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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - 83. MOSTRA INTERNAZ. D'ARTE CINEMATOGRAFICA: AL VIA DAL 2 AL 12 SETTEMBRE. LE PRODUZIONI E COPRODUZIONI LUCE CINECITTA'

(2026-08-24)

  Luce Cinecittà  si presenta all'83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con quattro produzioni o coproduzioni di particolare interesse, ed il progetto SIC@SIC : undicesima edizione del progetto nato dalla collaborazione tra la Settimana Internazionale della Critica di Venezia e Cinecittà.
Una vetrina internazionale per i giovani autori italiani non ancora approdati al lungometraggio, con una selezione di sette cortometraggi in prima mondiale e due eventi speciali fuori concorso.
Ma partiamo dai lungometraggi:

IMPERIUM  di Sergei Loznitsa che si presenta a Venice Open - Fuori Concorso - Non Fiction.
Una cproduzione Essential Filmproduktion, Kino Produzioni con Rai Cinema e con Luce Cinecittà, Société Parisienne de Production, Studio Uljana Kim.

Il film è promosso da Aamod - Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico con il supporto di Luce Cinecittà e CSC - Cineteca Nazionale
Imperium propone una rilettura inedita dell’Unione Sovietica attraverso materiali d’archivio italiani, restituendo un ritratto visivo e immersivo dei territori sovietici all’inizio degli anni Settanta, in piena epoca brezneviana.

Il progetto è promosso dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), ed è il risultato di un’ampia coproduzione europea tra Germania – Essential Film, Italia – Kino Produzioni con Rai Cinema, Luce Cinecittà e con la partecipazione di Cineteca Nazionale, Francia – Société Parisienne de Production, con ARTE France, e Lituania – Studio Uljana – distribuzione internazionale Coproduction Office.

Nato in Bielorussia e cresciuto in Ucraina, Loznitsa è tra i registi più apprezzati dalla critica internazionale; nel 2018 ha ottenuto il premio per la Miglior Regia nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes con Donbass. Con Imperium prosegue la sua ricerca sul rapporto tra immagini e storia, costruendo il film come un montaggio d’archivio a partire da materiali rimasti a lungo nell’oblio.

Alla base del film - spiegano a Cinecittà- vi è un’importante operazione archivistica resa possibile dalla collaborazione tra AAMOD, Archivio Luce Cinecittà e Cineteca Nazionale, per la prima volta insieme nel recupero, restauro e digitalizzazione di un fondo cinematografico inedito. Il materiale utilizzato comprende 482 rulli di pellicola 16mm a colori, per un totale di circa 60 ore di girato, in gran parte privo delle registrazioni sonore originali.

Presentando il film, il direttore artistico del festival Alberto Barbera ha dichiarato: “Tutti questi materiali sono rimasti per decenni conservati nell’archivio dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, che ha deciso di chiedere a Loznitsa di prenderne visione e di montarli a suo piacimento in un film che è un viaggio affascinante in quella Russia in larga misura scomparsa.”

La narrazione si sviluppa interamente attraverso queste immagini, girate tra il 1970 e il 1973 da un gruppo di cineasti italiani guidati dall’antropologo Diego Carpitella, con il coinvolgimento, tra gli altri, di Folco Quilici, Luigi Di Gianni, Giorgio Arlorio, Giuseppe Ferrara, Rudi Assuntino e Gianni Bonicelli. Il film attraversa geografie e culture dell’URSS, dall’Oceano Artico ai Carpazi, dal deserto del Karakum alle repubbliche caucasiche di Georgia, Armenia e Azerbaigian, fino all’Asia centrale e al Pacifico, restituendo uno spaccato della vita quotidiana, delle tradizioni e delle identità locali.

“L’Unione Sovietica ha plasmato la mia infanzia – spiega Loznitsa a Cinecitta' news – crescendo in Ucraina, mi sono presto reso conto di come la Storia venisse costantemente riscritta per servire gli interessi di chi deteneva il potere. Ho capito che, nell’URSS, il passato non era una narrazione fissa, stabilita, ma uno strumento politico. Forse è per questo motivo che le immagini d’archivio occupano un posto centrale nel mio lavoro: esse conservano tracce tangibili di ciò che è realmente accaduto, indipendentemente dalle interpretazioni o dalle distorsioni successive. Un approccio rigoroso alla storia è essenziale se vogliamo evitare di ripetere gli errori del passato. Questo è il mio credo artistico”.

CARLA LONZI - DENTRO E FUORI DAL MONDO  di Francesca Archibugi - un docu film presentato alle giornate degli Autori- negli Eventi Speciali.
Una produzione Fandango con Rai Cinema, in associazione con Luce Cinecittà e distribuito da Fandango Distribuzione.
Il film è dedicato a Carla Lonzi,  figura imprescindibile della critica d’arte e del femminismo, raccontata nel nuovo documentario di Francesca Archibugi.
Il film ripercorre la vicenda intellettuale di una delle personalità più influenti del pensiero italiano contemporaneo. Critica d’arte tra le più autorevoli della sua generazione, autrice di testi fondamentali e fondatrice del collettivo Rivolta Femminile, Lonzi ha rivoluzionato il modo di intendere il rapporto tra arte, cultura e politica, diventando un punto di riferimento imprescindibile del femminismo italiano.
Attraverso materiali d’archivio, testimonianze e riflessioni contemporanee, il documentario restituisce il ritratto di una donna che ha scelto di mettere radicalmente in discussione il proprio tempo e le sue gerarchie culturali, in un momento storico in cui il suo pensiero conosce una rinnovata attenzione da parte delle nuove generazioni.

