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CULTURA ITALIANA NEL MONDO -QUANDO LA MUSICA DIVENTA CINEMA: 8½, RIVISTA REALIZZATA DA CINECIT-TA' E DIREZ.CINEMA ED AUDIOVISIVO (MIC) CHE RACCONTA LE STORIE DIETRO LE NOTE. EDIZ.SABINAE
(2026-09-11)
Quando la musica diventa cinema. 8½ racconta le storie dietro le note: Il n.75 della rivista esplora la musica come motore del racconto cinematografico, tra biografie, documentari, film-concerto e immaginari sonori. La copertina è firmata da Marco Gavagnin. Tra gli approfondimenti, un’intervista al presidente di Cinecittà, Antonio Saccone
IN ALLEGATO COMUNICATO E COVER
Una vocazione, un’ossessione, una forma di ribellione. La musica custodisce storie prima ancora di diventare cinema: vite attraversate dal talento, comunità che si riconoscono in una canzone, artisti divisi tra il desiderio di esporsi e il bisogno di scomparire. A questo incontro è dedicato il nuovo numero di 8½ – Visioni, avventure e passioni del cinema italiano realizzato da Cinecittà e Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, che esplora il momento in cui le note diventano personaggi, conflitti, immagini. Un viaggio tra compositori classici e icone rock, interpreti e registi, palcoscenici e archivi, alla ricerca di ciò che il cinema riesce a vedere dentro la musica.
A introdurre l’uscita n.75 è la copertina illustrata da Marco Gavagnin: una figura fantastica in cui strumenti musicali, bobine e macchina da presa si fondono, dando corpo all’incontro fra le due arti. “Il tuo film è come un rock”, annuncia la copertina, trasformando la contaminazione in invito alla lettura.
Il punto di partenza è l’Editoriale di Cristiana Paternò, Storie di musica. La suggestione arriva da Primavera di Damiano Michieletto, dove Antonio Vivaldi e una giovane violinista abitano un racconto che affida alla musica la propria forza narrativa. È questa l’angolatura scelta per il numero: “Perno dell’inchiesta è infatti il film che ha la musica come motore narrativo”, scrive la Direttrice. A emergere è un universo di personaggi reali e immaginari che vivono attraverso la musica, tra creazione, fragilità e ricerca di libertà.
Nella sezione Primo Piano, Alberto Anile ripercorre questa alleanza: Dal muto a Chazelle, il film è sempre melomane attraversa una storia che precede persino l’avvento del sonoro. Paola Casella, con Biopic Rhapsody, esplora il richiamo esercitato dalle vite delle star internazionali, da Michael Jackson a Bruce Springsteen, da Bob Dylan a Freddie Mercury. In Vite in partitura, Nicole Bianchi s’addentra invece nell’immaginario dei compositori classici: Mozart, Vivaldi, Beethoven, Rossini, Chopin, Liszt, Bach, Verdi e Puccini diventano altrettante possibilità di interrogare il genio e rendere visibile ciò che appartiene all’ascolto.
Il percorso incontra poi i volti che hanno restituito sullo schermo le figure della musica italiana: Giulia Bianconi, in Assonanze d’attore, racconta la sfida di interpretare artisti entrati nella memoria collettiva, da Rino Gaetano a Gianna Nannini e Franco Battiato. Le interviste di Chiara Nicoletti danno direttamente la parola a Susanna Nicchiarelli, Riccardo Milani, Cinzia TH Torrini, Margherita Vicario, Giorgio Verdelli, Elisa Fuksas e Toni D’Angelo. Tra documentario e finzione, affiorano legami personali, scelte di sguardo e modi diversi di avvicinarsi all’identità di un musicista. “Ogni docufilm è un pezzo unico, un’operazione di artigianato”, osserva Verdelli.
Lo speciale segue anche l’energia del rock e le sue reinvenzioni. Anile firma Il rock mi ha salvato il film, mentre Alberto Crespi, in Falsi d’autore, esplora le band immaginarie del cinema. Manlio Castagna racconta i festival cinematografici dedicati alla musica come luoghi di esperienza collettiva; Alessandra De Luca attraversa i film-concerto e la condivisione in sala dei grandi riti pop. Il passaggio dei cantanti dal palco al set è al centro dell’articolo di Alessandro Cavaggioni, mentre Maurizio Di Rienzo, con Pentagramma italiano, s’immerge nella ricchezza del documentario musicale nazionale, a partire da Ennio di Giuseppe Tornatore. Completano il quadro le incursioni di Eugenio Tassitano nel musical, di Oscar Cosulich nell’animazione e nel jazz, di Caterina Sabato nel rapporto fra storie musicali e riconoscimenti, e di Pedro Armocida negli esiti, tutt’altro che uniformi, del botteghino.
La sezione Protagonisti ospita l’intervista di Cristiana Paternò ad Antonio Saccone, presidente di Cinecittà. In Cultura è contaminazione, il bilancio del primo anno di incarico apre una riflessione sull’internazionalizzazione, sul sostegno al cinema italiano, sulla formazione e sulla produzione documentaristica. Al centro, anche il patrimonio dell’Archivio Luce e la sua capacità di continuare a generare racconti.
Accanto al tema di copertina, Dietro lo schermo dedica un ampio approfondimento al montaggio, luogo in cui le immagini trovano ritmo, durata e senso. Francesca Calvelli, intervistata da Paola Casella, ripercorre il proprio lavoro e il dialogo con i registi; Giogiò Franchini, ne Il primo spettatore del film, racconta dall’interno un mestiere fatto di ascolto e spirito critico. Casella e Paternò incontrano inoltre Patrizia Penzo, Angelo Musciagna e Luca Onorati, montatori dell’area produzione documentaristica di Cinecittà, per esplorare il riuso dell’archivio, tra memoria, sensibilità e nuove tecnologie. Prima di chiudere la sezione, con una ricognizione delle scuole di montaggio in Italia, ecco le interviste di Veronica Orciari a Walter Fasano, Cecilia Zanuso, Marco Spoletini e Valerio Bonelli.
La musica attraversa anche Seriamente, con gli approfondimenti di Rocco Moccagatta e Andrea Bellavita e l’articolo di Carlo D’Acquisto su Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, tra amicizia, provincia e desiderio di diventare grandi.
Nel Fuori Binario, lo sguardo s’allarga da Francesco al cinema - raccontato da Paternò attraverso il libro di Arnaldo Casali - a Fantozzi, riletto da Nicola Calocero. Poi, Carmen Diotaiuti esplora i paesaggi italiani del cinema muto; Bianchi rintraccia le suggestioni palladiane sullo schermo; Marlon Pellegrini immagina un mondo che ha dimenticato Luchino Visconti.
Andrea Guglielmino inaugura un percorso nei parchi a tema partendo da Movieland, mentre Michele Pellegrini firma Viareggio-Roma, il sorpasso al contrario.
Completano la lettura l’Oroscopo di Simon and the Stars, A ciascuno il suo genere, e il fumetto originale Le avventure di Remo Starr, con testi di Guglielmino e disegni di Adriana Farina.
Il n.75 di 8½ è da attraversare come una partitura, in cui ogni voce contribuisce a raccontare la forza creativa dell’incontro. 8½ è edito da Edizioni Sabinae e disponibile su Amazon. (11/09/2026-ITL/ITNET)
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