Direttore responsabile Maria Ferrante − venerdì 4 settembre 2026 o consulta la mappa del sito
italialavorotv.it

Sponsor

AMBIENTE ITALIA - ALLA FESTA DELL'UNITA' DI REGGIO EMILIA SI PARTE CON IL "CARO BENZINA" E TRANSIZIONE ENERGETICA CON FUMAROLA (SEGR.CISL), EUROPARL GORI (S&D) E PRES. GAMBERINI (LEGACOOP)

(2026-09-01)

  Economia, lavoro, impresa, cooperazione i temi al centro del primo confronto alla Festa dell'Unita' 2026 di Reggio Emilia . E, naturalmente, in questi ambiti, la dominante: la questione della transizione energetica ed il suo peso sostanziale sui trend del nostro Paese .

Una riflessione aperta, suggerimenti, proposte in chiave nazionale, europea ed internazionale su diversi ambiti e letture della realtà tra la Segretaria Generale della CISL, Daniela Fumarola, europarlamentare Giorgio Gori ed il Presidente di Lega Coop, Simone Gamberini, con l'intento di sostenere e rilanciare il Paese a fronte di eventi internazionali i cui effetti finiscono con incidere pesantemente sulla quotidianità dei cittadini italiani.

Ad aprire l'incontro la Segretaria Generale della CISL Daniela Fumarola sul filo delle domande del giornalista parlamentare, Giulio Ucciero: "Il Governo ha provato a contenere gli effetti derivanti dalla crisi di Hormuz. Tuttavia, si è trattato di interventi temporanei. Quali altri interventi sarebbero necessari ? La Segretaria del PD Schlein ha avanzato la proposta di una tassazione sugli extra profitti...

FUMAROLA (CISL) " Sì, purtroppo tutto ciò che accade a livello internazionale, e soprattutto quello che accade oggi nel Golfo di Hormuz, immediatamente si trasforma in difficoltà, che incontrano cittadini e famiglie, perché gli aumenti alla pompa della benzina e del gasolio sono inevitabili e sono sotto gli occhi di tutti, ed il carrello della spesa diventa sempre più povero, ma sempre più pesante dal punto di vista dei costi. Per cui sicuramente gli effetti negativi li  stiamo verificando soprattutto fra le persone più fragili, fra coloro che non hanno grandi possibilità economiche.

Quanto agli interventi, ai decreti varati sono serviti solo a tamponare una situazione di emergenza e quando si è in emergenza bisogna agire con provvedimenti di emergenza. Noi pensiamo che non sia sufficiente e che  serva una politica europea per fare massa critica. Anche se sappiamo che un gruppo di Stati ha avanzato delle richieste e la risposta è stata "ognuno faccia per sé". Ma si tratta di un approccio sbagliato perché bisogna, invece, unire le forze per contrastare  questa situazione. Così com'è fondamentale pensare a ciò che dovrà diventare strutturale: cioè l'indipendenza del nostro paese dal punto di vista energetico e quindi riteniamo  sia importante ragionare in termini di MIX ENERGETICO. In questo contesto, sarebbe utile verificare, ad esempio,  quanto  il NUCLEARE DI ULTIMA GENERAZIONE possa essere preso in considerazione, chiaramente in tempi più lunghi di quanto si affermi. Mentre nell'immediato c'è bisogno che gli interventi che verranno messi in campo  siano più selettivi, che aiutino effettivamente chi ne ha più bisogno, perché fino ad oggi questo non c'è stato.

Lei mi chiedeva cosa penso dell'eventuale TASSAZIONE SUGLI EXTRA PROFITTI ? Ebbene, intanto non la definiamo una tassa, ma pensiamo che quanti hanno tratto, in  questi anni, maggiori profitti debbano, con uno spirito solidale, intervenire e mettere delle risorse a disposizione dell'intero paese proprio per andare incontro a alle esigenze delle persone che vivono in difficoltà. Ma è anche chiaro che ci sara' da affrontare anche il tema dei bassi salari e delle pensioni nell'imminente manovra di bilancio".