Mentre nella sezione Notti Veneziane arriva 'ANATOMIA DI UN RITRATTO' SU Fernanda Wittgens, la prima donna alla guida della Pinacoteca di Brera,  di Francesco Clerici, Mattia Colombo  presentazione nelle Giornate degli Autori – Notti Veneziane  Prodotto da Rossofilm con Luce Cinecittà e Lab 80 Film una co-produzione Italia Svizzera con Rough Cat e RSI - Radiotelevisione svizzera con il sostegno del Mic - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo
Il film punta sulla figura della coraggiosa e visionaria direttrice della Pinacoteca di Brera Fernanda Wittgens, storica e critica d’arte, prima donna a dirigere Brera, partigiana dell’arte oggi dimenticata. Durante la guerra salvò le opere d’arte dai bombardamenti, aiutò perseguitati politici e famiglie ebree a fuggire dal regime e, per il suo impegno antifascista, venne incarcerata. Dopo la Liberazione ricostruì Brera e difendono l’idea di museo aperto e accessibile a tutti. Nonostante il valore pionieristico della sua opera, dopo la morte viene dimenticata. Sarebbe accaduto lo stesso se fosse stata un uomo?

Di lei restano poche fotografie, quattro secondi di pellicola e alcune lettere. Da questa assenza nasce il dispositivo del film: attraverso l’attrice Sara Drago, che dà voce e corpo alle sue lettere, e la storica dell’arte Giovanna Ginex, i registi costruiscono uno spazio collaborativo in cui memoria, interpretazione e presente si intrecciano. Fernanda, pur invisibile, diventa una presenza viva.
Il film riflette sulla lotta delle donne per il riconoscimento, sul ruolo degli uomini nel sostenere il cambiamento e sul potere dell’arte come atto di resistenza. Raccontando Wittgens, trasforma il vuoto in presenza, l’assenza in voce, la memoria in un gesto radicale e vivo.

“Quando il produttore Marco Malfi ci ha parlato per la prima volta di Fernanda Wittgens, ne siamo rimasti subito affascinati – hanno sottolineato i registi – In un momento storico segnato dal riemergere dei  nazionalismi e dalla persistenza del patriarcato, la sua storia ci è apparsa di straordinaria attualità, oltre a presentare una sfida affascinate: costruire un film a partire da ciò che manca, dall’assenza quasi totale di immagini che la ritraggano.

Per Venezia Classici  VIAGGIO IN ITALIA di Roberto Rossellini Cinecittà presenta il filmato restaurato in anteprima mondiale realizzato in 4K da Cinecittà,

Terzo capitolo del sodalizio miliare tra Rossellini e la Bergman, Viaggio in Italia - una coproduzione Italia/Francia del 1954 -  rappresenta un fondamento della modernità cinematografica, un film che da solo ha influenzato generazioni di autori e correnti di cinema, e uno dei film alla base, come minimo, della Nouvelle Vague francese.

"Con l'apparizione di Viaggio in Italia, tutti i film sono improvvisamente invecchiati di dieci anni". "Viaggio in Italia è il vero film che insegna il cinema". Questi elogi, scritti a 50 anni di distanza l'uno dall'altro, rispettivamente da Jacques Rivette e Gianni Amelio, testimoniano, se ce ne fosse bisogno, l'influenza del film di Rossellini sui colleghi in epoche e Paesi diversi.

Sinossi: Una coppia di ricchi coniugi inglesi, Katherine e Alexander Joyce, si reca in Italia per una questione di eredità. I rapporti fra loro sono tiepidi e convenzionali, soprattutto perché Alex, preso solo da se stesso, appare completamente indifferente nei confronti della moglie. È evidente che i due coniugi non hanno più nulla da dirsi e anche il viaggio a Napoli costituisce un’esperienza molto diversa per entrambi. Lontani da casa l’equilibrio si rompe definitivamente e i due sembrano avviati a un divorzio. Se il marito è totalmente assorbito dai suoi affari e non interessato al paesaggio circostante, le peregrinazioni della moglie finiscono per avere su di lei un effetto perturbante. Quando tutto sembra perduto e la separazione tra i due ormai inevitabile, durante una processione Katherine e Alexander si ritrovano l’una nelle braccia dell’altro, forse destinati a rimanere uniti.

Infine, torna al Lido l’undicesima edizione del progetto nato dalla collaborazione tra la Settimana Internazionale della Critica di Venezia e Cinecittà. Una vetrina internazionale per i giovani autori italiani non ancora approdati al lungometraggio, con una selezione di sette cortometraggi in prima mondiale e due eventi speciali fuori concorso.
(24/08/2024-ITL/ITNET)

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