e sociali – simultaneamente. Oltre agli incontri formali e alle dichiarazioni a livello governativo e parlamentare, l'INCE offre uno spazio flessibile e inclusivo in cui gli Stati membri possono scambiarsi opinioni, individuare priorità comuni e costruire convergenze su questioni di rilevanza strategica per la regione.

Accanto ALL'INDIRIZZO POLITICO, in quanto forum internazionale basato su un approccio che coinvolge molteplici portatori di interesse (*multistakeholder*), l'INCE ha sviluppato la propria dimensione economica attraverso collaborazioni strutturate con diverse istituzioni del settore, in particolare Camere di commercio e altri attori economici. In questo contesto, l'INCE organizza un FORUM ECONOMICO, il cui obiettivo principale è favorire il dialogo su cooperazione economica, integrazione regionale, connettività e sviluppo sostenibile, promuovendo al contempo scambi tra il settore pubblico e quello privato. Inoltre, negli ultimi anni, l'INCE ha lavorato per arricchire la propria governance con una QUARTA DIMENSIONE, QUELLA LOCALE, RIVOLTA A COMUNITÀ, ONG E ORGANIZZAZIONI GIOVANILI. Tale rete mira a sostenere le attività dell'INCE apportando contributi specifici da parte di organizzazioni indipendenti della società civile.

FINANZIAMENTI: DALL'INIZIATIVA POLITICA ALL'AZIONE

Per tradurre il dialogo politico e la cooperazione regionale in azioni pratiche,l'INCE ha sviluppato progressiva-mente un’architettura finanziaria diversificata, volta a sostenere il rafforzamento delle capacità, l’assistenza tecnica, il trasferimento di know-how e la cooperazione basata su progetti tra gli Stati membri.

In tal senso, l’architettura finanziaria dell’Iniziativa Centro Europea opera come un sistema multilivello che trasforma gli indirizzi politici in iniziative concrete di cooperazione e sviluppo regionale in tutti gli Stati membri. Sin dalle sue origini, l’Iniziativa ha assunto, al contempo, il ruolo di beneficiario e di donatore di fondi. All’interno di questa struttura, l'INCE si avvale di una serie di strumenti finanziari concepiti per sostenere diverse tipologie di progetti e attività.
Al centro di tale architettura si colloca il Fondo INCE presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), istituito dall’Italia nel 1992 come strumento strategico per promuovere la missione dell'INCE. Il Fondo CEI svolge un ruolo cruciale nel consentire alla BERS di catalizzare investimenti e sostenere attività nei Paesi in cui opera. Nel corso degli anni, il Fondo ha sostenuto iniziative in tutta la regione INCE e oggi è attivo nei Paesi membri dell'INCE che sono candidati all’adesione all’UE, favorendo investimenti, riforme e processi di sviluppo.

Il Fondo finanzia principalmente il Programma di Cooperazione Tecnica (Technical Cooperation Programme), uno strumento basato su sovvenzioni che sostiene le operazioni della BERS in ambiti quali l’agroindustria, l’energia e il clima, la finanza e lo sviluppo aziendale, il rafforzamento istituzionale, il sostegno alle piccole e medie imprese, le infrastrutture e i servizi municipali, nonché i trasporti.

Piuttosto che concentrarsi sulla realizzazione di infrastrutture fisiche, la Cooperazione Tecnica fornisce le competenze necessarie per le fasi preparatorie, inclusi studi di fattibilità, valutazioni normative e attività di rafforzamento delle capacità. Questo approccio garantisce che i grandi investimenti, promossi dalla BERS e da altri partner internazionali, poggino su solide basi analitiche.

Accanto alla Cooperazione Tecnica, il Fondo finanzia anche il Programma di Scambio di Know-how (Know-how Exchange Programme - KEP), un meccanismo di sovvenzione che promuove l’integrazione europea attraverso il rafforzamento delle capacità e il trasferimento di buone pratiche. Il Programma mette in contatto le istituzioni degli Stati membri dell'INCE che fanno parte dell’UE con le loro controparti nei Paesi non appartenenti all’Unione, sostenendo riforme in settori quali la governance pubblica, la trasformazione digitale, la tutela dell’ambiente, l’innovazione e lo sviluppo settoriale.

Promuovendo il rafforzamento istituzionale e l’allineamento agli standard dell’UE, il KEP contribuisce a una più profonda integrazione strutturale e facilita la partecipazione dei paesi beneficiari al più ampio spazio europeo.

Parallelamente allo strumento finanziato dall’Italia, esiste il FONDO DI COOPERAZIONE DELL'INCE, che costituisce il meccanismo multilaterale di raccolta delle risorse dell’Iniziativa. Il Fondo di Cooperazione, istituito nel 2001 in occasione della riunione dei Ministri degli Affari Esteri a Milano, raccoglie contributi annuali proporzionali
da parte di tutti i 16 Stati membri attivi, rispecchiando una responsabilità condivisa dell’agenda regionale. Il Fondo di Cooperazione eroga finanziamenti di minore entità destinati a workshop, seminari e moduli formativi.

Tali attività costituiscono un sistema articolato, che arricchisce la regione di specifiche competenze professionali e favorisce l’interazione diretta tra società civile, istituzioni accademiche e amministrazioni locali. Sebbene l’entità dei finanziamenti per singolo progetto sia inferiore a quella prevista dal Programma di Cooperazione Tecnica, la sua frequenza e la sua portata geografica è significativamente maggiore, creando una fitta rete di microcollabora-zioni che sostengono la resilienza complessiva della regione.