Europarl. GIORGIO GORI: "BENZINA, METANO: penso che l'intervento del Governo di tenere un po' più basse le accise per tutti abbia rappresentato, per certi versi, uno spreco di risorse perché non tutti quelli che vanno a fare benzina hanno le stesse necessità economiche. Avevamo, invece, necessità di interventi più mirati sulle categorie di cittadini con maggiori difficoltà. Sarebbero stati più efficaci e sarebbero potuti durare di più. Mentre, come abbiamo visto,  il continuo rincorrersi di proroghe di qualche giorno o di una settimana, sono state peraltro molto onerose per l'erario, e per i cittadini, perchè quegli interventi li abbiamo pagati noi. Il paradosso sta poi nel fatto che nel momento in cui artificialmente si ribassa la cifra è come  se si incentivasse il consumo contribuendo così a tenere alto il prezzo della benzina.

In termini più generali, penso che il problema vada affrontato in primo luogo accelerando il più possibile il CONTENIMENTO DELLA DIPENDENZA EUROPEA ED ITALIANA RISPETTO AI COMBUSTIBILI FOSSILI. Certo, non dobbiamo illuderci, perchè non è un percorso rapido, ci vorranno molti anni, ma questo percorso va reso più spedito.  Ed è una delle cose che il Governo non ha fatto in questi anni. Ma credo, invece,  che noi come opposizione politica ed allo stesso modo di chi rappresenta i lavoratori e le importanti associazioni del mondo cooperativo, dovremmo  chiedere che il GOVERNO RISPETTI QUANTO LA LEGGE EUROPEA IMPONE. E cioe': che i proventi del TS - ovvero  i soldi che le imprese dovrebbero pagare per le emissioni in anidride carbonica, debbano essere  pagati per bilanciare le loro emissioni-  vadano reinvestiti nella transizione energetica. Questo è scritto nella legge europea, mentre, dei 18 miliardi raccolti dal Governo italiano in questi anni, solo il 9% è stato restituito alle imprese per la transizione. Ed il resto è servito per scopi altrettanto importanti, come ripianare il debito pubblico, e non so cos'altro, ma non per quello che serviva per andare più spediti verso l'autonomia energetica.
Oltre al fatto che i 14 miliardi che il Governo ha si ottenuto una deroga rispetto ai vincoli del patto di stabilità,  ma tali fondi non possono essere utilizzati per sussidi, perchè vanno messi esattamente su misure che invece ci facciano andare più spediti. Io spero che questo emerga.  Per il momento, per, non si è capito cosa voglia fare il Governo, ma quel che serve è questo."

Presidente Gamberini,  come andrebbero investiti questi soldi? Mi permetta qualche dato sulla TRANSIZIONE ENERGETICA: tra il 2022 e il 2024 la Germania ha investito sulle rinnovabili con un incremento del 19%, del 13% la Spagna, l'Italia solo con il 7%, perché c'è questa difficoltà e chiedo anche a lei quali misure strutturali debbano essere prese per l'impresa e  ovviamente anche per i cittadini?

