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CULTURA ITALIANA NEL MONDO- ARCHEOLOGIA - DALLE TESTIMONIANZE DEL "FULGUR CONDITUM" FRA I RECENTI SCAVI A VILLA ADRIANA EMERGONO NUOVI SIGNIFICATI SUI LUOGHI E LA STRAORDINARIA RICCHEZZA CULTURALE DELLA RESIDENZA IMPERIALE.

(2026-09-10)

  A Villa Adriana le indagini archeologiche continuano a riportare alla luce testimonianze capaci di arricchire di nuovi significati i luoghi della residenza imperiale. Nell’area del cosiddetto Anfiteatro, nell’ambito delle indagini che il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo conduce, su concessione del Ministero della Cultura e in collaborazione con l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, è stata rinvenuta un’iscrizione relativa a un fulgur submanium: un fulmine attribuito a Summano, la divinità romana dei fulmini notturni.

Il ritrovamento è particolarmente significativo perché la lastra iscritta è ancora nella sua posizione originaria, inserita nella struttura cui apparteneva. Secondo gli archeologi, il complesso è collegato alla sacralizzazione rituale del luogo colpito dal fulmine e la struttura potrebbe costituire il segnacolo o la delimitazione di un bidental, lo spazio sacro connesso a questo tipo di evento. Nel mondo romano il luogo raggiunto dalla folgore era infatti considerato religiosus, consacrato dall’intervento della divinità: le tracce materiali colpite dal fulmine venivano raccolte e deposte nella terra, accompagnate da formule rituali e sacrifici. È a questa pratica di deposizione e sepoltura che si riferisce l’espressione fulgur conditum.

“Questa scoperta ci restituisce una testimonianza rara e di straordinaria forza evocativa della religiosità romana: il segno lasciato da un fulmine e il rito attraverso il quale il luogo colpito veniva riconosciuto come appartenente alla sfera divina. È un tema profondamente radicato nella cultura antica, tornato con forza alla nostra attenzione grazie agli straordinari ritrovamenti del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, dove un fulmine in bronzo, deposto insieme a una freccia in selce, ha restituito una suggestiva traccia del rito del fulgur conditum. Villa Adriana aggiunge oggi un nuovo, eccezionale tassello a questo orizzonte religioso, ancora conservato nel suo contesto originario. È la capacità dell’archeologia di restituirci, attraverso le tracce materiali, pensieri, riti e forme della relazione con il divino. Ringrazio gli archeologi dell’Università di Urbino e dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este per una scoperta che amplia in modo significativo la conoscenza di uno dei luoghi più straordinari del patrimonio italiano”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ieri si è recato sul luogo del rinvenimento. Alla visita erano presenti anche il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d'Este Alberto Samonà, il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi, e gli archeologi impegnati nella ricerca, guidati dal direttore dello scavo, Fabio Giorgio Cavallero.

La scoperta è avvenuta in un settore compreso tra il cosiddetto Anfiteatro e il banco di tufo. Qui gli archeologi hanno messo in luce una piccola struttura quadrangolare, realizzata con elementi di tufo legati da malta, sul cui fronte è ancora inserita la lastra di marmo iscritta, di 40 per 35 centimetri.

Sulla lastra, in due righe di lettere capitali, si legge integralmente: FVLGVR SVBMANIVM.

La formula indica dunque un fulmine notturno riferito a Summano. Le fonti antiche distinguevano infatti le folgori diurne, attribuite a Giove, da quelle notturne, ricondotte a Summano, dio del cielo e dei fulmini notturni. Il significato del rinvenimento va però oltre le parole incise sulla lastra: per i Romani la caduta del fulmine segnava l’irruzione del divino nello spazio degli uomini e rendeva quel luogo religiosus, sottraendolo alla sua condizione ordinaria.

“Questa scoperta – sottolinea il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà – sposta l’attenzione dalle grandi architetture alla sfera più intima della religiosità romana. Ritrovare il segno materiale della sacralizzazione di un luogo colpito da un fulmine ci permette di toccare con mano le meticolose procedure rituali del tempo. È un risultato di straordinario valore scientifico, per il quale sono grato al lavoro del professor Cavallero, direttore dello scavo, e all’équipe dell’Ateneo di Urbino, condotto in proficua sinergia con i nostri archeologi dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. La ricerca archeologica nelle VILLÆ di Tivoli si conferma preziosa per svelare non solo le forme del potere, ma l’intera grammatica culturale, antropologica e religiosa del mondo antico”.

“Il Dipartimento di Eccellenza DISTUM – evidenzia la professoressa Berta Martini, direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) – sostiene questo scavo fin dal suo avvio, riconoscendone il valore per la ricerca e la formazione degli studenti tanto sul campo quanto nei laboratori di UniUrb dedicati. L’eccezionale rinvenimento conferma l’importanza della collaborazione tra l’Università di Urbino, il Ministero della Cultura e l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. Il Dipartimento continuerà a sostenere le indagini e lo studio dei rinvenimenti, anche attraverso le attività del laboratorio di Imaging for Humanities e l’impiego delle nuove tecnologie in ambito archeologico”.

“Il rinvenimento dell’iscrizione FVLGVR SVBMANIVM, ancora conservata nella sua posizione originaria – spiega il professor Fabio Giorgio Cavallero, direttore dello scavo – costituisce un dato di eccezionale importanza. Il rapporto stratigrafico tra il fulgur conditum, la rasatura del palazzo rinvenuto nell’area del cosiddetto Anfiteatro nel 2024 e il seppellimento delle sue strutture potrà chiarire la sequenza che condusse alle trasformazioni di tutta l’area monumentale. La scoperta apre nuove prospettive sulla storia di questo settore di Villa Adriana e sul ruolo del rituale del fulgur conditum nella riorganizzazione degli spazi”.

“La ricerca archeologica a Villa Adriana – aggiungono Viviana Carbonara, funzionario responsabile delle concessioni di scavo, e Sergio Del Ferro, funzionario responsabile di Villa Adriana – è fondamentale per continuare a conoscere un sito che ha ancora molto da dire. Le concessioni attualmente in corso, insieme alle indagini direttamente promosse dall’Istituto che prenderanno avvio nei prossimi mesi, stanno restituendo risultati inediti e, in alcuni casi, assolutamente inattesi. La scoperta dell’iscrizione dedicata al fulgur submanium dimostra ancora una volta come lo scavo possa aprire nuove prospettive di conoscenza e contribuire a riscrivere pagine della storia del sito, restituendone la complessità e la straordinaria ricchezza culturale”. (10/09/2026-ITL/ITNET)

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