Direttore responsabile Maria Ferrante − mercoledì 7 ottobre 2026 o consulta la mappa del sito
italialavorotv.it

Sponsor

RICERCA SCIENTIFICA ITALIANA NEL MONDO - Ia CONFERENZA NAZ.POLARE - CONNESSIONE, INTEGRAZIONE, COSTRUZIONE, VISIONE AL CENTRO SFIDE REGIONI ARTIDE, ANTARTIDE E TERZO POLO... NON PIU' SOLO TEMA SCIENTIFICO

(2026-10-05)

  "Connessione, integrazione, costruzione e visione": questi i pilastri della I Conferenza nazionale polare in corso presso la sede Roma CNR di Roma fino al 7 ottobre . A evidenziarli, il direttore del Dipartimento Scienze del Sistema terra e Tecnologie per l’ambiente (CNR-DSSTTA), Francesco Petracchini, nel suo intervento di apertura della Conferenza. Obiettivo finale del percorso sarà la redazione di un “White Paper” destinato a orientare le politiche nazionali e la pianificazione futura. «Sebbene Artide, Antartide e Terzo Polo sembrino remoti, i cambiamenti che li interessano producono effetti su scala globale», ha sottolineato il direttore.

Introducendo l’intervento di Gary Wilson, presidente del Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide (SCAR), Petracchini ha richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra scienza, politica e società civile. Wilson ha evidenziato il ruolo cruciale dell’Oceano Meridionale, definito il "nastro trasportatore" di tutti gli oceani, capace di assorbire ogni anno oltre 500 milioni di tonnellate di carbonio, pari a circa la metà delle emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili. Una funzione essenziale, oggi minacciata dall’espansione di specie invasive e dall’altera-zione degli equilibri ecologici. Comprendere l’esistenza di "punti di non ritorno" è la sfida più grande per gli attuali modelli predittivi.

Camilla Brekke, direttrice dell’Istituto Polare Norvegese (NPI), ha descritto l’Artide come un vero e proprio “laboratorio” dei cambiamenti climatici. Nelle isole Svalbard, gli effetti dell’“Amplificazione Artica” sono già evidenti: scioglimento del permafrost, arretramento dei ghiacciai di centinaia di metri in pochi anni e profonde trasformazioni degli ecosistemi, con difficoltà crescenti per orsi polari e uccelli marini. Per ridurre l’impatto ambientale delle attività di ricerca, Brekke ha indicato la necessità di investire maggiormente in sistemi automatizzati, tecnologie di telerilevamento e strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

La rapidità dei cambiamenti nelle regioni polari sta, inoltre, mettendo alla prova la capacità della comunità scientifica di monitorare e prevedere l’evoluzione della criosfera. Narelle van der Wel, responsabile dell’Unità per il Monitoraggio, le Previsioni e i Servizi della Criosfera dell’Organizzazione Meterologica Mondiale (WMO), ha sottolineato l’urgenza di rafforzare i sistemi di osservazione e la condivisione globale dei dati. Il prossimo Anno Polare Internazionale 2032-2033 e il Decennio delle Scienze della Criosfera rappresentano un’opportunità strategica per mobilitare risorse e migliorare la comprensione dei processi in atto. L’obiettivo è trasformare le conoscenze scientifiche in servizi concreti per la società, come previsioni climatiche e sistemi di allerta più efficaci.

Per Salvatore Aricò, CEO del Consiglio Internazionale della Scienza (ISC), le regioni polari non possono più essere considerate un tema esclusivamente scientifico, poiché incidono direttamente su economia, geopolitica e società globale. I poli devono essere riconosciuti e tutelati come patrimonio comune dell’umanità, attraverso un approccio transdisciplinare che integri scienze naturali, scienze sociali e conoscenze indigene fin dalle prime fasi della progettazione scientifica. In questo quadro, l’Anno Polare Internazionale 2032-2033 rappresenterà una tappa fondamentale per rafforzare la cooperazione internazionale e formare una nuova generazione di ricercatori.