Oltre ai due strumenti summenzionati, il Segretariato Esecutivo a Trieste si è evoluto in un polo specializzato nella gestione di progetti finanziati dall'UE. In tale veste, il Segretariato funge da interfaccia tra i programmi strutturali e di ricerca dell'Unione Europea – come Interreg e Horizon – e le esigenze specifiche della regione coperta dalla INCE guidando o partecipando a consorzi internazionali, l'INCE attrae capitali esterni per affrontare sfide transna-zionali che superano le capacità dei singoli Stati, quali la sicurezza marittima nel Mare Adriatico, la connettività regionale e la mobilità sostenibile, oppure la transizione ecologica verso una bioeconomia circolare.

Lo stretto legame tra l'ICEI e le comunità locali si riflette nel solido rapporto con la Regione Friuli Venezia Giulia, che ospita il Segretariato dell'Iniziativa. Oltre a mettere a disposizione la sede amministrativa per il Segretariato Esecutivo a Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia funge da uno dei principali partner di cofinanziamento. Tale rapporto si concretizza attraverso i Programmi di Lavoro Congiunti (Joint Working Programmes - JWP), un quadro dedicato che allinea le risorse regionali agli obiettivi dell'Iniziativa in ambiti di comune interesse.

L'attuale architettura finanziaria dell'INCE (aggiornata al 2024) è definita da un complesso sistema multicanale, che gestisce un volume complessivo di circa 4-5 milioni di euro, escluso il valore dei progetti pluriennali finanziati dall'UE. Il Fondo INCE presso la BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo), interamente finanziato dal governo italiano, costituisce l'ossatura del bilancio dell'Iniziativa, rappresentando circa il 50-55% del totale.

I progetti finanziati dall'UE – tra cui programmi come Interreg, Horizon e IPA III – costituiscono la seconda quota per importanza, pari al 30-35%, posizionando l'INCE come un'efficace agenzia orientata verso l'Unione Europea. Il Fondo di Cooperazione multilaterale, sostenuto dai contributi proporzionali di tutti i 16 Stati membri attivi, copre circa il 10% del bilancio ed è destinato ad attività su scala ridotta. Infine,la Regione Friuli Venezia Giulia contribui-sce per una quota compresa tra il 3% e il 5% attraverso i JWP.

Questa diversificazione dei finanziamenti rappresenta probabilmente uno dei punti di forza più significativi a disposizione dell'INCE, poiché garantisce un elevato grado di autonomia e preserva il ruolo dell'Iniziativa quale organismo internazionale credibile. Operando attraverso un meccanismo finanziario articolato su più livelli, l'INCE evita i rischi legati alla dipendenza da un unico donatore.
Sebbene il raggio d’azione operativo dell'INCE sia stato realizzato con risorse piuttosto limitate rispetto agli stan-dard delle organizzazioni internazionali, i suoi strumenti finanziari hanno dimostrato un notevole effetto molti-plicatore.
In particolare, attraverso il proprio Programma di Cooperazione Tecnica, il Fondo CEI presso la BERS ha consentito la mobilitazione di ingenti flussi finanziari: tra il 1993 e il 2025, gli interventi finanziati dalla CEI hanno generato, secondo le stime, oltre 8,3 miliardi di euro di investimenti da parte della BERS e dei suoi partner finanziari, corrispondendo a un rapporto di investimento complessivo di circa 1:250,2.

Ciò riflette IL VALORE STRATEGICO DEL CONTRIBUTO DELL’ITALIA NEL POTENZIARE L’IMPATTO DELLE OPERAZIONI DEL FONDO INCE in tutta la regione di riferimento. Al contempo, il Fondo di Cooperazione offre un notevole potenziale quale strumento flessibile per generare visibilità, promuovere partenariati regionali e creare ricadute positive.
Sostenendo progetti e attività mirati, di rilevanza strategica e politica, esso può rafforzare ulteriormente il ruolo dell'INCE come piattaforma per la cooperazione regionale, il dialogo politico e le iniziative concrete. Inoltre, l’ampliamento del portafoglio di progetti finanziati dall’UE, le nuove aperture negli ambiti della diplomazia giovanile, culturale e scientifica, nonché le attività legate al trentesimo anniversario del Segretariato di Trieste, hanno testimoniato un rinnovato dinamismo che merita di essere riconosciuto e che la prossima fase di pianifica-zione dell’Iniziativa dovrà consolidare.

La struttura multidimensionale consente all'INCE non solo di agevolare il coordinamento politico tra gli Stati membri, ma anche di tradurre le priorità politiche in iniziative operative, grazie ai propri fondi e strumenti. Il suo sistema di finanziamento diversificato permette al Segretariato Esecutivo di agire come un’agenzia operativa in grado di gestire interventi complessi e su larga scala; i dibattiti ministeriali e gli orientamenti strategici vengono progressivamente affiancati da attività di rafforzamento delle capacità (capacity building), assistenza tecnica, attuazione di progetti e scambi tra persone, garantendo così continuità tra gli impegni politici e un’azione regionale concreta.

Si tratta di quelle che vengono spesso definite attività "tra pari" (peer-to-peer), ovvero scambi di conoscenze e competenze tra soggetti analoghi, che coinvolgono cittadini, organizzazioni della società civile, mondo accademico, giornalisti e giovani professionisti in tutta la regione. La partecipazione dei cittadini contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza regionale, la resilienza istituzionale e i processi di convergenza a lungo termine in tutta l’Europa centrale, orientale e sud-orientale. (29/10/2026-ITL/ITNET)



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