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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - SVIZZERA - "MANIFESTI CHE PASSIONE ! UNA COLLEZIONE DI COLLEZIONI" AL CENTRO DI UNA BELLA MOSTRA DI GRAFICA AL M.A.X MUSEO DI CHIASSO
(2026-08-19)
Dal 18 agosto all'8 novembre 2026 il m.a.x. museo ospita la mostra Manifesti che passione! Una collezione di collezioni, a cura di Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini, che si inserisce nel filone che il m.a.x. museo dedica periodicamente alla “grafica contemporanea”, con l’intento in questo caso di presentare e rendere visibili al pubblico una selezione delle opere donate al m.a.x. museo.
In totale nelle sale del museo sono in mostra oltre ottanta manifesti europei, esposti secondo un filo conduttore tematico-cronologico che evoca la nascita e lo sviluppo della réclame, poi denominata pubblicità e quindi campagna pubblicitaria: una selezione che copre un arco temporale di circa un secolo - dai primi del Novecento all’inizio degli anni Duemila - opere donate negli ultimi quindici anni al Centro Culturale Chiasso da alcuni collezionisti, grafici di chiara fama o appassionati di arte e grafica vicini al museo. A partire da Heinz Waibl (1931 – 2020), Orio Galli (1941 – 2025) e Armin Vogt (1938), i cui importanti Archivi grafici, per loro volontà, sono entrati a far parte della collezione del m.a.x. museo; si aggiungono i significativi Fondi di manifesti donati da Lora Lamm (1928 – 2024; Gran Premio svizzero di design 2015) e Bruno Monguzzi (1941; Gran Premio svizzero di design 2025); e ancora, vari collezionisti appassionati dell’arte dei manifesti che hanno scelto il m.a.x. museo per le loro donazioni.
Per quanto riguarda le raccolte private, in mostra si trovano opere provenienti da grandi collezioni come pure da archivi di settore miscellaneo: dalla selezione fra oltre 140 manifesti donati da Roland Wetter - già direttore di APG|SGA Svizzera - al singolo manifesto consegnato al museo dal fotografo Andrea Cometta proveniente dalla sua variegata collezione. Piccole e grandi storie di collezionisti, appassionati e cultori d’arte che contribuiscono con una donazione a formare un importante Archivio grafico.
Partendo dalla cromolitografia di inizio Novecento per arrivare alla stampa offset e poi a quella digitale, la mostra mette in risalto anche l’affermazione dello “Swiss Style”, con il suo rigore compositivo e di lettering geometrico. L’esposizione giunge fino all’inizio dell’era postmoderna, dove la fotografia e i fotomontaggi cambiano il paradigma della comunicazione visiva.
La mostra si propone come un’esposizione dedicata al manifesto, quale prodotto grafico e forma espressiva unica nel suo genere per la capacità di veicolare concetti ed emozioni attraverso il linguaggio icastico e sintetico delle immagini, dei colori, del rapporto compositivo fra vuoti e pieni. Il manifesto ha caratterizzato la comunicazione di fine Ottocento e del Novecento, e ancor oggi, sebbene attraverso le modalità multiformi del digitale, accompagna la nostra quotidianità nelle strade, sui mezzi pubblici e nei grandi spazi urbani. Il manifesto moderno, così come lo conosciamo oggi, risale alla metà del XIX secolo, quando l’industria tipografica perfezionò la litografia a colori rendendo possibile la produzione in serie di immagini di grande formato in cromolitografia a costi contenuti. Inoltre, gli inserzionisti iniziarono a promuovere beni di consumo prodotti in massa tenendo conto di una popolazione urbana in costante crescita.
La nuova arte, che utilizzerà sempre di più la dizione terminologica di “cartellonistica”, si rivela fortemente democratica e aperta alla più ampia sperimentazione artistica, non richiede costi di realizzazione particolarmente elevati, garantisce la fruizione da parte di un vasto pubblico e favorisce la diffusione in maniera capillare sulla scena urbana. Il fenomeno che ben presto si genera – fra pochi appassionati del nuovo genere artistico – è quello del collezionismo del manifesto stesso, ancora fuori dalle categorie museali. Fra i precursori dei collezionisti più prestigiosi fra’800 e ‘900 figura Ferdinando Salce, che dà forma a una vasta e importante raccolta specifica poi trasformatasi nel Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, una delle istituzioni di settore più importanti al mondo.
Cultori del collezionismo del manifesto si diffondono in Europa e America nel corso del Novecento, chi appassionato di specifici temi e luoghi, chi di tecniche di stampa o autori grafici, e si legano sempre più alla costituzione di collezioni pubbliche. Molti sono i filoni di tecniche e le scuole di pensiero sviluppatisi attorno al manifesto pubblicitario. Anche la Svizzera ha dato i natali a tante firme autorevoli, e nel contempo anche nella Confederazione si sono formate diverse importanti collezioni.
Il Centro Culturale Chiasso, attraverso il m.a.x. museo, ma soprattutto il Centro Internazionale d’Arte e Grafica CIAG, è da tempo un polo di studio, conservazione e ricerca. Riconosciuto anche in questo settore grazie all’importante patrimonio che si è costituito negli anni, i suoi archivi hanno raggiunto una dimensione tale da poter autorevolmente rappresentare una pagina nella storia della grafica nazionale, facendo di Chiasso un tassello essenziale nell’ambito del graphic design, soprattutto della cosiddetta cultura dello “swiss design” nell’asse Nord-Sud fra Basilea-Zurigo e Milano.
