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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - WEEKEND ITALIA - ARRIVA A POTENZA "IL NARCISO" UNA DELLE OPERE DI CARAVAGGIO PIU' AMBITE DAI MUSEI DI TUTTO IL MONDO
(2026-08-21)
Caravaggio: Narciso, il mito di un capolavoro” che si terrà dal 10 settembre al 30 novembre 2026 presso il Museo Archeologico Provinciale di Potenza grazie a un accordo tra l'APT Basilicata, la Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura e le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma.
Dal 10 settembre al 30 novembre 2026, il Museo archeologico provinciale di Potenza ospiterà la mostra “Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro”, frutto di un accordo di valorizzazione tra Apt Basilicata, per conto della Regione Basilicata, Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura e Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma.
Il soggetto del dipinto è Narciso, il cui mito è tratto dal Libro III, vv. 339-510 delle Metamorfosi di Ovidio. Il giovane è ritratto mentre si specchia nell'acqua di una fonte, tentando di toccare il proprio riflesso, di cui si è infatuato credendolo reale. L'artista, in particolare, rappresenta il momento che precede la scoperta dell'inganno, quando Narciso non ha ancora compreso che l'immagine che contempla è la propria.
Le braccia arcuate seguono l'andamento del supporto e guidano lo sguardo verso il volto chino, dallo sguardo anelante e sofferente. Come osservato da Rossella Vodret l'immagine non è concepita come vista da un osservatore esterno: non è infatti presente alcun tipo di rifrazione. Ciò dà vita a una composizione a "carta da gioco", in cui la figura superiore è simmetricamente speculare a quella inferiore, fin nei dettagli . Il formato verticale della tela accentua questo raddoppiamento.
Quando il Longhi scoprì l'opera nel 1913 a Milano, essa era nella collezione privata del collega Paolo D’Ancona, al quale pervenne dallo zio banchiere Laudadio della Ripa, che l'aveva acquistata dalla famiglia Giordani di Pesaro. Longhi, tre anni dopo, nell’articolo Gentileschi, la indicò come autografa del Merisi, per poi ribadire questa convinzione più volte nel corso dei suoi studi. Numerosi studiosi si schierarono, negli anni successivi, a favore di tale attribuzione: tra questi, ricordiamo Baroni, Berenson, Bottari, Calvesi, Cinotti e Gregori (prima del 1989). Il dipinto si collocherebbe nel periodo del soggiorno di Caravaggio a palazzo Madama, abitato al tempo dal cardinale Francesco Maria Del Monte, tra il 1597 e il 1599. A favore di questa ipotesi, vi sarebbero i rapporti tra il cardinal Del Monte e Camillo Giordani, dei sopracitati Giordani di Pesaro.
Da un punto di vista documentario, non essendo il dipinto citato dalle fonti note, l'unico riferimento sembra essere una licenza di esportazione seicentesca. Nel 1974 Maurizio Marini ha infatti rinvenuto, in un articolo di Antonino Bertolotti, una licenza di esportazione del 1645 in cui, tra alcune opere in partenza per Savona, è indicato anche un dipinto del Caravaggio raffigurante Narciso. L’iniziativa sancisce ufficialmente la nascita di una delle iniziative culturali più ambiziose realizzate sul territorio lucano."Grazie alle collaborazioni istituzionali che hanno permesso di mettere in campo un progetto culturale integrato permettendo alla città di fruire di un’opera celeberrima – ha dichiarato il direttore generale di Apt, Margherita Sarli – è stato reso possibile agganciarsi al sistema nazionale per esserne parte integrante. Si dà alla città e alla regione una possibilità di stimolo, di messa in rete e di profilo culturale elevato”.
Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha sottolineato di progettare, sperimentare e attrarre. È un investimento sulla nostra identità e sulla nostra visione di sviluppo: una regione che produce qualità, che esce dai margini e che valorizza ogni territorio attraverso la cultura.”
Il progetto espositivo, a cura di Paola Nicita, funzionaria storica dell’arte delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, e Fabrizio Carinci, referente per la Direzione Generale Musei, è articolata in cinque sezioni che accompagnano il visitatore in un viaggio dalla radice antica del mito fino alla sua risonanza contemporanea. L’allestimento comprende 18 opere provenienti da musei di primo livello del panorama nazionale — Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Musei Nazionali di Genova, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Gallerie degli Uffizi, Museo di Capodimonte, Gallerie Estensi.
“Questo Accordo – ha commentato il Direttore generale Musei, Massimo Osanna – rappresenta un esempio concreto di come il patrimonio culturale possa generare nuove opportunità di conoscenza, collaborazione e crescita per i territori. Attraverso il dialogo tra istituzioni diverse e la condivisione di competenze e progettualità, il Sistema museale nazionale conferma la propria capacità di fare rete e di rendere accessibili opere e contenuti di straordinario valore anche al di fuori dei grandi circuiti e flussi turistici. Iniziative come questa dimostrano come la collaborazione istituzionale possa tradursi in progetti di elevata qualità scientifica, capaci di favorire la partecipazione dei pubblici e rafforzare il ruolo della cultura come bene comune”.
“Le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma — ha sottolineato il Direttore Thomas Clement Salomon — hanno sempre creduto che i capolavori debbano essere condivisi e che la cultura sia uno strumento di sviluppo, di coesione territoriale e di identità nazionale. Il Narciso di Caravaggio è un unicum, una delle opere più ambite e più richieste da tutto il mondo. La mostra di Potenza nasce da un progetto scientifico, una sfida intellettuale e rappresenta un’opportunità per la Basilicata”. (21/08/2028-ITL/ITNET)
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