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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - RIFORMA ELETTORALE - DOMANI AL SENATO DICHIARAZIONI DI VOTO E VOTO FINALE. ULTIMA CHANCE PER LA RAPPRESENTANZA ITALIANI ALL'ESTERO IN TERZA LETTURA ALLA CAMERA.

(2026-09-14)

Completato l'esame di tutti gli emendamenti e ordini del giorno della riforma della legge elettorale, rimangono
le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento che dovrà poi tornare alla Camera per la terza lettura.

Il sistema di voto prevede il  proporzionale puro, ma con capolista bloccati.
Un premio di maggioranza per la  coalizione che raggiunge il 42% dei consensi in entrambe le  Camere. Il che significa: 70 deputati e 35 senatori, con un tetto  massimo di 220 deputati e 113 senatori.

Al momento della presentazione di simbolo e programma i partiti devono indicare il  candidato presidente del Consiglio che sara' proposto per la nomina al  Presidente della Repubblica.

Tra le modifiche introdotte o confermate nel corso dell'esame al Senato:

- la revisione della normativa sulla raccolta delle firme quadruplicate nel caso di formazioni politiche non presenti in Parlamento

- oltre a una modifica che ridisegna i confini dei collegi della provincia di Bolzano e all'estensione del voto fuorisede ai caregiver.
A breve termine, bisognerà prevedere- afferma l'opposizione -  l'ampliamento della partecipazione, come già avviene per militari o malati.

- la riforma all'esame del Senato inoltre prevede che nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti costituiti in gruppo parlamentare, anche in una sola delle due Camere, nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali e per i partiti e gruppi politici che nell'ultima elezione hanno presentato candidature con proprio contrassegno e hanno ottenuto almeno un seggio in una delle due Camere.

Deroghe più ampie dunque di quelle previste per le liste presentate in Italia che sono esonerate se i partiti sono costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due camere al 31 dicembre 2025. Per chi invece ha un gruppo o una componente in almeno una delle due camere al momento della convocazione dei comizi

--  vi è anche la riduzione all'interno della Circoscrizione Estero delle quattro ripartizioni in due sole ripartizioni per la Camera: Europa e Mondo. Mentre per il Senato viene istituito un unico collegio mondiale. Punto sul quale è stato bocciato perfino  l'emendamento Menia (Fratelli d'Italia).

- confermato per quanto riguarda il voto delle comunità italiane all'Estero, che le firme da raccogliere sono tra 500 e mille dei residenti nella relativa ripartizione,  come previsto dall'attuale legge ma non sono richieste "per i partiti o i gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare, anche se in una sola delle due Camere, nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi o che nell'ultima elezione hanno  presentato candidature con proprio contrassegno e hanno  ottenuto almeno un seggio in una delle due Camere". resta l'obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio.
I partiti non presenti in Parlamento invece dovranno raccogliere almeno 6mila firme in ogni collegio per presentare le liste.

Bocciato anche l'emendamento del Pd Andrea Giorgis sulle firme raccolte in modalità digitale mediante firma elettronica qualificata".

E bocciato anche il tentativo bipartisan delle parlamentari che già nel luglio scorso avevano giudicato discriminatoria la legge che non prevede l'equilibrio di genere, rischiando così - secondo Elena Bonetti (Azione)- di ritrovarsi un Parlamento con appena il 20% della presenza femminile.

La speranza su possibile modifiche alla Camera in terza lettura frustrata dalla sicurezza della Ministra delle riforme Casellati: "Non credo che alla Camera ci saranno sussulti" (14/09/2026-ITL/ITNET)
 

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