SIMONE GAMBERINI  pres. LEGACOOP:  "Penso che il tema più generale sia quello che stava cercando di affrontare l'on. Gori. Noi siamo in una situazione nella quale ad un'emergenza si sta rispondendo con politiche  più o meno centrate e legate alla gestione di un'emergenza. Quello che È MANCATO IN QUESTI  5 ANNI ANCHE IN RELAZIONE A PROGRAMMAZIONI EUROPEE ABBASTANZA chiare, è stata una VISIONE DI  LUNGO RESPIRO che ci mettesse nelle condizioni di dare senso al tema della sicurezza energetica.
  Nel 2022 eravamo qui a fare le stesse riflessioni ma poco abbiamo fatto nel cercare di recuperare la nostra autonomia. Abbiamo diversificato fonti e paesi fornitori. Sul gas oggi dipendiamo da altri paesi, non più totalmente dal Golfo di Hormuz  o dalla Russia, com'era in precedenza, ma nella sostanza rimane il tema della dipendenza.  Mentre noi pensiamo che nel medio periodo periodo occorra continuare a investire sulle rinnovabili e per quello che abbiamo percepito in questi anni, pur avendo subito chiesto che le risorse derivanti dagli ETS fossero reinvestite appunto sulle politiche di investimento legate alle rinnovabili, è stato in realtà un arretramento da parte delle politiche poste in atto.
Giusto un anno fa su questo stesso palco stavamo discutendo del fatto che nella revisione del PNRR il Governo avesse tolto quasi  un miliardo di euro destinati alle politiche di incentivazione ed in tutte le produzioni di energia rinnovabile. Oggi  a settembre 2026 abbiamo una situazione paradossale: le imprese, le comunità sono andate avanti negli investimenti, hanno chiesto la possibilità di adire a quelle misure ed a quelle risorse tant'è che ci sono quasi 20.000 domande per la realizzazione di impianti di energie rinrovabili collegate a comunità energetiche che sono fermi, bloccati, che hanno  la sicurezza, pur avendo presentato la domanda entro il 30 novembre del 2025, di non essere finanziate con gli investimenti che si potevano mobilitare. Parliamo di quasi 10 GW di potenza che si potrebbero installare nei prossimi 2  anni ma non verranno installati, a meno che quei 14 miliardi che ha ottenuto il Governo come disponibilità di spesa non vengano orientati anche su quelle politiche.

Tuttavia, dobbiamo tenere conto del fatto che quelle azioni avevano messo in moto un ciclo virtuoso: non si erano abilitati, infatti, solo i cittadini con le comunità energetiche perchè oggi la maggior parte sono costituite da un mix di cittadini e imprese che realizzano i loro impianti e riescono a ottenere un'autonomia nell'autoproduzione di energia. E' un qualcosa che ha mobilitato investimenti, ha mobilitato forza di lavoro, ha mobilitato comunità con l'obiettivo di ottenere una maggiore sicurezza energetica e un maggiore controllo dei prezzi dell'energia nel nostro paese, sia per i cittadini che per le imprese.
Mentre, i segnali che ci sono arrivati negli ultimi due anni sono stati la riduzione delle risorse e oggi di fronte ad una chiara emergenza la mancanza di segnali chiari verso l'investimento sulle rinnovabili. Penso che questo sia un tema del quale dobbiamo discutere.

Ebbene, io non sono fra quelli disponibili a farsi raccontare che L'ENERGIA NUCLEARE È una risposta a breve termine e che quindi tutto può essere risolto attraverso la sperimentazione delle microcentrali nucleari. Se ci saranno, saranno disponibili fra 6-7 e forse 15 anni per il livello di sperimentazioni che abbiamo nel nostro paese e noi non possiamo rimanere per 15 anni fermi al palo.
Oggi un Stato molto diverso dal nostro, direi quasi un continente come la Cina, ha dichiarato di avere superato con la produzione di energia delle rinnovabili, quella della produzione di energia dalle centrali di carbone e tutti i paesi che vogliono competere, vogliono garantirsi sicurezza energetica, stanno investendo in modo massivo sulle rinnovabili, cercando di aumentare anche il livello, la qualità tecnologica,, l'efficienza delle rinnovabili.
Noi abbiamo un sistema di imprese in Italia, non solo cooperativo, che può realizzare e e costruire a fronte di politiche di medio periodo qualcosa di di importante. È un problema di scelte, di scelte politiche fare che non possono limitarsi alla gestione di un'emergenza, anche se oggettivamente c'è e inciderà sul potere d'acquisto degli italiani, ma che sul medio periodo non ci copre in nessun caso."(01/09/2026-ITL/ITNET)

Altri prodotti editoriali

Contatti

Contatti

Borsa italiana
Borsa italiana

© copyright 1996-2007 Italian Network
Edizioni Gesim SRL − Registrazione Tribunale di Roma n.87/96 − ItaliaLavoroTv iscrizione Tribunale di Roma n.147/07