DAI TAVOLI DI LAVORO MULTIDISCIPLINARI
Dopo le analisi e le visioni strategiche offerte dagli esperti internazionali, la Conferenza Nazionale Polare è entrata nella fase operativa con l’avvio di tavoli di lavoro multidisciplinari coordinati da un Comitato Scientifico composto dai rappresentanti delle Istituzioni promotrici.
L’obiettivo, ha spiegato Francesco Petracchini, direttore del Dipartimento Scienze del Sistema terra e Tecnologie per l’Ambiente (CNR-DSSTTA) è raccogliere dati, proposte e priorità della comunità scientifica per la redazione del “White Paper, il documento strategico destinato a orientare le future politiche italiane sulla ricerca polare.

I lavori si articolano in sei tavoli tematici:
• Spazio, atmosfera e criosfera: osservazioni, interazioni, processi e cambiamenti;
• Criosfera, geosfera, idrosfera supra e subglaciale: dinamiche e archivi del cambiamento;
• Geosfera, criosfera, oceano e biosfera: connessioni e trasformazioni;
• Innovazione tecnologica, infrastrutture e logistica per una ricerca polare sostenibile e
competitiva;
• Intelligenza artificiale, reti osservative e dati FAIR: nuove frontiere per l’utilizzo dei dati;
• Governance e Science for Policy: il contributo dell’Italia nel quadro internazionale.

L’approccio adottato è fortemente bottom-up: i temi non sono stati definiti dall’alto, ma selezionati attraverso una consultazione pubblica rivolta all’intera comunità scientifica italiana. Particolare attenzione è stata riservata all’in-clusività, coinvolgendo non solo ricercatori senior, ma anche policy maker, stakeholder e giovani studiosi.
I tavoli sono stati, inoltre, organizzati in sessioni verticali, dedicate alle singole discipline, e orizzontali, focalizzate su aspetti trasversali come tecnologie, gestione dei dati, infrastrutture e logistica. L’elevata partecipazione ha reso, infine, necessario sdoppiare alcuni gruppi di lavoro per consentire un confronto più ampio ed efficace.

A seguire alcuni abstract forniti dall'Ufficio stampa della Conferenza:

Tavolo 3: Geosfera, criosfera, oceano e biosfera: connessioni e trasformazioni
Il Tema 3 ha evidenziato come i cambiamenti nelle regioni polari possano propagarsi attraverso il sistema clima-tico globale grazie alle strette interazioni tra criosfera, oceano e biosfera. Un esempio chiave è la circolazione oceanica meridionale (MOC), che collega le alte latitudini al resto del pianeta e le cui variazioni possono modifi-care il trasporto di calore e nutrienti, i cicli biogeochimici, gli ecosistemi marini e la capacità dell’oceano di assor-bire carbonio. Comprendere questi processi è essenziale per valutare gli effetti a cascata sul clima, sulle risorse marine e sulle attività umane, ben oltre le regioni polari.

Tavolo 4: Innovazione tecnologica, infrastrutture e logistica per una ricerca polare sostenibile e competitiva
Nella prima giornata le problematiche che sono emerse sono:
- energia: aumento dell’energia rinnovabile per ottimizzare i costi, cercare un modo per immagazzinare energia e utilizzarla nuovamente. Alcuni strumenti dipendono da batterie che spesso durante la notte polare e a bassissime temperature smettono di funzionare;
- mancanza di trasmissione di dati in tempo reale: alcune zone come il mare Artico non sono coperte da trasmissione di dati in tempo reale, come risolvere questo problema;
- mancanza di strumenti autonomi che possano ottimizzare il lavoro sul campo senza bisogno di ricercatori che fisicamente toccano gli strumenti in campo. Ad esempio, a Concordia,
quando le temperature sono molto basse, avere la trasmissione dei dati senza bisogno
dell’intervento fisico del tecnico può ottimizzare il lavoro sul campo;
- usare il problem driving per risolvere il problema. Una volta risolto, questo può evolversi e ripresentarsi sotto una nuova forma; affrontare un passo per volta può aiutare la ricerca e lo
sviluppo;
- valutazione di fattibilità dei progetti;
- nuove tecnologie per migliorare le tute da campo;
- problematica dei finanziamenti e dei costi nascosti di ogni missione. (05/10/2026-ITL/ITNET)

Altri prodotti editoriali

Contatti

Contatti

Borsa italiana
Borsa italiana

© copyright 1996-2007 Italian Network
Edizioni Gesim SRL − Registrazione Tribunale di Roma n.87/96 − ItaliaLavoroTv iscrizione Tribunale di Roma n.147/07