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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - FRANCIA/ITALIA - AL MUSEO DELL'OTTOCENTO DI PESCARA ALLA SCOPERTA DELLE RADICI DELL'IMPRESSIONISMO': LA SCUOLA DI BARBIZON:

(2026-09-08)

A Pescara una selezione unica di opere dei pittori che, a partire dagli anni Trenta dell'Ottocento, fecero della fore-sta di Fontainebleau, alle porte di Parigi, un vero e proprio laboratorio della pittura “dal vero” e dell'osservazione diretta della natura.

Dal 05 settembre 2026 al 09 gennaio 2027 il Museo dell'Ottocento Fondazione Di Persio-Pallotta presenta la mostra: 'La Scuola di Barbizon: le radici dell'Impressionismo', patrocinata dal Ministero della Cultura, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal Consiglio Regionale della Regione Abruzzo, dal Comune di Pescara, dall’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dal Teatro Marrucino di Chieti e da 'La Renaissance Française', che si inserisce nell'ambito della Settimana Dannunziana,  in programma a Pescara dal 29 agosto al 6 settembre.

L'esposizione riunisce per la prima volta 120 dipinti della collezione della Fondazione, recentemente ampliata con nuove acquisizioni, per offrire una lettura ricca e articolata dell'esperienza barbizonnais e dei suoi protagonisti.

La Scuola di Barbizon nacque quando un gruppo di pittori iniziò a riunirsi nell'omonimo villaggio, ai margini della foresta di Fontainebleau. Lontani dai modelli accademici, gli artisti scelsero di lavorare a diretto contatto con la natura: boschi, radure, sentieri, corsid'acqua, cieli e atmosfere stagionali divennero materia di studio e soggetti autonomi della rappresentazione pittorica.
La natura non costituiva più uno sfondo, ma il cuore stesso dell'opera. Il movimento conobbe la sua stagione più feconda tra il 1830 e il 1870. Le indagini sul paesaggio, sulla luce e sulla pratica della pittura en plein air antici-parono alcune delle principali innovazioni che sarebbero state sviluppate dagli Impressionisti.

Il percorso documenta la pluralità dei linguaggi sviluppati all'interno della Scuola di Barbizon attraverso lavori di Théodore Rousseau, Jules Dupré, Constant Troyon, Rosa Bonheur, Charles-François Daubigny e Narcisse Virgilio Diaz de la Peña, oltre a due opere di Gustave Courbet. Di particolare rilievo è inoltre il nucleo di dipinti di Léon Germain Pelouse, artista la cui riscoperta è legata agli studi e alle ricerche di Venceslao Di Persio e Rosanna Pallotta.

Uno degli aspetti più significativi  della mostra è il dialogo tra i maestri francesi e alcuni protagonisti della pittura italiana, tra cui Giuseppe Palizzi, tra i primi artisti italiani a stabilirsi nel villaggio francese, e Federico Rossano.

Tradizionalmente inclusa all'interno di rassegne dedicate al paesaggismo europeo del XIX secolo, la Scuola di Barbizon viene qui indagata attraverso un taglio monografico che ne evidenzia la coerenza interna, l'originalità della ricerca e il ruolo svolto nel rinnovamento della pittura moderna.

L’esposizione rappresenta la prima presentazione organica del nucleo francese della collezione costituita da Venceslao Di Persio e Rosanna Pallotta nell'arco di quarant’anni di ricerca, studio e passione dedicati alla pittura dell'Ottocento. L'identità del Museo, inaugurato nel 2021, si sviluppa infatti lungo due direttrici principali: la pittura  napoletana e il paesaggismo francese, filoni che trovano in questa mostra un significativo momento di approfondimento e valorizzazione. (08/09/2026-ITL/ITNET)

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