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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - I RITRATTI MULIEBRI DI FRANK HORVAT DALL'11 SETTEMBRE ALLE TERME DI CARACALLA (ROMA)

(2026-08-24)

Alle Terme di Caracalla  allestita dall'11 settembre la mostra “Frank Horvat”  un complesso di 72 immagini divise in tre momenti significativi che esplorano il lavoro del grande fotografo, nato ad Abbazia - a quel tempo cittadina  italiana, ed emigrato con la famiglia ebrea in Svizzera.

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La mostra, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro, con l’organizzazione di Electa, è curata dallo Studio Horvat (Fiammetta Horvat e Mathilde Oudin) e Nunzio Giustozzi e resterà aperta dall’11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027.
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Frank Horvat (1928-2020) è stato fotografo eclettico. Nel corso della sua carriera, lunga più di settant’anni, ha affrontato con profonda intensità svariati temi: certamente la moda, che l’avrebbe reso celebre, ma anche il reportage sociale e il viaggio, il paesaggio, i ritratti, il rapporto con l’arte, in una ricerca costantemente improntata alla libertà, alla delicatezza dello sguardo.

In una delle palestre delle Terme di Caracalla verrà costruito un percorso inedito fra i migliori suoi ritratti dedicati all’universo femminile, quelli che, meglio di ogni altro soggetto, rivelano la chiave interpretativa del lavoro del fotografo.
Con un approccio personale, Horvat è infatti riuscito a scardinare i codici della fotografia di moda, liberando le modelle, con le quali instaurava un rapporto di amicizia e complicità, dalle loro pose canoniche, cogliendole per strada con una Leica e la sola luce naturale. Dal finire degli anni Cinquanta c’era anche una corrispondenza tra il mutare dell’idea di eleganza, l’ascesa del prêt-à-porter, ormai accessibile a tutte le donne della classe media, e l’evoluzione del loro status: non solo attrici o ballerine, scrittrici o intellettuali ma anche tenerissime madri, donne che lavoravano, erano finalmente indipendenti e chiedevano più libertà e il diritto di essere sé stesse.

Ciò che lo interessava era, dunque, la “donna reale”, come attestano anche le fotografie dei suoi servizi documen-tari realizzati in tanti Paesi del mondo, dal Pakistan all’India, dal Brasile al Senegal, dall’Egitto al Giappone.

Un focus sarà dedicato, in particolare, ai servizi fotografici che Horvat, invitato da Irene Brin e Gaspero del Corso della Galleria L’Obelisco, realizzerà proprio a Roma nei primi anni Sessanta per la rivista “Harper’s Bazaar”, in cui celebri modelle di allora sono in compagnia di personaggi della cultura e del cinema come Alberto Moravia, Luigi Barzini, Marcello Mastroianni e molti altri.

La figura femminile è al centro anche della seconda sezione della mostra con fotografie dalla serie Vere sem-bianze, presentata all’interno degli ambienti voltati del monumento, in cui Horvat gareggia con la pittura, intes-sendo un dialogo estetico dinamico con i grandi ritrattisti del passato, utile a svelare però le intime verità delle donne moderne.

Straordinariamente consonante con le vestigia monumentali delle Terme sarà, infine, la sezione dedicata al ciclo Goethe in Sicilia, in cui il fotografo, nei primi anni Ottanta, si è misurato con le memorabili pagine del Viaggio in Italia, scoprendo una profonda sintonia con la visione romantica dello scrittore tedesco. Affascinato dalla cultura greca dei templi, da quella rococò come dalle tradizioni popolari, Horvat si concentra sull’inconfondibile natura dell'isola, sui suoi paesaggi, luoghi di una storia senza tempo.

Il volume, edito da Electa, segue e approfondisce le tre sezioni della mostra facendo emergere, grazie anche a una nutrita antologia di scritti del fotografo, una vera e propria dichiarazione di poetica. Aprirà il libro un sentito ricordo di Ferdinando Scianna.

FRANK HORVAT NASCE nel 1928 ad Abbazia (città è stata italiana tra la fine della prima guerra mondiale e la fine della seconda guerra mondiale (1920-1945), come parte della Provincia di Fiume. Oggi Opatija è in Croazia).

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel 1939, la famiglia ebrea emigra a Lugano, e lì, all'età di quindici anni, Frank acquista la sua prima macchina fotografica, una Retinamat da 35 mm, ottenuta barattando la sua collezione di francobolli.

Tornato in Italia nel 1947, inizia a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. Ma è il suo primo soggiorno a Parigi nel 1950 a rivelarsi fondamentale. Qui incontra Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, l’influenza dei quali avrebbe plasmato il suo sguardo.

Due anni dopo intraprende un viaggio attraverso l'India e il Pakistan, che contribuisce a gettare le basi per la sua pratica, ma dà anche il via alla sua carriera. Alcune immagini di questa spedizione sono presentate nella storica mostra The Family of Man curata da Edward Steichen al MoMA di New York nel 1955, portandogli un riconosci-mento internazionale e la collaborazione con “Life”.

  Stabilitosi successivamente a Londra e poi a Parigi, Horvat cattura la vita quotidiana con sensibilità, spesso utilizzando un teleobiettivo per cogliere momenti intimi, creando inquadrature dinamiche che infrangono le regole compositive. Continua a praticare il fotogiornalismo unendosi all'Agenzia Magnum nel 1958 e viaggiando per il mondo. Nei decenni successivi lavora costantemente nel campo della moda e della pubblicità, dedicandosi al contempo a progetti personali di ricerca pubblicati in raffinati libri fotografici, spesso usando il colore prima che ottenesse un consenso diffuso.

Horvat si stabilisce a Boulogne-Billancourt, vicino a Parigi, già negli anni Settanta dove costruisce il suo studio ideale. Continua a scrivere di fotografia e a fotografare, pioniere nella sperimentazione delle nuove tecnologie digitali, ed espone i suoi lavori fino alla morte, avvenuta nell'ottobre del 2020, all'età di 92 anni. Sua figlia Fiammetta conserva e gestisce ora il suo archivio completo, rimasto intatto nella sua casa.(24/08/2026-ITL/ITNET)

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