L’Archivio di manifesti del m.a.x. museo, che si compone di circa tremila pezzi – grazie anche alla sinergia con l’Associazione amici del m.a.x. museo AAMM – comprende oggi molte raccolte d’arte e di design, pubbliche e private, che hanno contribuito alla fama di numerosi indimenticati grafici, spesso a loro volta collezionisti.
L’esposizione è resa possibile grazie al Dicastero Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swisslos, di AGE SA, nonché il contributo dell’Associazione amici del m.a.x. museo (aamm) e dell’associazione Villa Pontiggia Cultural Centre. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici One Logistigs Grouo, APG|SGA, Valcambi Suisse.
PERCORSO ESPOSITIVO La mostra presenta una scelta di opere che fanno riflettere sul percorso della creatività e le scuole di pensiero di graphic designer svizzere nonché di fotografi di chiara fama. In totale nelle sale del museo sono in mostra 86 manifesti, esposti secondo un filo conduttore tematicocronologico: vengono dapprima evocati la nascita e lo sviluppo della réclame, il suo sviluppo quale canale di promozione del prodotto con la pubblicità d’impresa, quindi come mezzo di comunicazione di eventi e manifestazioni culturali, che sfociano infine in grandi campagne pubblicitarie in cui il manifesto è il medium dell’intera corporate identity o corporate image.
La prima sala è dedicata al manifesto pubblicitario con soggetto incentrato sui mezzi di trasporto e la promozione del territorio: dalle piccole linee ferroviarie alle funicolari, dai punti di vista panoramici del nascente turismo alle specifiche attrazioni. Si apprezza dapprima il manifesto del 1913 attribuito a Gabriele Chiattone riguardante le Ferrovie luganesi, per poi passare con Emil Cardinaux alla Rhätische Bahn, quindi con Franco Barberis alla Funicolare Drahtseilbahn Monte San Salvatore Lugano; seguono i coinvolgenti manifesti di Daniele Buzzi e i successivi disegnati da Herbert Leupin sul Lago Maggiore Brissago e Ronco sopra Ascona; ancora, l’immancabile Funicolare del Monte Brè di Romano Chicherio, o Ticino e Lugano di Orio Galli con fotografie di Alberto Flammer.
La più recente produzione di manifesti adotta la stampa offset che riesce a effettuare in maniera più semplice e veloce grosse tirature, sacrificando in parte tuttavia la bellezza della serigrafia; l’offset rende infatti più omogenee le campiture, la qualità delle sfumature e dell’effetto artistico a pennellate però si perde. Questa caratteristica tecnica spinge gli artisti e i grafici a sviluppare differenti modalità compositive.
Attorno alla promozione di un prodotto è allestita la sala 2, in cui emerge come la grafica d’impresa a partire dagli anni Trenta del Novecento adotti una comunicazione che privilegia l’utilizzo dei manifesti: si pensi al bel manifesto esposto di Xanti Schawinsky per Weleda a tecnica mista del 1936, o quello di Willi Rieser che reclamizza Sinalco, o ancora Armando Losa nel manifesto di Ascona. Un particolare sguardo va rivolto al manifesto di Armin Vogt del 1969 per FIAT, marchio di cui il grafico svizzero ha realizzato anche il logo.
Il manifesto dedicato a mostre o iniziative culturali varie campeggia nella sala 3 e in parte nella sala 4, dove gli spazi si completano con le opere realizzate nell’ambito di campagne pubblicitarie per grandi aziende o a scopo di comunicazione rivolta ad un grande pubblico. Non mancano i grandi maestri della scuola grafica svizzera, da Josef Müller-Brockmann, Sigfried Odermatt & Tissi, Jörg Hamburger e Georg Stähelin, Jerker Wener e René Gauch, nonché Roger Pfund. Tra i manifesti dei grafici ticinesi si ammira l’ironia di Lulo Tognola e Daniele Garbarino, la sapiente costruzione grafica di Antonio Tabet e la innovativa corporate image (appresa negli Stati Uniti) di Heinz Waibl. Significativa è la sezione finale dei manifesti per gli eventi culturali eseguiti da Bruno Monguzzi: al graphic designer ticinese, recentemente insignito del più importante premio svizzero per la grafica, viene dato risalto con il manifesto all’entrata della mostra, quello forse più noto internazionalmente, Poster Swiss Art 100 years of creation.
Il mini CATALOGO In occasione della mostra Manifesti che passione! Una collezione di collezioni viene realizzato un minicatalogo che presenta una selezione ragionata delle opere esposte. Le immagini sono accompagnate dai testi di approfondimento dei co-curatori: “La grafica dei manifesti” di Nicoletta Ossanna Cavadini, e “Il passato e il futuro del manifesto” di Mario Piazza.
Il mini-catalogo è stato ideato sia per accompagnare l’attuale mostra e per fungere da strumento di riferimento rapido e maneggevole. Il volumetto è pubblicato da Fidia Edizioni d'Arte per il Centro Culturale Chiasso (cm 15,5 x 15,5 italiano/inglese, Lugano 2026, pp. 112, CHF/Euro 15.-, ISBN 9788872691298)
VIDEO IN MOSTRA Come per tutte le mostre del m.a.x. museo, anche per Manifesti che passione! Una collezione di collezioni vengono presentati dei video di approfondimento. Si tratta dei filmati realizzati da 3D Produzioni in occasione delle mostre allestite al m.a.x. museo dedicate a Heinz Waibl, Lora Lamm e Orio Galli. (19/08/2026-ITL/ITNET)
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