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DIRITTI CITTADINI -EUROPA/SICUREZZA INFANZIA - COMMISSIONE EUROPE ADOTTA 'EU KIDS ACT': VIETA ACCESSO AI SOCIAL MEDIA DEI MINORI DI 13 ANNI E APERTURA ACCOUNT PRIMA 15 ANNI. PER 92% EUROPEI PRIORITA' ASSOLUTA
(2026-09-17)
Commissione europea rilancia in Europa l'iniziativa dell'Australia e di altri Paesi adottando l'EU KIDS Act per rafforzare la sicurezza online dei minori in tutta l'Unione.
La proposta si basa sulla relazione e sulle raccomandazioni dei copresidenti del gruppo di esperti sulla sicurezza dei minori online , la dott.ssa Maria Melchior e il prof. Jorg M. Fegert. La presidente von der Leyen ha convocato, quindi, un gruppo di esperti per ottenere un contributo specialistico sul quadro normativo dell'UE in materia di sicurezza dei minori online. Tra costoro rappresentanti di organizzazioni della società civile, dei giovani, genitori, educatori, psichiatri infantili, specialisti di sanità pubblica, neurologi e esperti di tecnologia, che si è riunito per la prima volta nel marzo 2026 e ha tenuto tre riunioni prima della presentazione del rapporto nel luglio 2026.
Inoltre, la proposta riflette le crescenti richieste da parte degli europei di una maggiore protezione per i minori online: secondo l'Eurobarometro speciale sul decennio digitale 2026 , il 92% degli europei considera la necessità di rafforzare ulteriormente la protezione dei bambini e dei giovani online una priorità politica assoluta, sia contro il cyberbullismo, sia contro l'esposizione a contenuti dannosi, sia contro la creazione di dipendenza o altri rischi .
La proposta vieta alle piattaforme di social media di accedere ai minori di 13 anni e fissa a 15 anni l' età minima a livello europeo per l'apertura di un account personale da parte dei minori, garantendo così un approccio graduale. Il KIDS Act inverte inoltre l'onere della prova. Ora, i fornitori di servizi dovranno dimostrare che i loro servizi sono adeguati all'età e sicuri fin dalla progettazione .
"Oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono mai state progettate pensando al loro benessere" ha dichiarato la Presidente della Commissione Europea Von der Leyen.
La proposta di legge EU KIDS Act è strutturata attorno a quattro pilastri:
1. Ritardo accesso ai social media: solo a partire dai 15 anni di età.
Per i bambini di età compresa tra i 13 e i 15 anni, la proposta prevede il controllo parentale, consentendo ai tutori di creare mini-account a cui i bambini possono accedere tramite l'account del tutore. Ciò permetterebbe loro di accedere a piattaforme di social media e di condivisione video adatte alla loro età. Inoltre, i servizi disponibili sui mini-account devono essere progettati con misure di sicurezza, come la limitazione dei contatti sociali e del tempo di utilizzo dello schermo fino a un'ora al giorno, riconoscendo il ruolo dei tutori nel supportare lo sviluppo autonomo e sicuro dei propri figli online.
I bambini di età compresa tra i 3 e i 13 anni non possono accedere ai social media, ma possono utilizzare servizi di condivisione video appositamente progettati per i bambini tramite account gestiti dai loro tutori. A tal fine, le piattaforme devono offrire ai genitori o ai tutori uno strumento di facile utilizzo per limitare l'uso del dispositivo dell'adulto a tali servizi per bambini, quando questo viene ceduto ai minori, e limitare l'esposizione del bambino a un massimo di un'ora al giorno.
2. Sicurezza fin dalla progettazione: La legge EU KIDS impone una serie di obblighi a tutti i servizi online che offrono social media, condivisione di video, videogiochi online, assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale e chatbot a utenti di età inferiore ai 18 anni.
Tra queste misure figurano il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione che trascinano i minori in un vortice di contenuti dannosi. Sono inoltre vietati lo scorrimento infinito senza punti di arresto, i trucchi basati sulle ricompense e le notifiche push durante le ore di sonno, nonché i contatti indesiderati da parte di sconosciuti. Infine, gli assistenti virtuali e i chatbot devono essere disattivati per impostazione predefinita e non possono simulare relazioni interpersonali in modo da creare dipendenza emotiva.
I profili dei minori devono essere privati per impostazione predefinita, con geolocalizzazione, accesso alla fotocamera e al microfono disattivati. I servizi online devono inoltre offrire ai minori modalità semplici per bloccare e silenziare gli utenti, strumenti efficaci per la gestione del tempo e sistemi di raccomandazione sicuri che i minori possano controllare, personalizzare e reimpostare.
3. Verifica dell'età nel rispetto della privacy: Ai sensi del KIDS Act dell'UE, i servizi online e gli app store devono utilizzare strumenti di verifica dell'età. Possono, ad esempio, utilizzare l'app di verifica dell'età da parte dell'UE, che non conserva documenti di identità o dati biometrici, garantendo così i più elevati standard di tutela della privacy. Gli Stati membri saranno strettamente coinvolti nella creazione di questo ecosistema.
Inoltre, i fornitori di servizi di social media e piattaforme di condivisione video saranno tenuti a effettuare la verifica dell'età quando un utente apre un nuovo account.
Per quanto riguarda gli account esistenti, i fornitori devono stimare l'età dell'utente sulla base di indicatori plausibili (ad esempio, data di creazione dell'account, dati della carta di credito).
4. Applicazione efficace
La proposta inverte l'"onere della prova", rendendo i fornitori di piattaforme online di grandi dimensioni responsabili della dimostrazione che i loro servizi siano "sicuri fin dalla progettazione".
Saranno tenuti a presentare un piano di conformità alla Commissione e a un revisore indipendente, il quale dovrà valutare a fondo il nuovo servizio, la nuova funzionalità o la nuova caratteristica. La Commissione può richiedere al fornitore di proporre misure correttive qualora, sulla base della relazione del revisore, ritenga che il piano di conformità presenti delle lacune.
Il quadro di applicazione si basa sulle strutture già esistenti ai sensi del Digital Services Act e dell'Artificial Intelligence Act, avvalendosi di meccanismi consolidati e competenze preesistenti. La proposta introduce procedure di applicazione accelerate nei confronti dei fornitori in caso di non conformità con l'EU KIDS Act, in base alle quali la Commissione dovrebbe concludere le indagini entro 90 giorni.
La proposta legislativa è stata presentata al Parlamento europeo e al Consiglio, al fine di avviare l'iter legislativo per il loro esame e la loro adozione. Vista la chiara esigenza di un'azione urgente e completa a livello dell'Unione, è essenziale che l'atto venga adottato rapidamente.(17/09/2026-ITL/ITNET)
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