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ITALIANI ALL'ESTERO -L.ELETTORALE -SEN.GIACOBBE (PD/ESTERO): "GRAVE COLPO ALLA RAPPRESENTANZA ITALIANI NEL MONDO...CONCENTRATA SOLO IN EUROPA E AMERICA MERIDIONALE...SI SPEZZA LEGAME TRA ELETTI ED ELETTORI...SI TORNA ALLA CAMERA"
(2026-09-15)
«Con l’approvazione della riforma elettorale, il Senato ha inferto un grave colpo alla rappresentanza degli italiani nel mondo. La maggioranza ha respinto ogni nostra proposta di modifica e ha scelto di ignorare le preoccupazioni espresse dalle comunità italiane, dai Comites e dal CGIE». Lo dichiara il senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe, eletto nella Circoscrizione Estero – ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Particolarmente critica è la nuova disciplina prevista dall’articolo 6, che riduce a due le ripartizioni della Circoscrizione Estero per la Camera e istituisce un unico collegio mondiale per il Senato.
«Scompaiono le ripartizioni autonome dell’America settentrionale e centrale e dell’Africa, Asia, Oceania e Antartide. Il risultato concreto è che è stata cancellare la rappresentanza parlamentare di queste immense aree del mondo, concentrandola nelle comunità numericamente più forti dell’Europa e dell’America meridionale», sottolinea Giacobbe.
«Si pretende di creare un “senatore del mondo”, chiamato a rappresentare comunità distribuite in tutti i continenti, tra Paesi lontanissimi, fusi orari differenti e realtà sociali profondamente diverse. Nessun parlamentare potrà conoscere, raggiungere e mantenere un rapporto diretto con tutte le comunità italiane dell’intero globo. In questo modo si spezza il legame tra eletti ed elettori, che costituisce il senso stesso della Circoscrizione Estero».
Secondo Giacobbe, la legge Tremaglia aveva individuato un equilibrio tra rappresentanza proporzionale e rappresentanza territoriale attraverso quattro ripartizioni, tenendo conto delle distanze, della storia dell’emigrazione italiana e delle differenti condizioni di integrazione delle comunità. «Avevamo proposto di sopprimere l’articolo 6 o, almeno, di rinviarne l’applicazione alla seconda legislatura successiva. Anche questa garanzia minima è stata respinta. La maggioranza ha preferito approvare regole delle quali intende beneficiare immediatamente».
«Il testo torna ora alla Camera e la nostra battaglia non è conclusa. Continueremo a contrastare l’articolo 6 in Parlamento e, se necessario, promuoveremo ogni iniziativa prevista dall’ordinamento affinché questa norma sia sottoposta al vaglio della Corte costituzionale. Gli italiani all’estero non sono cittadini di serie B e non possono essere privati del diritto a una rappresentanza autentica, territoriale e vicina alle loro comunità», conclude il senatore Giacobbe. (15/09/2026-ITL/ITNET)
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